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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • IL GRANDE DERBY DI CRACOVIA

    Cracovia, un pomeriggio assolato di fine luglio. La città è blindata per motivi di sicurezza, data la concomitante visita di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
    Il capoluogo della Piccola Polonia, da qualche anno ormai, ha lustrato i propri gioielli per ammaliare ancor di più i suoi ospiti: facciate di edifici storici restaurate, mostre d’arte, locali alla moda, rassegne culturali, concerti musicali. È la seconda città della Polonia per popolazione dopo Varsavia, ma è da tutti considerata il centro culturale, artistico e clericale del paese.
    In un contesto di questo tipo, con una tale varietà di proposte a portata di mano, il calcio assume un ruolo marginale nella vita di tutti i giorni, fatta eccezione per gruppi di giovani che usano il piłka nożna (il football) quale veicolo per evidenziare il loro disagio sociale.

    Anche e soprattutto con la violenza.

    In città convivono tre grandi club calcistici. Il K.S. Cracovia, il Wisła Kraków e l’Hutnik Nowa Huta, squadra che dopo il fallimento finanziario del 2010 milita in III Liga, la quarta serie del campionato polacco.

    Ma per la gente di Cracovia ne esistono solo due, il Cracovia e il Wisła Kraków, tra i quali non scorre buon sangue.

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    L’Hutnik è la squadra del quartiere operaio di Nowa Huta e per i puristi quel modello di città socialista, costruita nel 1947 attorno ad una grande acciaieria, non ha nulla a che spartire con l’antica capitale della Polonia.
    Il Klub Sportowy Cracovia, per tutti semplicemente Cracovia, è il più antico club di calcio del paese. In realtà, in Polonia esistevano già delle società con sede a L’viv (Leopoli), ma nel 1939 la città fu occupata ed annessa all’allora Unione Sovietica, per poi diventare ucraina. Fondato nel giugno del 1906, il Cracovia si aggiudicò la prima edizione del campionato polacco disputatasi nel 1920 e successivamente ne vinse altre quattro, l’ultima delle quali nel lontano 1948. I biancorossi disputano le partite interne nello stadio Maresciallo Józef Piłsudski, situato in centro città e completamente restaurato in occasione dei Campionati Europei del 2012, durante i quali è stata anche sede di allenamento per l’Italia di Prandelli.

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    A poche centinaia di metri in linea d’aria, appena oltre il parco di Błonia, sorge lo stadio Miejski, tana dei rossoblù della biała gwiazda (stella bianca) del Wisła. L’impianto sorge sui terreni che, durante l’occupazione nazista, ospitarono un campo da calcio e un centro sportivo. Anch’esso fondato nel 1906, il Wisła (Vistola, dal nome del fiume che bagna la città) è il club più titolato di Cracovia.
    Nella sua storia ha conquistato per ben tredici volte il campionato e per quattro la coppa nazionale.
    La prima decade del nuovo millennio ha rappresentato il periodo d’oro del club: ben sette titoli vinti, l’ultimo dei quali nel 2011.

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    Arriva il fatidico giorno del 192° derby.

    Wielkie derby per gli appassionati, święta wojna (guerra santa) per gli ultras.

    Mi reco allo stadio un paio d’ore prima del fischio d’inizio. La zona è pattugliata da numerose forze dell’ordine, però la situazione è tranquilla. Sarà così per tutta la serata, fortunatamente.
    Lo stadio Piłsudski è una bomboniera. Vengo accolto dai sorrisi degli inservienti che mi fanno accomodare nel sektor rodzinny (settore famiglie), un luogo dove anche i più piccini possono divertirsi in un clima sano e gioviale. Costo del biglietto 1 złoty, l’equivalente di 23 centesimi di euro. Dai chioschi posizionati all’interno dell’impianto, intanto, si alzano invitanti profumi di kiłbasa (salsicce) abbrustoliti alla griglia.
    La curva degli ultras del Cracovia ha esposto un grande striscione che recita: “Jesteśmy białi, jesteśmy czerwoni, jesteśmy Cracovia. A kim są oni?”.

    Siamo bianchi, siamo rossi, siamo Cracovia. E loro chi sono?

    Prima dell’inizio del match, sullo schermo gigante viene trasmesso un messaggio di saluto di Bartosz Kapustka, il gioiello della squadra di casa e della nazionale polacca appena passato al Leicester di Claudio Ranieri.
    Partito Kapustka direzione Premier League, il giocatore di maggior talento del Cracovia è il nazionale slovacco Erik Jendrišek, mentre il Wisła schiera il centrocampista della nazionale Krzysztof Mączyński oltre ai veterani Paweł Brożek e Arkadiusz Głowacki.
    Alle ore 20.30 in punto le squadre entrano sul terreno di gioco e vengono accolte dall’inno dei biancorossi.
    Il derby termina con il risultato di 2-1 a favore del Cracovia. Per il Wisła, oltre alla sconfitta, anche l’umiliazione per l’ultimo posto in classifica nell’Ekstraklasa.

    Questa volta, Cracovia è bianca e rossa.

    Stefano Tomada

    Stefano Tomada

    Friulano di nascita, polacco di adozione. Reporter di viaggio, alla costante ricerca di luoghi da scoprire e di nuove storie da raccontare. Voce di MondoFutbol.com per raccontare il calcio in Polonia. Witamy!

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