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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • SKA-CHABAROVSK, LA DEBUTTANTE CHE VIENE DALL’EST

    La Russia, questa sconosciuta. O almeno a noi europei sembra tale: un Paese così grande (anzi, il più esteso al mondo per superficie) che in realtà conosciamo soprattutto per la parte coinvolta nel Vecchio Continente. Mosca, San Pietroburgo, Kaliningrad, Rostov; persino Sochi e Kazan, comunque nella parte Occidentale della Russia, sembrano a noi lontanissime. In parte, la Coppa del Mondo 2018 conferma questo pensiero: le 11 città scelte per ospitare le gare del Mondiale sono tutte o quasi nella parte Europea.

    Eppure la prossima Russian Premier League dovrà fare i conti con una sorpresa. Forse anche un problema.

    Chabarovsk, capoluogo dell’omonima regione, è così lontano dalla Russia europea che dista solo 30 chilometri dal confine con la… Cina.

    La città, che nel suo nome omaggia l’esploratore Erofej Pavlovič Chabarov, l’uomo che nel Seicento ha cercato di assicurare l’area alla Russia, ospiterà gare del massimo campionato russo nella prossima stagione. Il merito è del Futbol’nyj Klub SKA-Chabarovsk.
    Non è la prima volta che una squadra che risiede così lontano dai principali centri del Paese segna il proprio nome sulla mappa della Russian Premier League. Altri due club dal profondo Est sono arrivati a giocarsi una stagione in prima divisione: da una parte il FC Okean Nakhodka, che è stato addirittura tra i fondatori della Russian Top League nel ’92; dall’altra, il FC Luch-Energiya Vladivostok, la cui presenza per tre stagioni (dal 2005 al 2008) ha lasciato più di un segno tra gli addetti ai lavori. Come Chabarovsk, Vladivostok è dall’altra parte della Russia e Igor Akinfeev, anche allora portiere del CSKA Mosca, suggerì loro di unirsi alla giapponese J. League piuttosto che giocare nella RPL. I viaggi sono stati infiniti per i club, così come per i tifosi: all’epoca, alcuni sostenitori dello Zenit si sono messi in viaggio per seguire la loro squadra in trasferta a Vladivostok, ma la macchina si è rotta una volta arrivati, dopo 15mila chilometri di viaggio. Gli accaniti fans non si sono persi però d’animo e hanno preso la Transiberiana per tornare indietro, tanto che lo Zenit li ricompenserà con una nuova macchina.

    Tuttavia, il dibattito sui team della Russia asiatica continua e non sarà diverso per lo SKA, pronto comunque a giocarsi la permanenza in prima divisione al debutto nella Russian Premier League.

    Nato nel lontano 1946, lo SKA-Chabarovsk ha a lungo aspettato questo momento. In realtà, una prima occasione per giocare nella massima categoria è arrivata nel 2012-13, quando il 4° posto in campionato ha portato il club a giocare uno spareggio contro il Rostov, che nell’ultimo anno ha persino giocato in Champions League. Il complessivo 3-0 in favore dei Muzhiki ha spento quel primo tentativo di raggiungere la Serie A russa, ma il club ha continuato a sopravvivere in seconda divisione, galleggiando a metà classifica.

    Qualcosa è cambiato nell’ultima stagione, a partire dalla denominazione e dal logo: non più SKA-Energia, ma SKA-Chabarovsk e un rimando allo sport in chiave militare (nel logo, è immediata la connessione all’Armata Rossa). In più, il club ha optato per questo re-branding grazie al lavoro di SportMed e si è ritrovato con partnership prestigiose (come KnAAPO e RusHydro, rispettivamente una compagnia che si occupa di produzione di armi e una elettrica, entrambe possedute dal governo).

    Ciononostante, il sogno di ritrovarsi in RPL sarebbe potuto andare in fumo.

    Aleksandr Grigoryan, già allenatore del club nel 2011-12 e di nuovo sulla panchina dello SKA per il 2016-17, ha firmato con l’Anzhi a metà campionato, lasciando di fatto le redini della squadra ad Aleksei Poddubskiy, un prodotto di casa Chabarovsk: nato, cresciuto e professionalmente sbocciato con lo SKA, ha militato a lungo con il club (ben 15 anni complessivi), prima di diventare assistente nel 2013 e tecnico della prima squadra nell’aprile 2017, dopo il breve interregno di Andrei Gordeyev (poi passato ad allenare la Russia U-18).

    Con Dinamo Mosca e Tosno troppo lontane per esser raggiunte, lo SKA-Chabarovsk si è assicurato un posto per i play-off solo all’ultima giornata, pareggiando contro i diretti rivali del Tambov. La fortuna ha voluto premiarli nella scelta dell’avversario per i play-off, da pescare tra le peggiori squadre della massima serie: il FC Orenburg, alla prima annata in Russian Premier League, era l’ostacolo giusto per tentare l’impresa. Dopo 180’ chiusi senza neanche un gol, i rigori hanno premiato la squadra di Chabarovsk, regalando al club un’insperata promozione. L’eroe assoluto è stato Ruslan Koryan, armeno nato a Sochi che ha compiuto un lungo giro dell’Europa dell’Est prima di trovare la sua consacrazione a Chabarovsk, dopo che già Vladivostok e il FC Luch-Energiya gli avevano relegato una prima notorietà.

    Se al Lenin Stadium, che è sotto osservazione per i piani di rinnovamento della struttura, hanno di che esultare (la promozione rimane un risultato storico), non c’è dubbio che qualcuno ai piani alti della RPL si stia facendo più di una domanda.

    Come organizzare le trasferte fino a Chabarovsk? Riusciranno i club di Mosca e San Pietroburgo ad accettare questa promozione o andranno allo scontro?

    Mentre ci si pone questi quesiti, l’esordio è stato di prestigio: lo SKA-Chabarovsk ha ospitato infatti lo Zenit San Pietroburgo di Roberto Mancini (che ha preparato la stagione in Austria: ne abbiamo parlato qui), perdendo 2-0, ma giocando una partita di grinta e sostanza (due i legni colpiti). Dopodiché, il club giocherà tre gare in trasferta e due in casa. Mentre i fili della federazione russa si muovono per garantire lo scorrimento della stagione 2017-18, la dirigenza dello SKA ha pensato alla squadra da costruire per la stagione: diversi i pezzi che sono partiti, come Pavel Karasyov e Igor Udaly (che hanno raggiunto Grigoryan all’Anzhi), ma i rinforzi sembrano pochi per l’enorme obiettivo da centrare.

    Una salvezza, per una neopromossa così, sarebbe ancora più miracolosa della salita in RPL.

    Foto Copertina ©FootballLineups
    Foto Aleksei Poddubskiy ©todaykhv.ru
    Foto Lenin Stadium ©nstrukt0r.livejournal.com

    Gabriele Anello

    Gabriele Anello

    Di passaporto italiano e cuore giapponese, spera in un posto al Mondiale per l'Oceania. Collaboratore di SampNews24 e caporedattore calcio di Crampi Sportivi, gestisce anche i blog Golden Goal: The Blog e #ilpiùgrandespettacolodentroilweekend.

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