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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • CLUB LIBERTAD, LA SQUADRA PARAGUAYANA DEL TERZO MILLENNIO

    Sabato 24 giugno il Club Libertad ha sconfitto l’Independiente de Campo Grande e ha mantenuto il punto di vantaggio sul Guaraní, laureandosi per la ventesima volta campione nazionale e confermandosi la squadra paraguayana più vincente del millennio.
    Ma prima di questa epoca d’oro, la storia del club ha percorso numerosi alti e bassi e si è intrecciata a doppio filo con i primi anni del secolo scorso, in cui il Paraguay visse un periodo turbolento nel tentativo di costruire un rapporto con la democrazia che spesso si rivelerà complicato. E mentre si verificavano questi enormi cambiamenti, il 30 giugno 1905, Juan Manuel Sosa Escalada, giovane di simpatie liberali, fondò il Club Libertad insieme ad altri quattordici ragazzi.

    Tra di loro, a Las Mercedes, il barrio in cui ha sede la società, vi era anche l’italiano Silvio Allegretti in rappresentanza della folta comunità del Belpaese che tra ‘800 e ‘900 si era stabilita nella capitale Asunción. Gli immigrati italiani si trasformarono ben presto nei più appassionati tifosi del Gumarelo, soprannome principale del Libertad e termine di “origine” italiana, secondo le due versioni più credibili approvate anche dallo stesso club.
    La prima racconta di Pascuale Gummarello, un personaggio fittizio tifoso del Libertad, creato dal giornalista argentino Antonio Franiecevich intorno al 1920; la seconda risalirebbe alla fusione dei cognomi di due tifosi, anch’essi italiani, Giummaresi Nuzzarello, da cui “Gummarello”.

    Se a diffondere l’amore per il club asunceno furono gli italiani, un grande merito per la conquista del ventesimo alloro nazionale va invece a uno spagnolo, l’attuale tecnico Fernando Jubero.

    Emigrato in Paraguay nel 2012, Jubero è riuscito finalmente a vincere il suo primo campionato paraguayano dopo tre secondi posti sulle panchine di GuaraníOlimpia. Formazione da psicopedagogo e maestro di scuola elementare, occhio da ex osservatore del Barcellona, il catalano ha saputo costruire l’ennesimo successo del Libertad prima di tutto dal punto di vista mentale. Altrimenti la squadra non sarebbe uscita da un mese deficitario, a cavallo tra aprile e maggio, in cui è incappata in due sconfitte e un pareggio che avevano annullato il vantaggio di otto punti sulle inseguitrici.

    Io credo che il calciatore sia innanzitutto una persona.”

    Un mantra trasferito anche al Libertad, come racconta Gustavo Rojas Bogarín, fondatore del primo giornale digitale paraguayano golazotropical.com.py, contattato da MondoFutbol:

    Jubero ha fatto rendere al meglio ogni calciatore secondo le proprie qualità, mantenendo, anche nei momenti di calo, una formidabile solidità di squadra, caratteristica che il club trasmette da anni di allenatore in allenatore.”

    La solidità costituisce il pilastro fondamentale di un progetto avviato a inizio millennio dall’imprenditore Horacio Cartes, oggi presidente della Repubblica paraguayana, che decise di acquistare il Libertad per riportarlo all’élite del calcio locale dopo alcuni decenni di grandi delusioni. Cartes riuscì nell’intento anche grazie a una scelta che rivoluzionerà le sorti del club e del calcio guaraní in generale: la chiamata dell’argentino Gerardo Martino sulla panchina del Gumarelo. Il Tata, oltre a fare incetta di campionati e a raggiungere le semifinali di Libertadores, nei tre anni passati al Libertad ha contribuito in maniera massiccia alla riforma del settore giovanile bianconero, ora il più all’avanguardia del Paese, guadagnandosi così la guida della nazionale con cui otterrà poi risultati eccellenti.
    Jesús Medina e Alan Benítez (già di proprietà del Benfica) sono i prospetti più interessanti e pronti del pacchetto di ragazzi provenienti dalla cantera. La loro freschezza, unita all’esperienza dei senatori, ha fatto la differenza: la sostanza del portiere Rodrigo Muñoz e la jerarquía di Antolín Alcaraz, uno dei giustizieri dell’Italia a Sudafrica 2010, sono state determinanti per aver la miglior difesa del campionato (14 gol subiti). In mezzo al campo, menzione d’onore per Sergio Aquino, il capitano arrivato a quota 19 trofei in carriera, mentre davanti gli equilibri li hanno spostati Antonio Bareiro, funambolo brevilineo che il Chiqui Arce ha recentemente richiamato in nazionale, e Santiago Salcedo, il terzo miglior marcatore del calcio paraguayano.

    Salcedo e Medina hanno firmato il 2-0 decisivo contro l’Independiente FBC. Sono stati soprattutto loro (con 5 e 4 reti rispettivamente) i protagonisti del filotto finale di cinque vittorie consecutive che ha trascinato la squadra al trionfo.

    Per il Libertad si tratta del dodicesimo titolo nel XXI secolo.

    Un cambio di marcia impressionante nella storia del club, arrivato dopo la prima e unica retrocessione avvenuta nel 2000, che ha consacrato il Libertad come la società più vincente del Paraguay in questo millennio.
    Con il sogno, un giorno, di poter esportare al di fuori dei confini nazionali quella passione emersa 111 anni fa in pieno periodo rivoluzionario e impreziosire con un trofeo continentale la storia del fútbol guaraní.

    Un grazie speciale a Gustavo Rojas Bogarín (golazotropical.com.py) per la collaborazione e la disponibilità.

    Foto copertina e Santiago Salcedo ©as.com
    Foto Jesús Medina ©lanación.com.py
    Foto Fernando Jubero  ©migrantesdelbalon.com

    Alex Alija Čizmić

    Alex Alija Čizmić

    El Jefecito. Mezzo italiano, mezzo bosniaco, ma da sempre innamorato dell'Argentina. Ama tutte le lingue di questa terra, ne frequenta abbastanza e sogna un mondo in cui tutti venerino la fratellanza e la multiculturalità. Forse, MondoFutbol è il posto giusto.

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