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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • MUANGTHONG UNITED FC, LA PERLA DELLA THAILANDIA

    Non è raro vedere i destini di una nazione incrociarsi sul piano sportivo e quello geo-politico.

    Il calcio ce lo ricorda costantemente e forse il segnale più forte nel 2016-17 è arrivato da una terra magica come la Thailandia. Nell’ottobre 2016, il Paese perde il monarca Bhumibol Adulyadej, il più longevo nella storia della nazione (70 anni). Una perdita sentita, tanto da dichiarare un lutto lungo un anno, concludendo in anticipo la Thai League. Tuttavia, la nazionale gioca un calcio spettacolare, tanto da essersi già qualificata alla Coppa d’Asia 2019. Se i risultati non supportano più l’altro re del paese – quello sportivo, che risponde al nome di Kiatisuk Senamuang, primatista per presenze e gol degli Elefanti da guerra –, i tifosi della Thailandia possono contare su un’altra sorpresa: il Muangthong United FC ha infatti da poco centrato la qualificazione agli ottavi della Champions League asiatica.

    Muang Thong Thani è un complesso residenziale a Pak Kret, che è la settima città più popolosa della Thailandia, parte dell’estesa area metropolitana di Bangkok, la capitale del paese. Lì si trova una delle squadre più vincenti e più ricche della Thai League; questo, però, non è affatto un caso.

    Muang Thong Thani, infatti, sta per “città dorata”: la Bangkok Land decise di trasformarla sul finire degli anni ’80, con l’idea di farne un sobborgo per la classe media di Bangkok, da cui MTT dista appena 25 chilometri.

    Nonostante la crisi economica del 1997, il progetto è andato avanti con la realizzazione dell’Impact Arena. Quando quest’ultima venne inaugurata nel 2000, il complesso di edifici e uffici ha favorito la trasformazione dell’area circostante. D’improvviso, la provincia di Nonthaburi – da sempre famosa per la sua agricoltura e i raccolti di durione, un frutto spinoso della zona – si è ritrovata al centro di un grande progresso, che non ha riguardato però solo i cittadini, ma anche altre strutture.
    Proprio a Muang Thong Thani è nato il SCG Stadium, che dal 2007 ospita il Muangthong United Football Club ed è il primo impianto thailandese pensato unicamente per il calcio.
    Nel logo del club, sono rappresentati due Qilin, le creature della mitologia asiatica con un corpo da cervo e la testa da cavallo, sormontata da un corno. Quando appare, è segnale di buon auspicio che indica l’imminente arrivo di un uomo illuminato. Questo mito deriva da influenze cinesi, ma è un patrimonio che è rimasto intatto anche in Thailandia.

    Eppure, non è stato tutto facile e immediato per il Muangthong United. Fondato nel 1989 da Worawi Makudi (a destra nella foto sotto, è stato anche un delegato FIFA dal 1997 al 2015, poi sospeso dal comitato etico della FIFA), il club era inizialmente stato registrato come Norgjorg Pittayanusorn Football Club, poi trasformatosi in FC Norgjorg Black Pearl. Il momento per crescere non sembrava arrivare mai.

    Il vero cambiamento, però, è arrivato nel 2007: la Siam Sport Syndicate compra il club, cambiandogli nome (in Muangthong United FC) e trasferendolo proprio al SCG Stadium.

    La storia del MUFC diventa all’improvviso di successo, visto che il club si laurea subito campione della terza divisione nazionale, scalando la gerarchia del calcio thailandese. Ma la scia di allori non si è fermata a quel titolo.

    Nel 2008, infatti, il Muangthong United si aggiudica anche la seconda divisione con largo anticipo, raggiungendo la Thai Premier League in tempi rapidi. Le sorprese però non finiscono lì, perché il MUFC trova il modo di tesserare alcuni dei talenti più limpidi del panorama thailandese: arrivano Teeratep Winothai (in prestito dal Lierse), Ronnachai Rangsiyo (un passato nel vivaio dell’Everton) e soprattutto Teerasil Dangda, transitato per il Manchester City e l’Almeria e ancora oggi una delle bandiere del MUFC.

    Il contributo del gruppo SCG – il Siam Cement, la più grande compagnia di cemento nel sud-est asiatico – ha fatto il resto.

    Fu addirittura il re Vajiravudh (o Rama VI) a fondarla nel 1913, tanto che ancora oggi è di proprietà al 30% della famiglia reale.
    Lo status del Muangthong United è rimasto intatto: dal 2010, il club ha vinto tre degli ultimi sette campionati, lanciando diversi giocatori e allenatori. Non solo il già citato Teerasil Dangda, ma anche manager come Slaviša Jokanović (fattosi conoscere qui prima di tornare in Europa). Sebbene vanti l’ottavo posto nel ranking AFC per club, al Muangthong United è sempre mancata una cosa: la consacrazione in Champions League.

    Fino a qualche anno fa, la Thailandia non era tra le prime nazioni per rendimento di club nell’Asia orientale. Così i campioni nazionali avevano diritto a un posto nei play-off per la Champions League asiatica, con la possibilità di giocarsi l’AFC Cup in caso di eliminazione.
    Il Muangthong United ne ha persi ben quattro, incontrando ostacoli di diverso livello: dal perdere ai rigori contro i campioni di Singapore del Singapore Armed Forces Football Club all’essere travolto dal Shanghai SIPG.
    Solo in due occasioni il MUFC ha raggiunto la fase a gironi della Champions League asiatica. La prima fu nel 2013: qualificato in quanto campione di Thailandia, il Muangthong United fu inserito in un gruppo con Guangzhou Evergrande, Kashima Antlers e Jeonbuk Hyundai Motors.
    Un girone di ferro, chiuso con un solo punto (ottenuto all’esordio), quattro gol segnati e ben 17 subiti. Ben diverso quanto accaduto nell’edizione 2017: con la Thailandia quinta forza dell’Est asiatico, la Thai League ha diritto a un posto diretto più due nei play-off.

    Il MUFC ha stupito tutti. Nell’ultima giornata della fase a gironi, i campioni di Thailandia si giocheranno la testa al Gruppo E con il Kashima Antlers, sfidandoli in Giappone con due risultati su tre a disposizione (il MUFC, infatti, comanda il gruppo con due lunghezze di vantaggio sui diretti avversari).

    Sognare in grande non è impossibile.

    Merito di Totchtawan Sripan, che ha guidato il Saraburi alla Thai Premier League ed è poi riuscito a regalare al MUFC la prima vittoria nella Champions League asiatica. Merito degli stranieri, che si sono rapidamente integrati, come il giapponese Naoaki Aoyama e lo spagnolo Xisco. Merito di tutta la spina dorsale del MUFC, che è poi anche quella della nazionale: non solo capitan Teerasil Dangda, ma anche Tristan Do, Sarach Yooyen, Theerathon Bunmathan, Adisak Kraisorn e Kawin Thamsatchanan.
    Il sogno è ormai chiaro: fare quanta più strada possibile nella Champions League asiatica e magari centrare il quinto titolo nazionale, tanto per raggiungere gli acerrimi rivali del Burinam United per numero di vittorie nella Thai Premier League.

    Foto di copertina e allenamento ©Muangthong United Football Club
    Foto celebrazioni morte Re Bhumibol, Worawi Makudi ©LaPresse
    Foto SCG Stadium ©Filacrosse.com
    Foto Teerasil Dangda ©Curro Vallejo/Marca

    Gabriele Anello

    Gabriele Anello

    Di passaporto italiano e cuore giapponese, spera in un posto al Mondiale per l'Oceania. Collaboratore di SampNews24 e caporedattore calcio di Crampi Sportivi, gestisce anche i blog Golden Goal: The Blog e #ilpiùgrandespettacolodentroilweekend.

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