Testata giornalistica online

Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • ELKESON, ALLIEVO DI LIPPI E PIONIERE DEL CALCIO CINESE

    Il Maranhão non è glamour come i maggiori centri del Paese, né possiede una potenza tale da essere uno dei motori industriali del Brasile.

    Una regione verde, che ha nei suoi alberi la risorsa più ampia della terra che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Coelho Neto è un piccolo centro di quella zona, così lontana dalla Cina, da Shanghai e dalla sua rinomata fama. Lì però è nato Elkeson de Oliveira Cardoso, diventato pioniere suo malgrado. E la vita in Erasmus di successo gli ha regalato una gloria che forse non avrebbe mai conosciuto in patria.

    A 10 anni, Elkeson si era spostato a Marabá. Per tesserarlo nel settore giovanile, il Vitória l’aveva fatto entrare a 14 anni, fingendo che fosse più giovane. E in fondo, non era stato solo il Vitória a notarlo. Qualche anno più tardi, il Benfica preleva il 50% del suo cartellino. Il percorso potrebbe essere lo stesso di David Luiz, cresciuto nel Vitória e passato a Lisbona l’anno precedente. Eppure Elkeson mostra una maturità inattesa:

    Penso solo al Vitória: andrò al Benfica solo se potrò farcela da solo. Voglio arrivare in Europa, ma prima devo far bene qui, al Vitória, il club che mi ha fatto conoscere.

    Elkeson impressiona con il Leão da Barra, tanto da guadagnarsi un passaggio al Botafogo. Tuttavia, il viaggio in Europa auspicato non arriverà mai. Elkeson viene persino convocato da Mano Menezes per un Superclásico de las Américas contro l’Argentina, ma a oggi l’attaccante non ha mai giocato una gara ufficiale per il Brasile.

    E così Elkeson decide di trasformarsi in pioniere.

    Nel 2012, la Chinese Super League si è imposta da poco, ma il Guangzhou Evergrande ha appena vinto il secondo titolo di fila. Inoltre, il campionato cinese attira sempre più giocatori, tra cui Barrios, Kanouté e Drogba. Allo stesso tempo, in tanti passano dal Brasileirão alla CSL. Elkeson si trasferisce al Guangzhou per 5,7 milioni. Una cifra importante, ma c’è anche un’altra novità: negli ultimi mesi al Botafogo (viste le partenze di Herrera e Abreu) Elkeson è stato provato centravanti dal tecnico Oswaldo de Oliveira. Un ruolo che manterrà anche al Guangzhou: sarà la svolta della sua carriera. In Cina, Elkeson esordisce con 10 gol nelle prime cinque gare e l’allenatore Marcello Lippi lo reputa fondamentale:

    Elkeson è un giocatore professionale, giovane e forte. Si confermerà a questi livelli e magari avrà una carriera di un certo impatto anche in Europa.

    Quando Lippi ha lasciato il Guangzhou, Elkeson è rimasto con Cannavaro e ha deciso di proseguire anche con Scolari. L’attaccante si trova bene in Cina:

    La lingua era il maggior problema, ma abbiamo un traduttore e ho imparato qualche parola. Volevo una nuova sfida e ho sempre sognato di trasferirmi all’estero: in Cina sto crescendo anche come centravanti.

    Più che i trionfi in Chinese Super League (il Guangzhou domina da sei anni), a colpire è stato il ruolo del brasiliano nei due trionfi continentali: Elkeson non è stato l’MVP della manifestazione né nel 2013 né nel 2015, ma è stato comunque fondamentale per le due vittorie in AFC Champions League. La prima l’ha visto realizzare due delle tre reti che hanno consentito di battere i coreani del FC Seoul per i gol in trasferta. Due anni più tardi, Elkeson si è messo in proprio, segnando un gol in modalità esterno per decidere i 180’ con l’Al-Ahli al “Tianhe Stadium”.

    Ai traguardi di squadra, dobbiamo aggiungere quelli personali: i 24 gol segnati nell’AFC Champions League (4° all-time), il record di marcature per uno straniero in Chinese Super League (più due titoli di capocannoniere), il premio di miglior giocatore conferitogli dalla Chinese Football Association nel 2014, i 100 gol in tutte le competizioni cinesi.

    Un ambasciatore, un conquistatore assoluto.

    Proprio per questo spirito, Elkeson ha deciso di lasciare il Guangzhou nell’inverno 2016: in mezzo a tanti affari di proporzioni uniche, il brasiliano si è trasferito all’emergente Shanghai SIPG per 19 milioni di euro. Il Guangzhou dirà di averlo fatto per consentire anche ad altri club cinesi di emergere, ma la mossa è stata una dichiarazione di guerra al dominio dell’Evergrande in CSL.

    Un anno e mezzo più tardi, Elkeson – assieme ai connazionali Oscar e Hulk (arrivati lo scorso inverno), oltre al talentuoso Wu Lei – ha mantenuto la promessa. Lo Shanghai SIPG è alle spalle del Guangzhou in campionato e ha vergato il suo manifesto nell’andata dei quarti della Champions League asiatica: 4-0 al Guangzhou, un assist di Elkeson.
    Nella mente del brasiliano, c’è il desiderio di riabbracciare la propria patria:

    Un giorno tornerò in Brasile, ma prima voglio consacrarmi all’estero.

    La vittoria di un altro trofeo, che sia la Chinese Super League o l’AFC Champions League, potrebbe garantirgli questa consacrazione.

    Immagini nell’articolo ©LaPresse
    Immagine di copertina ©Getty

    Gabriele Anello

    Gabriele Anello

    Di passaporto italiano e cuore giapponese, spera in un posto al Mondiale per l'Oceania. Collaboratore di SampNews24 e caporedattore calcio di Crampi Sportivi, gestisce anche i blog Golden Goal: The Blog e #ilpiùgrandespettacolodentroilweekend.

    Commenta

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Send this to a friend