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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • GUIDA GIRONE PER GIRONE AL MONDIALE U20 2017

    Alla ricerca del talento e del futuro campione. Adesso come nel 1977, quando la FIFA decise di istituire il Mondiale U20. Il 20 maggio in Corea del Sud, parte la 21.ma edizione della competizione. 24 squadre sono in corsa per succedere alla Serbia, vittoriosa nel 2015 in Nuova Zelanda. MondoFutbol racconta, girone per girone, le formazioni e i talenti da seguire nella competizione che si concluderà l’11 giugno.

    Gruppo A – Argentina, Corea del Sud, Guinea, Inghilterra.

    Il Gruppo A, in cui figurano i padroni di casa della Corea del Sud, propone l’eterno e affascinante scontro tra Inghilterra e Argentina.
    L’Albiceleste dovrà fare a meno di Ezequiel Barco, uno dei talenti più attesi: l’Independiente non ha permesso al giocatore di rientrare nella lista dei 21 diramata da Claudio Úbeda. Sono invece presenti Santiago Ascacibar, centrocampista dell’Estudiantes autore di un ottimo Sudamericano Sub-20, e Brian Mansilla, esterno di qualità del Racing, dove gioca con l’attaccante-rivelazione Lautaro Martínez. Tra i convocati anche Ezequiel Ponce, punta della Roma in prestito al Granada, e Santiago Colombatto, mediano del Cagliari autore di una buona stagione in prestito al Trapani.
    Paul Simpson, tecnico dell’Inghilterra, ha confermato buona parte della selezione Under 19 che si era conquistata l’accesso alla competizione in qualità di semifinalista all’Europeo 2016. In difesa spiccano i nomi di James Clarke-Salter e Fikayo Tomori, protagonisti nella vittoria della Youth League 2016 col Chelsea. Giovani mandati a farsi le ossa, ma anche ragazzi già noti al pubblico della Premier League, come Ainsley Maitland-Niles, centrocampista dell’Arsenal forte fisicamente e con una buona tecnica, o il classe ‘97 Dominic Calvert-Lewin dell’Everton. Dai Toffees viene anche Ademola Lookman, arrivato dal Charlton per poco meno di 9 milioni di euro e protagonista di un esordio da sogno in Premier. Da tenere d’occhio Lewis Cook (Bournemouth) e Josh Onomah, trequartista del Tottenham che Pochettino ha lanciato anche in Champions League, e Dominic Solanke (Chelsea).

    Assente nel 2015, la Corea del Sud torna a partecipare al Mondiale U20 e si appoggia al talento di Lee Seung-Woo, esterno sinistro classe ’98 del Barcellona, celebrato dall’età di 11 anni come “il Messi coreano”. L’altro uomo di punta siede in panchina e risponde al nome di Shin Tae-Yong, tecnico capace, nel 2010, di vincere l’AFC Champions League alla guida del Seongnam.
    La Repubblica di Corea, con ogni probabilità, se la dovrà vedere con la Guinea per un posto tra le migliori terze. Una selezione, quella guineana, che ha già fatto bene nella Coppa d’Africa U20, chiusa al terzo posto, dove era stata trascinata da Morlaye Sylla, trequartista dell’Arouca, entrambi classe ’98. Tra i titolari ci sarà anche il mediano della Juventus Oumar Touré (’98).

    Gruppo B – Germania, Messico, Vanuatu, Venezuela.

    Oltre all’incognita Vanuatu, qualificatasi per la prima volta al Mondiale U20 con una squadra di ragazzi cresciuti quasi tutti in casa e guidata, da febbraio 2017, dal serbo Dejan Gluščević, tre squadre si potrebbero giocare la qualificazione quasi alla pari: Venezuela, Messico e Germania.
    La mini Vinotinto è stata una delle rivelazioni del Sudamericano U20 2017, concluso al terzo posto. Da tenere d’occhio Yangel Herrera, centrocampista di proprietà del Manchester City e in prestito al New York City FC: buona corsa, ma anche capacità di rifinire e di gestire. Oltre a lui, fari puntati sul centrale difensivo Williams Velásquez, giocatore di personalità, fisico e buone letture, già entrato nell’orbita della famiglia Pozzo, e su Yeferson Soteldo (nella foto sotto mentre lotta con Lautaro Martínez), 160 cm di classe, numeri e colpi di genio, senza dimenticare un portiere di prospettiva come il classe 1998 Wuilker Faríñez e un talento come l’ex Udinese Adalberto Peñaranda .

    Non meno talentuosa di quella venezuelana, è la generazione del Messico, bronzo al Sub-20 Concacaf 2017. Una formazione, quella della Tricolor, con un trio offensivo (e creativo) targato Santos Laguna, con Uriel Antuna, Ronaldo Cisneros e il ’98 Eduardo Aguirre. Dopo l’eliminazione del Club América dal campionato, aggregato al gruppo di Marco Ruiz anche il centrale Edson Álvarez, titolare fisso con gli azulcremas e inserito nella Top XI dell’U20 centroamericano: ragazzo di grande fisico, ma soprattutto personalità e letture “da grande”.
    Sicuramente, invece, in Corea ci sarà il giocatore dell’Hoffenheim Philipp Ochs, leader e probabile capitano della Germania. I tedeschi, terzi all’Europeo Under 19 del 2016, potranno contare su un ottimo centrale difensivo come Benedikt Gimber, in prestito al Karlsruhe anche lui dalla squadra di Nagelsmann, un terzino sinistro (e all’occorrenza capace di giocare qualche metro avanti) come Maximilian Mittelstädt, che all’Hertha Berlino si è guadagnato minuti nelle rotazioni di Dardai, un ragazzo dalle straripanti doti fisiche come Frederic Ananou (quest’anno al Roda in Olanda) ma anche centrocampisti di prospettiva come Dominik Schad del Greuther Fürth e il talento di Suat Serdar.

    Gruppo C – Costa Rica, Iran, Portogallo, Zambia.

    Un girone affascinante, dal quale potrebbe uscire una delle sorprese della competizione.
    Lo Zambia si presenta con una delle più forti generazioni della storia recente degli Chipolopolo: un attaccante con esperienza europea come Patson Daka (’98), trascinatore del RB Salisburgo alla conquista della UEFA Youth League, una punta di buone potenzialità come Edward Chilufya e due ottimi centrocampisti come Fashion Sakala ed Emmanuel Banda, quest’ultimo in possesso di un tiro potente e preciso.
    La Costa Rica, invece, è una buona formazione con una stella, il centrocampista offensivo Randall Leal, classe 1997, che gioca in Belgio con il Malines: percussioni, lettura del gioco e anche una discreta capacità di vedere la porta.
    Proverà a stupire anche il modesto Iran allenato da Amirhossein Peyrovani, che può però contare sul talento di Reza Shekari, fantasista del Rostov (lo ha acquistato a febbraio dallo Zob Ahan Esfahan affiancandolo al connazionale Azmoun) dotato di un piede destro molto educato e capace di giocare sia sulla trequarti, nel ruolo che gli è più congeniale, che come perno del centrocampo. È alto 186 cm e sa essere un fattore anche in area sui calci piazzati.
    Favorito per la vittoria del girone, almeno sulla carta, è il Portogallo allenato da Emílio Peixe, ex calciatore di Porto, Benfica e Sporting. E proprio dalle tre grandi della Primeira Liga arrivano 16 dei 21 convocati per il Mondiale U20, tra i quali spiccano i nomi di Pedro Delgado, estroso trequartista ex Inter e ora allo Sporting con mancino niente male, e Rúben Dias, difensore centrale e capitano del Benfica B, roccioso, carismatico e dotato di un buon piede. Sempre dalla seconda squadra delle Aquile viene Diogo Gonçalves, esterno d’attacco rapido che sente la porta, mentre è di proprietà del Braga Bruno Almeida, conosciuto come Xadas: centrocampista centrale elegante, con un’ottima visione di gioco e un buon sinistro.

    Gruppo D – Giappone (a cura di Gabriele Anello), Italia (a cura di Aniello Luciano), Sudafrica (a cura di Bruno Bottaro), Uruguay (a cura di Carlo Pizzigoni).

    Gruppo E – Francia, Honduras, Nuova Zelanda, Vietnam.

    Occhi puntati sulla Francia, dominatrice dell’Europeo U19 2016 e tra le favorite per la vittoria di questo Mondiale.
    La selezione allenata da Ludovic Batelli si presenta in Corea del Sud con alcuni dei talenti più attesi della competizione, su tutti Jean-Kévin Augustin, punta classe ’97 del Psg che, in questa stagione, ha giocato qualche scampolo di partita con Emery. In porta ci sarà Alban Lafont, estremo difensore classe ’99 (due anni sotto età) già titolare nel Tolosa, mentre in mezzo al campo occhio a Lucas Tousart (’97), mediano del Lione che ha già totalizzato 32 presenze stagionali in prima squadra. Ha giocato meno partite tra i grandi, ma rimane una delle stelle della competizione, il centrocampista Christopher Nkunku, anche lui del Psg. In mezzo al campo dovrebbe agire anche Ludovic Blas (’97, Guingamp), decisivo nell’Europeo dello scorso anno con due reti, in semifinale e in finale. Grande assente per i Bleuets sarà Theo Hernández: il terzino, che ormai pare destinato al Real Madrid, rimarrà in Spagna per giocare la Coppa del Re con il suo Alavés contro il Barcellona.

    Dietro alla Francia, una sfida molto combattuta per il secondo e l’eventuale terzo posto da miglior terza. La Nuova Zelanda, che ha ospitato la scorsa edizione del Mondiale, nel 2015, può ambire a un buon piazzamento anche grazie al talento di giocatori come il capitano Clayton Lewis, centrocampista dell’Auckland City che ha già totalizzato 8 presenze in nazionale maggiore, Moses Dyer, anche lui centrocampista, e Myer Bevan, attaccante della Nike Academy devastante nell’OFC U20. Tra gli altri convocati di Bazely, occhio a Michael Woud, portiere classe ’99 del Sunderland.
    Non manca talento anche all’Honduras, che in attacco si affiderà a Douglas Martínez, attaccante dei New York Red Bulls, e a Darixon Vuelto (’98), di proprietà del Tenerife. Non rientrano invece tra i convocati di Tábora gli “italiani” Rigoberto Rivas (’98, Inter) e Paolo Belloni (’99, Genoa), per volere delle società che ne detengono il cartellino.
    Chiude il Gruppo E l’incognita Vietnam, allenato da Anh Tuấn Hoang e qualificatosi grazie all’1-0 sul Bahrein nei quarti di finale dell’AFC Championship U19: ad andare in rete fu Thành Trần, centrocampista offensivo che dovrebbe essere tra i titolari anche nel Mondiale.

    Gruppo F – Arabia Saudita, Ecuador, Senegal, Stati Uniti.

    Un raggruppamento senza vere e proprie big, ma con tanto talento in campo.
    Come quello che offriranno gli Stati Uniti, laureatisi campioni continentali a marzo 2017. A partire dal figlio d’arte Jonathan Klinsmann, miglior portiere del Sub-20 in Costa Rica, passando per il capitano Erik Palmer-Brown, difensore centrale in grado di giocare anche come mediano e punto di forza del Porto B che ha vinto la seconda divisione portoghese, l’altro centrale difensivo Justen Glad (Real Salt Lake), Tyler Adams, mezzala classe 1999 abile nell’inserirsi e a coprire, oltre ai due attaccanti, entrambi di origine africana, Emanuel Sabbi (ora svincolato, ma passato per il Las Palmas) e Jeremy Ebobisse (Portland Timbers), senza dimenticare il centrocampista classe ’98 Luca De La Torre del Fulham.
    Gli USA, oltre alla poca conosciuta Arabia Saudita (occhio al centrocampista con il vizio del gol Sami Al-Najei), affronteranno l’Ecuador, secondo, per poco, al Sudamericano U20 giocato in casa. Una formazione che ha due ottimi interpreti sulla fascia sinistra, come Pervis Estupiñán, terzino nella galassia dei Pozzo tra Granada e Watford e l’esterno offensivo Bryan Cabezas, in forza all’Atalanta di Gasperini. Davanti, spazio a Jordy Caicedo, attaccante che ha grandi qualità e per cui il Mondiale U20 può essere l’ulteriore passo di un importante percorso di crescita.

    A contendere la qualificazione a USA ed Ecuador, il Senegal. Quello dei giovani Leoni della Teranga è un gruppo forte che ha in tre ragazzi nati nel 1999 (due anni sotto età) i propri punti di forza: l’attaccante Ibrahima Niane, il carismatico centrocampista offensivo Krépin Diatta, che grazie alle prestazioni nel campionato africano U20 si è guadagnato un ingaggio da professionista in Norvegia, e il roccioso centrale difensivo Ousseynou Cavin Diagne, oltre a Ibrahima Ndiaye, dotato di ottima tecnica e un gran calcio da fermo.

    Foto copertina ©Fifa.com
    Foto Inghilterra ©TheFA.com
    Foto Soteldo/Venezuela ©LaPresse
    Foto Portogallo ©Seleções de Portugal/Facebook
    Foto Augustin/Francia ©Maxppp
    Foto Ecuador ©AFP

    Articolo a cura di Davide Zanelli e Roberto Brambilla

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