Testata giornalistica online

Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • APOSTOLOS GIANNOU

    di Gabriele Anello (@nellosplendor)

    Italiano | English

    Sono molto felice.

    È un sorriso quello che spunta da quel volto dagli occhi azzurri e dai tratti ellenici.
    Non capita spesso che un giocatore giochi effettivamente con due nazionali, ma che venga piuttosto conteso prima di esordire.

    Apostolos Giannou, però, è un’eccezione.

    Già, perché Giannou ha due nazioni che nel cuore gli stanno: quella che gli ha dato i natali, ovvero la Grecia, e quella che l’ha fatto crescere, ovvero l’Australia.
    Nato a Naousa, il giovane Apostolos si trasferisce in tenera età a Melbourne, dove diventa “Paul” e si diverte giocando a calcio.

    Tuttavia, è il ritorno alle origini che gli apre le porte della notorietà. Dopo aver giocato nell’U-17 australiana, il Melbourne Victory gli offre un contratto da dilettante: Giannou ci rimane male e parte per la Grecia, dove comincia un tour di otto anni. Gioca per cinque squadre diverse (tra cui il PAOK) prima di trovare l’ambiente che lo fa esplodere. Colleziona qualche presenza con la Grecia U-19 e U-21, ma non sembra impressionare.

    Nell’estate 2015 passa all’Asteras Tripolis, dove impressiona per la forma sotto porta: 14 gol in 32 partite fino al febbraio di quest’anno.

    giannou asterasSe ne accorgono anche in nazionale: la Grecia l’aveva già convocato per la partita di qualificazione a Euro 2016 contro l’Ungheria, ma il ct Markarián non lo mette in campo.

    Una mossa che si rivelerà controproducente, perché la comparsa in una partita ufficiale avrebbe blindato uno dei pochi talenti che il calcio greco ha prodotto negli ultimi tempi.

    Ci sarà una presenza, ma in amichevole contro la Turchia. Così Giannou ripensa al caldo di quei tempi passati a Melbourne.

    Lo fa anche ripensando ai tempi passati con Craig Moore, leggenda del calcio australiano ed ex compagno al Kavala. L’Australia l’aveva anche seguito prima del Mondiale 2010, ma poi l’aveva lasciato a casa. Ora è tutto diverso: con Cahill attivo ma vicino al ritiro, servono forze fresche.
    E poi l’Australia è campione uscente in Asia.

    Così Apostolos ci ripensa:

    Non è stato facile scegliere, perché sento qualcosa per entrambi i paesi. Credo però che in questo momento della mia carriera sia meglio giocare per l’Australia.

    Anche così si spiega il passaggio ai cinesi del Guangzhou R&F nel mercato invernale: la Cina è più vicina all’Australia (e un contratto da 1,6 milioni all’anno varrà pure qualcosa).
    A concludere la vicenda diplomatica c’è la persona che l’ha convinto a scegliere l’Australia, quell’Ange Postecoglou che è il commissario tecnico degli Aussies, ma che al tempo stesso è anch’egli un greco trasferitosi a Melbourne da piccolo:

    Il ct è venuto in Grecia per convincermi: ha significato molto per me.


    Per altro, Postecoglou aveva già allenato Giannou nelle giovanili australiane: tutto si tiene.
    L’esordio è arrivato a fine marzo contro il Tagikistan, in un match di qualificazione per il Mondiale 2018.
    Al di là del 7-0, Giannou si è guadagnato due rigori e fornito due assist.
    La sensazione è che l’Australia necessiti di un 9 all-rounder, capace di far inserire i compagni.
    C’è chi ha scomodato un altro australiano di origine europea, Mark Viduka.

    Il più contento è Postecoglou:

    Ha mostrato impegno e dedizione per tutti i 90 minuti: gli è mancato il gol, ma ha giocato bene.

    E Paul?

    Mi sono divertito: ero un po’ nervoso prima della gara, ma andrà meglio con il passare del tempo. Non importa se non ho segnato, l’importante è vincere.

    E aver preso una decisione che ti cambia la vita.

    giannou australia

    I’m very happy.

    It’s a smile what appears on that blue-eyes and ellenic face.
    It doesn’t happen often that a player effectively wears the shirt of two different national sides: insted, he’s going to be uncertain before chosing.

    Apostolos Giannou, though, is an exception.

    That’s because Giannou has two nations in his heart: the one where he was born (Greece) and the one where he grew up (Australia).
    Born in Naousa, the young Apostolos moves with his family to Melbourne, where he becomes “Paul” e he enjoys himself playing football.

    Anyway, it’s the return to Greece who opens some doors for him.

    After playing with the Australian U-17 squad, Melbourne Victory offers him an amateur deal: Giannou is devastated and decides to leave for Greece, where he begins a eight-year tour.
    Five different squads (even PAOK) before finding the right setting to shine.
    He also collects some cap for Greece youth ranks without impressing.

    giannou greece youthLast summer he signed a new deal with Asteras Tripolis, where he had a good form: 14 goals in 32 matches until February 2016.
    A display like this deserved some consideration from the national team: Greece already called him for a Euro 2016 qualify match against Hungary, but coach Markarián didn’t field him.

    A bad move, since the cap in a official game would have tied to Greece one of the few talents produced by the ellenic land in the last years.

    There will be a debut, but in a friendly against Turkey. So Giannou begins to reconsider about Australia’s opportunity.

    He does it thinking about the time spent with Craig Moore, an Australian-football legend and former team-mate in Kavala. Australia followed Giannou also before 2010 World Cup, but then he was left out of the squad. Now everything is different: with Cahill still active, but near to internation retirement, Australia needs new life. Plus, the Aussies are defending champions in Asia.

    So Apostolos comes back on his steps:

    It wasn’t easy choosing between the two countries, because I feel something for both. But I think – in this moment of my career – it’s better to play for Australia.

    Also with this reason we can explain Giannou moving to Chinese side Guangzhou R&F in winter: China is closer to Australia than Greece (and a 1,6 million of euro yearly-deal must value something).
    The person who sealed the deal and convinced Giannou is Ange Postecoglou, the Aussies’ coach.
    A man who has been at the same time a Greek boy moving to Melbourne when he was five:

    The manager came all the way here in Greece to convince me: it meant a lot to me.

    Furthermore, Postecoglou already coached Giannou in Australia youth squads: everything ties together.
    Debut came in late-March against Tajikistan, in a qualifer match to Russia 2018.
    Beside the result of 7-0, Giannou gained two penalties and provided two assists.
    The feeling is that Australia will need an all-rounder forward, capable of leaving spaces to fill for team-mates.
    Someone has mentioned already another Australian hailing from Europe, Mark Viduka.
    The happiest man about Giannou is Postecoglou:

    He showed devotion and efforts for all 90 minutes: he didn’t scored, but he played well.

    And what about Paul?

    I had fun: I was nervous before the game, but it’ll go better as games go by. It doesn’t matter if I didn’t score, winning is all that matters.

    And taking a life-changing decision.

    Gabriele Anello

    Gabriele Anello

    Di passaporto italiano e cuore giapponese, spera in un posto al Mondiale per l'Oceania. Collaboratore di SampNews24 e caporedattore calcio di Crampi Sportivi, gestisce anche i blog Golden Goal: The Blog e #ilpiùgrandespettacolodentroilweekend.

    Commenta

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Send this to a friend