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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • IL RISVEGLIO DEL DRAGO

    Foto di copertina e con watermark ©Alessio Perrone / MondoFutbol.com

    Per una città che è appena entrata nella storia, Cardiff è tranquilla.
    La gente passeggia svogliata per le vie del centro, incredula o ignara, tra le bandiere del drago e le maglie rosse.

    Ho atteso questo momento per tutta la mia vita, e ora non riesco a crederci – mi racconta Hugh, che sta per partire per la Francia. Ha 52 anni, e tifa Galles da 40. Parla piano, con lo sguardo perso nel vuoto – È come un sogno.

    Eppure è tutto vero: il Galles si è qualificato a un torneo internazionale per la prima volta dal 1958, 58 anni dopo l’ultima volta. Euro2016 pone termine a un’attesa più vecchia della maggior parte della popolazione gallese.
    Si fa fatica a trovare anima viva che ricordi quell’ultima volta.

    Le bandiere gallesi dominano le vie del centro di Cardiff il giorno prima del debutto. Molti gallesi camminano distratti, come se nulla fosse, venerdì 10 giugno

    Le bandiere gallesi dominano le vie del centro di Cardiff il giorno prima del debutto. Molti gallesi camminano distratti, come se nulla fosse, venerdì 10 giugno.

    Non stiamo più nella pelle tutti quanti, ma siamo ancora sbigottiti – dice Hywel, musicista membro dei Barry Horns, una banda di ottoni che accompagna le partite del Galles da anni – da quando nessuno andava allo stadio ai successi più recenti.

    Dal 2011, i Barry Horns sono la colonna sonora vivente delle partite del Galles. Durante le partite del Galles in Francia, li si può sentire suonare allo stadio. “Quando abbiamo cominciato, la musica era un modo per sollevare gli animi dei tifosi in tempi difficili,” mi racconta Hywel. “Ora siamo la colonna sonora di una festa fantastica (Foto Barry Horns)

    Dal 2011, i Barry Horns sono la colonna sonora vivente delle partite del Galles. Durante le partite del Galles in Francia, li si può sentire suonare allo stadio. “Quando abbiamo cominciato, la musica era un modo per sollevare gli animi dei tifosi in tempi difficili,” mi racconta Hywel. “Ora siamo la colonna sonora di una festa fantastica”.          (Foto ©Barry Horns)

    Noi gallesi siamo abituati ad essere privati di qualcosa – dice Hywel. – Siamo stati vicinissimi alla qualificazione tante volte… e poi qualcosa ci ha tolto la gioia.

    I gallesi ricordano ancora tutti quei “qualcosa”: nel 1977, un fallo di mano scozzese eliminò il Galles all’ultimo turno di qualificazione al Mondiale. Nel 1993 fu tutta colpa di un rigore sbagliato da Paul Bodin. E tutti ricordano la sconfitta contro la Russia del 2003, 0-1, ancora all’ultimo turno di qualificazione. Normale che molti facciano ancora fatica a credere che il Galles stia veramente giocando questa volta.

    Finché non vedremo lo stadio pieno, e non sentiremo il fischietto, non lo realizzeremo. Ci sarà sempre quella domanda, ‘Ma sta succedendo davvero?’ nelle nostre teste – dice Hywel.

    Ma l’11 giugno sì, il suono del fischietto interrompe 58 anni di digiuno e agonia.
    L’inno gallese risuona agli Europei, per la prima volta nella storia. E Cardiff esplode.

    Tutto il Galles del futbol si scalda. Chi poteva – tra i 15,000 e i 20,000 – si è riversato in Francia, cominciando a festeggiare ancora prima del debutto. Wayne ‘Dibs’ Anderson, che ha organizzato in prima persona viaggi in Francia, spiega che i gallesi si godranno il momento, e nonostante si tratti di un viaggio folle di 4,500 km in una settimana.

    Nei tanti, tanti momenti difficili, abbiamo imparato a goderci il futbol, a prescindere dai risultati – spiega.

    Un gruppo di tifosi gallesi parte per Bordeaux, luogo dell’esordio, in uno dei tanti viaggi organizzati da Wayne ‘Dibs’ Anderson. Come Dibs, molti di loro non persono una trasferta del Galles da anni.. (Foto: Wayne Anderson)

    Un gruppo di tifosi gallesi parte per Bordeaux, luogo dell’esordio, in uno dei tanti viaggi organizzati da Wayne ‘Dibs’ Anderson. Come Dibs, molti di loro non perdono una trasferta del Galles da anni. (Foto ©Wayne Anderson)

    I tifosi più giovani, e tutti quelli che non sono potuti partire, si ritrovano nella fan zone di Cardiff, dove ci sono maglie rosse e dragoni a perdita d’occhio, e cori sul Galles, sull’Inghilterra (vietati ai minori di 18 anni), e per il ritorno del drago. Uno spettacolo raro di colori, orgoglio, sentimento nazionale. Non male per una nazione in cui è stato sempre il rugby – non il futbol – a essere considerato lo sport nazionale. Ma le cose sono cambiate: i recenti successi e l’ascesa di giocatori del calibro di Bale e Ramsey hanno tolto ogni dubbio che sia il futbol lo sport numero uno.

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    Alla fan zone di Cardiff, i più scatenati sono i più giovani. Ma tra loro si intravedono anche tifosi più in là con l’età, che forse ricordano ancora lo spirito del 1958, come questo tifoso ultrasessantacinquenne.

    Se il successo è sicuramente cosa recente, non è una questione di fortuna. Neil Ward, direttore della Football Association (FA) gallese, spiega che questa epoca d’oro del calcio gallese deriva da anni di duro lavoro.

    È il frutto del lavoro che abbiamo cominciato 10 anni fa, con nuovi flussi di investimento della FA gallese e del governo gallese – dice.

    Da un decennio, il Galles ha investito molto in strutture per sviluppare nuovi talenti, nel miglioramento dei rapporti coi e tra i club, e nella promozione del futbol come hobby popolare.
    E il risultato, Europei a parte, è che ora ci sono più persone che praticano il futbol che il rugby.

    // Il Millennium “Principality” Stadium è un simbolo della crescita del futbol in Galles. Per anni, è stato lo stadio del rugby: l’ultima delle rare partite di calcio ospitate è stata nel 2011. Nel 2017, il calcio torna al Millennium Stadium col botto: lo stadio ospiterà la finale di Champions League.

    Il Millennium “Principality” Stadium è un simbolo della crescita del futbol in Galles. Per anni, è stato lo stadio del rugby: l’ultima delle rare partite di calcio ospitate è stata nel 2011. Nel 2017, il calcio torna al Millennium Stadium col botto: lo stadio ospiterà la finale di Champions League.

    Così come i successi, anche il trasporto dei gallesi non è una coincidenza e viene da lontano.
    In altri Paesi, le partite della nazionale aggregano le persone attorno a una bandiera, ma in Galles accade il contrario: il sentimento nazionale è già fortissimo, ed il futbol diventa un canale per mostrarlo.

    Qui nessuno si sente inglese.

    In molti addirittura preferirebbero una vittoria contro l’Inghilterra a un approdo alle semifinali.
    Per le strade i segni sono chiari, con ogni cartello scritto in due lingue, inglese e gallese.

    Cardiff si agghinda per Euro2016 – in due lingue diverse.

    Cardiff si agghinda per Euro2016 – in due lingue diverse.

    Myreg, un tifoso sulla sessantina e convinto nazionalista gallese, mi spiega prima di partire per la campagna francese che in questo senso la lingua gallese, il futbol e il sentimento nazionale sono collegati: come il futbol, anche il gallese sta crescendo dopo anni in cui è stata considerata la seconda lingua del posto – o a volte addirittura una lingua in estinzione.

    L’esordio è importantissimo perché siamo una nazione oppressa – dice Myreg. Indossa un cappellino coi colori del Galles, e sulla sua maglietta campeggia un dragone e la scritta “Cymru”, Galles in gallese.
    Gli inglesi ci hanno conquistato tempo fa, 300 anni prima della Scozia e dell’Irlanda, e hanno cercato di sopprimere le nostre tradizioni e la nostra cultura. Ma non ci sono riusciti: sono sopravvissuti nell’entroterra, tra le montagne.
    Ora si diffondono di nuovo.

    Ribadisce che qua sono fieri di essere gallesi, nel futbol come nella cultura.

    Tre ragazze si tengono lontane dalle frange più scatenate della folla alla fan zone di Cardiff. Per molti, il futbol è secondario, un semplice modo di mostrare la propria appartenenza.

    Tre ragazze si tengono lontane dalle frange più scatenate della folla alla fan zone di Cardiff. Per molti, il futbol è secondario, un semplice modo di mostrare la propria appartenenza.

    Sto aspettando questo momento da tutta la mia vita – racconta Myreg. –
    È passata un’eternità, ma siamo tornati.

    Si ferma un momento, con eloquenza, con lo sguardo un po’ assente.

    Il Galles è tornato.

    E proprio come la qualificazione, sembra quasi che Myreg accarezzi un sogno – il ritorno del Galles, il risveglio del drago. Ma non importa. Almeno per la durata degli Europei, è bello pensare che abbia ragione lui.

    // I tifosi cominciano a festeggiare prima del fischio d’inizio. “Ci siamo sudati tutto questo, abbiamo lottato per la qualificazione e solo essere arrivati qui… È fantastico,” mi dice Hywel dei Barry Horns.

    I tifosi cominciano a festeggiare prima del fischio d’inizio. “Ci siamo sudati tutto questo, abbiamo lottato per la qualificazione e solo essere arrivati qui… È fantastico,” mi dice Hywel dei Barry Horns.

    Se visiti Cardiff, non perdere:
    – Il castello di Cardiff Castle. Costruito a partire dall’XI secolo dai Normanni dopo la conquista dell’Inghilterra e utilizzato come base per spedizioni in Galles, il castello è l’edificio più rappresentativo di Cardiff, e una visita offre uno spaccato di storia gallese attraverso i millenni. Da non perdere, con più tempo, anche una camminata nel parco retrostante, Bute Park, fino ad un altro castello: Castle Coch.
    Bandiere gallesi deconano la veduta del castello da St Mary’s street

    Bandiere gallesi decorano la veduta del castello da St Mary’s street

    Le Arcades. Il centro di Cardiff pullula di arcate di epoca vittoriana – gallerie che ospitano negozi e locali tipici, piene di colori ed edifici in stile britannico.
    – Il Millennium “Principality” Stadium, che ospiterà la finale di Champions League del 2017.
    – La baia di Cardiff Bay: nuovo centro distaccato della città, direttamente sul mare. Ideale col bel tempo, è sede di edifici storici e della nuova, postmoderna sede del parlamento gallese, simbolo della nuova spinta di unificazione nazionale.
    Brecon Beacons. A 40 minuti di macchina, Brecon Beacons è uno dei vari parchi naturali del Galles. Uno scorcio della natura incontaminata dell’entroterra gallese, tra praterie, colline e animali.

    Alessio Perrone

    Alessio Perrone

    Alessio Perrone è un giornalista italiano che collabora con MondoFutbol da giugno 2016. Ha studiato alla Cardiff School of Journalism e vive in Regno Unito, dove cerca storie e persone dimenticate dai mass media.

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