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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • IRLANDA: VERDE, COME IL TRIFOGLIO

    Papa Celestino I nel 431, poco prima di morire, fece in tempo a emettere un ultimo atto ufficiale. Un atto che cambiò la storia.
    Poiché
    Palladio aveva abbandonato la propria missione evangelica in Irlanda, il pontefice affidò l’incarico a Maewyn Succat.
    Questo era il nome di battesimo del predicatore
    Patrizio, consacrato vescovo in Gallia. Il trifoglio, padrone dei prati irlandesi, possedeva un significato sacrale già prima del suo arrivo.

    Veniva utilizzato dai druidi, che credevano avesse proprietà profetiche e allontanasse gli spiriti maligni.

    Il numero 3, poi, ha sempre avuto un valore mistico, in ogni religione.

    Secondo la leggenda, San Patrizio spiegò il concetto di Trinità partendo proprio dalle foglie del trifoglio.
    Nacque un cristianesimo più mite, detto celtico per via dell’incontro tra la tradizione dei Celti e i dettami della Chiesa, che cercò di limitarlo negli anni. Rimase però il verde, che appare ancora oggi sulla maglia dell’Eire.
    E nelle distese immense, che occupano i 2/3 del territorio irlandese dando l’idea di una natura disposta a cedere solo a se stessa, alle rocce e al mare.

    Rimanendo così: bella, di una sua bellezza acerba.

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    La prima volta dell’Eire nella fase finale di un Europeo è a Germania ’88. Un’incredibile prima volta, nel girone con l’URSS e con l’Olanda di Michels. E con l’Inghilterra, in una sfida che trascende qualunque campo da gioco e si schianta contro secoli di storia e conflitti.
    La prima gara del girone è proprio Inghilterra-Irlanda, a Stoccarda, il 12 giugno.

    Sulla panchina irlandese siede un inglese: Jack Charlton, fratello di Sir Bobby e, come lui, Campione del Mondo nel ’66.

    Charlton, nel ’77, era stato in lizza per sostituire Don Revie sulla panchina inglese, ma gli avevano preferito Ron Greenwood.
    A Stoccarda, quel 12 giugno, ottiene la sua rivincita. L’Eire vince 1-0 grazie a un colpo di testa di Ray Hughton al 6’. “Packie” Bonner fa il resto, parando di tutto. A quell’1-0, segue un ottimo 1-1 con l’URSS. I Boys in Green devono però cedere di fronte all’Olanda, che avrebbe poi vinto la finale di Monaco, contro l’URSS. Quella in cui Marco van Basten decide di deliziare il mondo con la sua più celebre invenzione.

    L’Irlanda conclude al terzo posto nel girone, con tre punti, uno in meno dell’Olanda, tre in più dell’Inghilterra. Un risultato storico.

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    Freud diceva che gli irlandesi sono l’unico popolo impenetrabile alla psicoanalisi. E avrebbe avuto qualche problema anche con Martin O’Neill, un tecnico unico nel suo genere. Mancato avvocato, appassionato di criminologia, colonna portante del Nottingham Forest di Clough e capitano dell’Irlanda del Nord, da giocatore. Per il suo percorso da tecnico, parlano i risultati ottenuti con Wycombe, Leicester (già, un po’ in anticipo sui tempi), Celtic e Aston Villa.
    È lui l’uomo che, per la terza volta nella storia, ha portato l’Eire alla fase finale di un Europeo. Ventotto anni dopo Charlton, quattro dopo Trapattoni. O’Neill sa valorizzare al massimo il capitale umano, prima che tecnico, a sua disposizione.

    Ok-2-2Tra i 23 che ha convocato, ci sono giocatori come McClean, che da irlandese di Derry rifiuta di indossare il poppy nel Remembrance Day, o Aiden McGeady, l’inventore della McGeady Spin, a cui il tecnico non ha saputo rinunciare.

    Nonostante venga da una stagione complicata, Aiden sa illuminare e deve buona parte della carriera proprio a O’Neill, che lo fece esordire in prima squadra, al Celtic, nel 2004. Il modulo è il dogmatico 4-4-2, ereditato dal mentore Clough.

    IMG_9107-2-2I centrali di difesa sono il punto debole, mentre l’attacco raramente delude: John Walters, Irish self-made player, e Shane Long hanno segnato reti pesanti nelle qualificazioni, mentre Robbie Keane è a caccia di nuovi record. Ma O’Neill e il suo vice Roy Keane, che hanno personalità da vendere, puntano principalmente su un gruppo affamato e motivato.

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    E su un colore. Verde, come la marea di persone che esultò il 12 giugno ’88. Come il trifoglio.

    Photo: Claudio Paciello – ©footbAll Nerds for MondoFutbol.com

    Davide Zanelli

    Davide Zanelli

    Nato a Brescia, studia Storia a Milano. Giornalista e autore per MondoFutbol, scrive di calcio anche per Calcioscopio, di cui è fondatore, e per il Giornale di Brescia. Ha sempre giocato a basket, poi ha visto una doppietta di Baggio dal vivo e le cose sono cambiate.

    Ci sono 7 commenti.

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    • Davide Zanelli
      Davide Zanelli
      8 giugno 2016, 0:01

      Un vero piacere scrivere questo pezzo, accompagnato dagli scatti stupendi di footbAll Nerds.
      Ora aspettiamo di vedere dove potrà arrivare quest’Irlanda all’Europeo. Sottovalutarla sarebbe un grave errore. E lo sarebbe ancora di più sottovalutare la motivazione che più di tutte guiderà O’Neill e i suoi giocatori: il colore della maglia che indossano e tutto quello che rappresenta.

    • Alex Alija Čizmić
      Alex Alija Čizmić
      7 giugno 2016, 19:00

      Questo è MondoFutbol: calcio, storia, cultura e molto altro!

      This is MondoFutbol: football, history, culture and so on!

    • Alessandro Bai
      Alessandro Bai
      7 giugno 2016, 13:29

      I always got an amazing feeling when I can learn something I didn’t know, and that’s definitely the case. I had no idea there was so much behind the Irish national team, and now I’m really looking forward to seeing how far they can go at Euro2016!

    • Guido Montana
      Guido Montana
      7 giugno 2016, 13:16

      Fantastico lavoro di Davide Zanelli di MondoFutbol e Claudio Paciello di footbAll Nerds: la rubrica #MondoNerds promette di essere un appuntamento molto, molto interessante! Calcio, storia e cultura… immagini bellissime. Non si poteva cominciare meglio, tra l’altro… l’Irlanda, verde come il trifoglio. Una maglia che piace parecchio! Come andrà a Euro 2016, l’Irlanda di O’Neill (stesso girone degli Azzurri)? Tra qualche giorno sapremo…

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