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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • INDEPENDIENTE DEL VALLE, FUTURO CAMPIONE D’ECUADOR

    Sul sito ufficiale, a fianco dello stemma, campeggia una scritta impegnativa, di quelle che fanno rabbrividire gli scaramantici: “Futuro Campeón del Ecuador”. Quasi un eccesso di superbia, per una squadra che, fino alla promozione e alla prima stagione nella Serie B ecuadoriana del 2009, aveva vissuto lontano dai riflettori, conducendo una placida esistenza nelle serie minori. Niente di più adatto, peraltro, per una città dormitorio come Sangolquí, distante appena dieci chilometri dalla capitale Quito, dove club calcistici di una certa importanza non mancano.

    Eppure negli ultimi sei anni l’Estadio Municipal General Rumiñahui, con la sua capienza limitata a 7500 posti, è passato da ospitare compagini amatoriali dai nomi buffi a ricevere le più grandi potenze del continente.

    Solo pochi mesi fa, a tentare di fare gol davanti a una fila di automobili parcheggiate dietro la porta, c’era niente meno che l’Estudiantes di La Plata, arrivato fin qui per i preliminari di Copa Libertadores. A guardare i fatturati, più simili a quelli delle squadre che lottano per una posizione di metà classifica nella Copa Pilsener che a quelle delle grandi potenze locali o sudamericane, l’Independiente non dovrebbe stare dove sta: la realtà dice però che, una volta ottenuta la promozione in Serie A, e dopo la salvezza conquistata nel 2010 e nel 2011, i nerazzurri hanno collezionato un quarto, un secondo e un terzo posto, salutando l’inizio della sosta per la Copa América dal primo posto in classifica. I colori e lo stemma ricordano da vicino quelli dell’Inter; il nome, cambiato ufficialmente nell’estate del 2014 abbandonando il riferimento a tale José Terán, vecchio dirigente degli anni ’70, allude alle peculiarità della società: Club de Alto Rendimiento Especializado Independiente del Valle.

    Dal 2006, quando alcuni imprenditori locali, tra cui l’attuale presidente Franklin Tello, vice-presidente di Kentucky Fried Chicken Ecuador, hanno deciso di investire nei negriazules, Sangolquí è diventato uno dei centri principali, se non il principale, per la produzione di calciatori, nonché passaggio obbligato per gli osservatori di club americani ed europei. I risultati a livello giovanile, con tre partecipazioni alla Libertadores Sub20 e un dominio quasi totale sui campionati nazionali, con cinque titoli consecutivi nella categoria Under 16 e sei negli Under 18, sono impressionanti, così come la presenza di prodotti del settore giovanile dell’Independiente nelle varie nazionali.

    Se tra i 23 giocatori portati da Quinteros in Cile solo quattro vestono la maglia nerazzurra e solo due sono cresciuti a Sangolquí, in futuro i numeri sono destinati ad aumentare.

    Tra i circa 200 ragazzi che ogni anno vivono, studiano e giocano a calcio in un centro sportivo che si estende per dodici ettari, per i quali il club spende il 30% del suo bilancio, stanno infatti sorgendo le prime nidiate di calciatori professionisti, alcuni dei quali già finiti all’estero. Da Junior Sornoza, trequartista classe ’94 venduto in Messico dopo due campionati da protagonista, a Jonathan González, esterno d’attacco del ’95, anche lui nella Liga MX con la maglia del León, passando per il ’95 Robert Burbano, dal 2013 con l’Emelec, con cui ha già fatto vedere cose interessanti in Libertadores, per il terzino sinistro Cristian Ramírez, oggi al Ferencvaros dopo un passaggio per Fortuna Düsseldorf e Norimberga, e per Carlos Gruezo, che in nerazzurro ha completato la sua formazione calcistica prima di intraprendere la strada che lo ha portato alla Stoccarda e ai mondiali 2014, gli elementi interessanti usciti dall’Independiente, o passati da quelle parti per rilanciare la carriera, non mancano.

    Il modello prevede, ovviamente, che i giovani vengano venduti poco dopo essersi imposti in prima squadra e rimpiazzati. L’Independiente, d’altra parte, è una delle squadre meno seguite dell’intero campionato, con una media di presenze allo stadio che si aggira, nonostante gli ottimi risultati, sui duemila spettatori a partita, stabilmente tra le due o tre peggiori della Serie A. Per ora, in ogni caso, le cose continuano a funzionare: la società è tra le poche in Ecuador in regola con i pagamenti e, con l’aiuto dei veterani reclutati in giro per il Sud America, come l’uruguaiano ex Reggina Pablo Caballero, la squadra continua a lottare ad armi pari con rivali dalle possibilità economiche sensibilmente maggiori.

    Foto di copertina ©infocancha.com
    Foto Independiente del Valle 1 ©showsports.com.ec
    Foto Independiente del Valle 2 ©andes.info.ec

    Marco Maioli

    Marco Maioli

    Segue il calcio sudamericano e in particolare quello ecuadoriano. Scrive per Fantagazzetta, Canale Milan e Calcio Sudamericano. Venera Ibrahim Ba.

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