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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • DFC PRAG, UN PONTE TRA REPUBBLICA CECA E GERMANIA

    Un filo riannodato. Dopo 77 anni. Tanti ne sono passati tra la dissoluzione e la rinascita del DFC Prag, storica società della capitale della Repubblica Ceca, città dove il 1° settembre la Nazionale di Karel Jarolím cercherà contro la Germania punti preziosi nel suo cammino verso Russia 2018.

    Marzo 1939: a pochi mesi dagli accordi di Monaco del ’38 le truppe tedesche occupano Praga.

    Tra le misure prese dai vertici del neonato Protettorato di Boemia e Moravia c’è quella di sciogliere le società identificabili o comunque legate alla numerosa e fiorente comunità ebraica locale, tra cui il DFC Prag. Quella decisione, che insieme alla nuova legislazione antisemita incide sulla vita di diversi membri del club (lo storico portiere e poi caricaturista Fritz Taussig morirà ad Auschwitz nel 1944 dopo la prigionia nel lager di Terezin), mette fine a una storia gloriosa.

    Un cammino iniziato nel 1896, quando Praga era una delle capitali culturali dell’Impero Austro-Ungarico (lì era nato un certo Franz Kafka), popolato di grandi giocatori, come Robert Cimera, difensore e centrocampista membro della squadra olimpica del 1912 insieme a Robert Merz, poi caduto in guerra nel 1914, o Karel Koželuh, futura stella del tennis (vincerà tra il 1928 e il ’37 quattro tornei dello Slam), arricchito da diversi trionfi a livello regionale e da un quasi momento di gloria, datato 1903. In quell’anno la DFB, la Federazione calcistica tedesca fondata nel 1900, decide di creare il primo campionato nazionale.
    Una rassegna a cui, visto che non vige ancora il principio di nazionalità, quello che vincola la partecipazione a un torneo all’appartenenza territoriale di un club, prende parte anche il DFC Prag, come rappresentante del Verband der Prager Deutschen Fußball-Vereine, l’associazione che riunisce le società calcistiche di lingua tedesca di Praga. E i bianco-blù, il cui presidente è Ferdinand Hueppe, illustre scienziato, docente universitario e allo stesso tempo numero 1 della DFB, arrivano fino in fondo, vincendo per forfait (e con coda di polemiche) in semifinale contro il Karlsruher FV. Ma il 31 maggio 1903 nella finale giocata ad Altona, all’epoca sobborgo di Amburgo, i boemi vengono travolti 7-2 dal VfB Leipzig.

    Un ko bruciante, propiziato secondo alcune fonti da un passaggio sulla Reeperbahn, cuore del quartiere a luci rosse di St. Pauli, ma che sarà, più di un secolo dopo, l’occasione per il DFC Prag per rinascere.

    Nel 2013 infatti un gruppo di appassionati, riuniti nel gruppo Initiative.1903, si mette in testa di far disputare ogni anno una partita tra le sei formazioni che nel 1903 avevano disputato il primo campionato tedesco.

    E per questa ragione entrano in contatto nel 2014 con alcuni degli attuali membri del direttivo del DFC Prag.

    Anche se non esisteva più il club, grazie al Deutsch-Tschechischen Zukunftsfond il 13 settembre 2015 un gruppo di appassionati è sceso in campo con la maglia del DFC contro il VfB Leipzig,

    spiega a MondoFutbol lo storico e dirigente dei bianco-blù Thomas Oellermannn.
    La ripetizione della finale del 1903 è stata giocata a Praga ed è finita con lo stesso punteggio di 112 anni prima (7-2 per i tedeschi), ma ha messo in moto un percorso virtuoso. Che ha portato il 1 luglio 2016 alla rinascita del DFC Prag e alla nuova affiliazione alla Federazione ceca nell’aprile 2017, con la ciliegina dell’amichevole del giugno scorso tra una squadra seniores dei biancoblu e quella dello Slavia Praga, un remake delle sfide della prima metà del Novecento.

    Il nuovo club è proiettato al futuro, ma non dimentica il passato.

    Il nuovo DFC  è una società indipendente ma che affonda le radici nei valori del vecchio sodalizio. Ci riteniamo un progetto che unisce, in cui sportivi di tutte le nazionalità possano trovare una casa,

    spiega sempre Oellermann. Tradizione e memoria del passato: i dirigenti del DFC vorrebbero far rivivere nel presente queste compomenti fondamentali, che rappresentano le basi della società. “Con il nostro lavoro – dice lo storico – vorremmo dare un piccolo ma significativo contributo all’amicizia tra Germania e Repubblica Ceca, soprattutto in questo periodo di scetticismo verso l’Unione Europea. Ci inseriamo nella tradizione del vecchio DFC dove ebrei, tedeschi e cechi giocavano insieme”.
    Per ora il club conta 50 membri, tra cui 35 giocatori, tutti appartenenti a un settore giovanile sviluppato con l’aiuto del Meteor Prag e provenienti per la maggior parte da tre scuole internazionali di Praga.

    Bambini di lingua tedesca e ceca, ma anche russi e vietnamiti che a settembre, nella categoria U9, disputeranno il primo match ufficiale del DFC Prag dopo quasi 80 anni. Anche se il futuro è più ambizioso. “Vorremmo allargare il più velocemente le nostre formazioni giovanili – conclude Oellermannn – per costruire più formazioni per il campionato. In più, nel medio periodo, abbiamo in programma di ricostruire la prima squadra”.

    Per riannodare definitivamente un filo che sembrava essersi spezzato nel 1939.

    Foto Copertina e immagini attuali DFC Prag ©DFC Prag
    Foto vecchio DFC e stele commemorativa @Initiative1903.com

    Un grazie speciale a Thomas Oellerman e Hendrik Taulin

    Roberto Brambilla

    Roberto Brambilla

    Nato a Sesto San Giovanni, quando era ancora la Stalingrado d'Italia, ha diviso le giornate universitarie tra partite di calcio internazionale e ore di tedesco. A distanza di anni ha scoperto che forse gli sono servite entrambe. Sposato alla Bundesliga, la tradisce più o meno regolarmente con il calcio britannico, prova a "cacciare" storie in giro per il mondo che non parlino solo di pallone. Giornalista professionista e autore per MondoFutbol, ha collaborato con il sito di Sky Sport dal 2012 al 2016 e dal 2015 scrive "Avvenire"

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