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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • CARICATURELLA: CALCIO, ARTE, ITALIA E TURCHIA SECONDO GÖKÇEN EKE

    È una giornata grigia, come spesso accade a Milano. Piazza del Duomo brulica di buste della spesa della vicina Rinascente, flash di turisti asiatici e sottofondi musicali improvvisati. Dalla folla emerge un bimbo biondo, che osserva le vetrine di un negozio e urla “Inter!“, con gli occhi pieni di gioia, alla madre che pazientemente lo trascina via. Sarebbe probabilmente un personaggio ideale per un disegno di Gökçen Eke, l’artista turco che si è innamorato dell’Italia (anche) grazie al calcio e alla maglia nerazzurra. Ed è proprio in quel giorno uggioso, a Milano, che Gökçen si è presentato a MondoFutbol. Davanti a un caffé macchiato, il caricaturista ha raccontato la sua passione per il pallone e per l’arte. Il suo percorso è iniziato da lontano, da Akşehir, in Anatolia, per poi proseguire con gli studi a Istanbul.

    Il suo cuore era però già nel Belpaese, terra che lo ha affascinato e gli ha ispirato un autentico legame con gli Azzurri e con l’Inter, vista di sfuggita nelle prime sporadiche apparizioni della Serie A sulla TV turca, fino al suo trasferimento a Padova nel 2015. Nel frattempo Gökçen ha conquistato Instagram, Twitter e Facebook con il brand “Caricaturella“, che dal 2008 colleziona meritatamente consensi dal mondo del calcio italiano, spesso raffigurato attraverso le sue storie e i suoi iconici personaggi.

    Il disegno di Gökçen raccoglie, forse involontariamente, l’eredità del trevigliese Carmelo Silva, che sulla Gazzetta dello Sport degli anni ’60 e ’70 ha consegnato alla storia una serie di strepitose immagini, quando ancora non esistevano moviole e video in alta definizione: non possiamo non ricordare il suo racconto visivo della partita del secolo Italia-Germania 4-3. La matita di Gökçen Eke, figlia di questi anni, ha invece indagato sul rapporto tra calcio e business, senza dimenticare i protagonisti del Gioco, per i quali ha tratto ispirazione anche da altri artisti della grande tradizione italiana, quelli dei capolavori rinascimentali. Ha confidato questo e molto altro a MondoFutbol, che con orgoglio lo accoglie nella sua squadra.

    La mia passione per il disegno e l’arte è iniziata quando avevo 3-4 anni. Preferivo disegnare piuttosto che divertirmi con i giocattoli. Ero un bambino molto curioso. Chiedevo molte cose ai miei genitori e loro provavano a rispondere alle mie infinite domande con pazienza, poi provavo a disegnare ogni cosa che vedevo attorno a me e a pormi domande. Posso dire che ho iniziato a disegnare grazie ai miei genitori. Mio padre è un insegnante di pittura e ho esaminato i suoi libri sugli artisti italiani nel periodo del Rinascimento. Analizzare quei libri ha davvero influenzato il mio punto di vista.”

    Un post condiviso da Gokcen Eke (@caricaturella) in data:

    Nel libro “Caricaturella Futbol” del 2014 sono raccolti molti dei tuoi lavori sul mondo del calcio che troviamo anche sui tuoi canali Instagram, Facebook e Twitter. Dove nasce il tuo interesse per il calcio?

    Quando ero piccolo giocavo a calcio con i miei amici, comunque quello era soltanto un gioco da bambini. A 8 anni, quando ho visto la maglia della Nazionale Italiana di calcio nella Coppa del Mondo di Italia ’90, mi sono innamorato dei loro colori. Posso dire che la mia passione per il calcio sia iniziata con gli Azzurri. Walter Zenga era il mio giocatore preferito e dopo appresi che era il portiere dell’Inter.
    Dopo tutto ciò, il mio interesse verso l’Italia, il calcio italiano e soprattutto l’Inter è cresciuto giorno dopo giorno. Negli anni successivi mentre supportavo e seguivo i nerazzurri ho stretto molte amicizie in Italia. Tra tutti mi sento di menzionare il presidente dell’Interclub “El Principe” Avv. Armando Corsini, Luigi Ciuni, Carmelo Giacobazzi e Vincenzo Loponte… Mi hanno sempre dato il loro completo supporto.
    Il nostro interesse comune nei confronti del calcio e dell’Inter ci ha avvicinato. Penso che questo sia il vantaggio più grande del mio interesse verso il calcio.”

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    Turchia e Italia, due mondi così vicini, così lontani. Come ti trovi nel nostro Paese?

    Turchia e Italia sono sia simili che diverse. Le strutture familiari sono molto simili e non mi sento all’estero in Italia. Mi piace molto la cultura, lo stile di vita, l’architettura, la storia e la natura dell’Italia. Tutte queste cose mi hanno sempre influenzato e mi danno ancora ispirazione. Anche gli italiani sono molto gentili e calorosi. Mi piace soprattutto la lingua italiana, così quando stavo provando a decidere il nome del mio brand nel 2008 mi sono ispirato all’italiano e ho scelto “Caricaturella“. Dopo essermi trasferito in Italia nel 2015 ho fondato la mia compagnia privata con il nome di “Studio Caricaturella“. Sono davvero felice di vivere in Italia, qui ho collaborato con molte compagnie e agenzie italiane. Attualmente sto collaborando con Rizzoli Libri e ne sono molto orgoglioso.”

    In un’intervista per “JLMagazine”, hai detto che la Turchia non ti manca moltissimo, aggiungendo che Istanbul è ormai diventata eccessivamente caotica e danneggiata da nuove continue costruzioni. Diresti lo stesso anche ora?

    Sì, potrei dire le stesse cose. Puoi immaginare 20 milioni di persone che vivono a Istanbul? È un quarto della totale popolazione della Turchia. Questo porta a terribili ingorghi di traffico e grande caos. La natura è danneggiata e la storia non è ben protetta, tutto questo rende le vite delle persone molto più pesanti in Turchia. D’altra parte, il territorio turco ha millenni di anni di storia e splendide bellezze naturali. Ci sono numerosi luoghi e reperti storici. Questa ricchezza, anche naturale, va rispettata e protetta.”

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    In Turchia i nuovi stadi sono diretta conseguenza di quest’urbanizzazione e hanno cambiato il volto al calcio nazionale. In Italia invece abbiamo impianti vecchi e talvolta pericolosi. Credi che sia meglio l’atmosfera di una Vodafone Arena o dell’Akyazı di Trebisonda, per esempio, oppure quella che si vive su vecchie gradinate come quelle di Venezia o di Bergamo?

    Penso che questi esempi non siano ideali per un paragone, perché Beşiktaş e Trabzonspor sono ora due tra i quattro club più grandi in Turchia. Io preferirei comunque gli stadi di una volta, finché sono sicuri e affidabili, perché mantengono uno spirito identificato con il club che rappresentano. I nuovi stadi sono come una giungla di cemento e si assomigliano tutti tra loro, quando vengono rinnovati perdono la loro identità. Preferirei lo Stadio İnönü alla Vodafone Arena perché l’İnönü aveva un suo spirito e una sua storia.
    Se uno è appassionato al calcio e a una squadra, penso che nuovi e tecnologici stadi non significhino molto per lui. Le due cose più importanti sono la qualità del campo e la qualità del calcio. Noi spendiamo soltanto due ore in uno stadio, non è come un hotel dove andiamo a dormire. Abbiamo bisogno di una buona atmosfera e di un gioco di qualità, piuttosto che di lusso sfrenato.”

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    Hai parlato, a modo tuo, dell’avvento del business nel calcio. Credi che certe tradizioni si stiano ormai perdendo?

    Sì, credo che stiamo perdendo alcune tradizioni. Certamente i soldi sono molto importanti per il calcio, ma non dovrebbero condizionare e danneggiare i personaggi e le tradizioni dei club e del gioco.”

    Un post condiviso da Gokcen Eke (@caricaturella) in data:

    Sul tuo profilo Instagram si trovano tue caricature di Francesco Totti, Maurizio Sarri, Valentino Rossi e tanti altri ancora. Chi ti piace di più ritrarre? E chi è stato il più difficile da disegnare?

    Mi piace disegnare gli allenatori italiani perché hanno espressioni e comportamenti particolari. Le loro dichiarazioni sono anche un’ottima fonte per me, per ispirarmi a disegnare una caricatura. Non mi viene in mente soltanto un nome ma posso dire che mi piace molto raffigurare Carlo Ancelotti, Maurizio Sarri, Roberto Mancini, Massimiliano Allegri, Antonio Conte, Claudio Ranieri e José Mourinho. Nessuno di questi è particolarmente difficile per me ma alcuni mi richiedono più tempo per disegnarli a causa delle loro caratteristiche facciali.”

    Un post condiviso da Gokcen Eke (@caricaturella) in data:

    Lanet olsun“, con queste parole e la caricatura di un padre che copre gli occhi al figlio hai risposto all’attentato terroristico del 10 dicembre, avvenuto a pochi passi dalla Vodafone Arena di Istanbul. Come hai reagito ai recenti avvenimenti in Turchia?

    Mi dispiace davvero tanto per la Turchia, nonostante io sia lontano cerco sempre di tenermi aggiornato. Non soltanto per la Turchia, mi sento dispiaciuto per tutte le persone e le nazioni colpite da attacchi terroristici.”

    Tutte le caricature presenti nell’articolo e in copertina ©Gökçen Eke – Studio Caricaturella
    Si ringraziano Gökçen & Elif Eke

    Bruno Bottaro

    Bruno Bottaro

    Bergamasco, una laurea in Scienze della Comunicazione, classe '93. L'anima turca di MondoFutbol.com. Viaggi, musica e fútbol: cittadino del mondo. Ha iniziato fondando il blog Calcioturco.com.

    Ci sono 3 commenti.

    • Avatar
      Lesunreda
      30 Aprile 2019, 15:34

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    • Avatar
      doppiam
      30 Aprile 2017, 7:39

      Gokcen è sicuramente uno dei migliori caricaturisti d’Italia! I suoi disegni son vera arte, belli e sempre pieni di significato. è un grande, gli auguro un enorme successo! Se lo merita.

      Marco

    • Avatar
      AndreaD
      29 Aprile 2017, 11:43

      Mi trovo molto d’accordo con il caricaturista quando parla degli stadi.
      Credo che si stia dando troppa importanza alla costruzione di strutture che non centrano nulla con il calcio, certo se uno spettatore passa più tempo possibile nello stadio spendendo soldi al suo interno il discorso fila, ma non bisogna mai dimenticare che andiamo li per vedere una partita di calcio.
      Quello che secondo me sarebbe più utile al calcio di oggi è la rivalutazione delle strutture già esistenti così da poterne “sfruttare” l’immagine già affermata e continuarne la tradizione.

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