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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • GLI AZZURRINI E IL MONDIALE, STORIA DI UN AMORE MANCATO

    Otto anni e quattro cocenti eliminazioni.

    Tanto ha dovuto attendere l’Italia Under 20 per tornare a respirare l’aria di un Mondiale. L’ultima “boccata” internazionale risale, infatti, al 2009, quando il gruppo di Francesco Rocca giunse in Egitto con al collo l’argento dell’Europeo U19 e quello dei XIV Giochi del Mediterraneo. Fu una spedizione dal gusto amaro (rocambolesca l’eliminazione ai quarti, contro l’Ungheria di Németh, vestitosi da re per una notte), che lasciò soltanto le briciole al futuro del calcio nostrano: qualche discreto professionista (Vasco Regini, Alessandro Crescenzi e Vincenzo Fiorillo militano tutt’oggi in Serie A) e un solo nome da Nazionale maggiore (Giacomo Bonaventura).

    E se si pensa a quanto sia stata inusuale la marcia di avvicinamento a Sud Corea 2017 da parte degli Azzurrini, strapazzati dalla Francia di Mbappé nell’ultimo atto dell’Europeo U19, le premesse non lasciano per nulla sereni, ancora più in un girone completato dall’Uruguay delle meraviglie (quella del neo-juventino Bentancur, Rodrigo Amaral e Schiappacasse, per intenderci), dal sorprendente Sudafrica di Jordan e Singh, “portoghesi” d’adozione (il primo allo Sporting Clube, il secondo al Braga), e dal temibile Giappone.

    Molto, chiaramente, dipenderà dalla compattezza di un gruppo che non potrà fare affidamento sul talento dei vari Gianluigi Donnarumma, Manuel Locatelli e Federico Chiesa, tutti precettati per la rincorsa all’Europa League dei rispettivi club.

    Una notizia scontata ma che riduce all’osso la lista dei giocatori di prima fascia, nella quale figurano Federico Dimarco, sinistro delicato e autentico trascinatore a Germania 2016 (4 dei 5 gol realizzati, tutti su calcio da fermo, portano la sua firma), Nicolò Barella, punto fermo del centrocampo del Cagliari, e il palermitano d’adozione Giuseppe Pezzella, utile anche nel caso il CT Alberigo Evani decidesse di variare il 4-3-3 provato a più riprese nella fase di preparazione alla kermesse mondiale.

    Quello della mancanza d’esperienza ad alti livelli è un problema che, ad esempio, non tocca una Nazionale come la Francia, priva sì di talenti del calibro di Mbappé e Ousmane Dembélé, ma fornita di giocatori ampiamente temprati dalla Ligue 1, vedi i vari Lafont (indispensabile per il Tolosa), Saint-Maximin, Tousart, Blas, Diop e il delizioso Harit (scuola Nantes, una garanzia).

    Compattezza, si diceva, e imprevedibilità. Alla prima voce risponde senz’altro la fase difensiva, che, purtroppo dovrà fare a meno delle prestazioni di Alex Meret, altro nome di punta della florida scuola di numeri uno udinese (e la convocazione del sostituto designato Samuele Perisan lo conferma). Una tegola che non ci voleva.

    Al forfait del portiere della Spal si aggiunge anche quello di Simone Pontisso, che riduce a una sola unità (il duttile esterno Paolo Ghiglione) il numero di arruolabili provenienti dalla sorpresa della Serie B. E per fortuna, dopo aver saltato l’ultima amichevole (0-0 con i pari età del Venezuela), sono rientrati nei ranghi sia Andrea Favilli, un Torneo di Viareggio con la Juventus Primavera, che Mattia Vitale, oggi al Cesena (come Giuseppe Panico, 9 atipico che può sfruttare il suo fisico brevilineo pure sulle corsie laterali) ma vecchia conoscenza del settore giovanile zebrato. Così come Filippo Romagna, il leader del pacchetto arretrato.

    Dice di ispirarsi a Leonardo Bonucci, del qualche avrà sicuramente studiato i movimenti durante le settimane passate in bianconero. Un paragone calzante perché il ragazzo di Fano si lascia apprezzare, così come il romanista col vizietto del gol Riccardo Marchizza, quando si tratta di dare stabilità alla linea difensiva e offrirsi come primo costruttore della manovra.

    L’attuale centrale del Brescia, poi, costituirebbe un punto più basso di un’ipotetica ossatura completata da Rolando Mandragora e Riccardo Orsolini.

    Mandragora è figlio della periferia napoletana, alla stregua di Alfredo Bifulco, che si sta facendo le ossa al Carpi un po’ come esterno di centrocampo e un po’ come seconda punta.

    Nell’estate 2011, il Genoa lo ha pescato dalla Mariano Keller e lo ha allevato fino al debutto, incredibile, in Serie A. Esordì proprio contro quella Juventus che da ragazzino lo aveva scartato dopo un provino e che, raggiunta la maggiore età calcistica e anagrafica, lo ha rivoluto con sé, per permettergli di recuperare con tranquillità da un intervento chirurgico, resosi necessario dopo un infortunio patito durante la stagione in prestito a Pescara.

    Lungo l’Adriatico, grazie ai consigli di Oddo, è cresciuto ulteriormente, in particolar modo sotto il profilo tattico, e ha contribuito alla conquista della massima serie nella nuova posizione di difensore centrale, perno di un undici che vedeva la presenza anche di Davide Vitturini, instancabile terzino di spinta che tanto piace alle grandi del nostro campionato, uno dei tagli dell’ultim’ora di Evani.

    Una trasformazione che non gli ha fatto perdere le sue qualità migliori, come l’interdizione e la visione di gioco, indispensabili per riprendersi le chiavi della mediana e innescare il tridente azzurro, dove un posto conta di occuparlo Orsolini. La Vecchia Signora a gennaio ha battuto la nutrita concorrenza e si è assicurata le prestazioni di quest’ala creativa, che sta aiutando la squadra della sua città, l’Ascoli, a non finire invischiata nella zona retrocessione/play out della B.

    Parte da destra, dribbling secco, potenza e facilità di calcio. Un mix che non corrisponde al campo dell’ordinario.

    Pecca ancora di scarso altruismo e deve migliorare in alcune scelte nei movimenti, specie se implicano l’utilizzo del destro, il piede sul quale ha un minor controllo, ma si candida come uno dei possibili protagonisti in Corea del Sud.

    Fra i convocati per il raduno pre-Mondiale, ci sono tanti ragazzi sconosciuti al grande pubblico, come ad esempio Leonardo Sernicola (terzino sinistro ma utilizzato da interno di centrocampo nell’unica da titolare con l’Unicusano Fondi, in Lega Pro), ma tanti buoni prospetti che le grandi d’Italia stanno coltivando con cura. È il caso di Simone Minelli, capace di bruciare le tappe con lo scatto che ha mostrato in tutte le Nazionali giovanili e con la Fiorentina, altrettanto lesta nell’inserirlo nella propria formazione Giovanissimi nel 2011, o della coppia “Made in Milan”: Matteo Pessina e Luca Vido.

    Per il primo, tuttofare di metà campo, il rossonero è stata una tappa di passaggio verso Lecce, Catania e ora Como, piazza in cui si sta togliendo belle soddisfazioni. Luca Vido, invece, col Diavolo ha stretto un patto particolare: lo ha sospinto, con Calabria e Petagna, alla conquista della Coppa Carnevale 2014 e alla fase finale del campionato Primavera 2015/16, prima di dargli un sentito arrivederci.

    Lui, che un mondiale lo ha già disputato con l’U17, nel 2013, andando pure in rete contro l’Uruguay e la Nuova Zelanda. Anche se in quell’occasione il cammino dell’Italia si fermò agli ottavi, proverà a prendersi ancora una volta il peso dell’attacco tricolore.

    E se il “cugino” Dimarco ha spianato la via verso la Corea del Sud con le sue sgroppate e il suo calcio finissimo, Luca ha come obiettivo quello di rendere dolce il viaggio di ritorno, sfruttando la sua freddezza sotto porta. E dopo otto anni e quattro cocenti eliminazioni non sarebbe una cattiva idea.

    L’elenco dei convocati di Evani:

    Portieri: Samuele Perisan (Udinese), Andrea Zaccagno (Pro Vercelli/Torino), Alessandro Plizzari (Milan);

    Difensori: Mauro Coppolaro (Latina/Udinese), Federico Dimarco (Empoli/Inter), Riccardo Marchizza (Roma), Giuseppe Pezzella (Palermo), Giuseppe Scalera (Fiorentina/Bari), Leonardo Sernicola (Unicusano Fondi/Ternana), Federico Romagna (Brescia/Juventus);

    Centrocampisti: Nicolò Barella (Cagliari), Alfredo Bifulco (Carpi/Napoli), Paolo Ghiglione (Spal/Genoa), Rolando Mandragora (Juventus), Simone Minelli (Albinoleffe/Fiorentina), Mattia Vitale (Cesena/Juventus), Matteo Pessina (Como/Milan);

    Attaccanti: Riccardo Orsolini (Ascoli/Juventus), Giuseppe Antonio Panico (Cesena/Genoa), Francesco Cassata (Ascoli), Luca Vido (Cittadella/Milan), Andrea Favilii (Ascoli).

    Foto di copertina ©Getty Images
    Foto Italia-Ungheria U20 World Cup 2009 ©Alex Livesey – FIFA/FIFA via Getty Images
    Foto Evani, Romagna, Mandragora, Orsolini e Vido ©LaPresse

    Aniello Luciano

    Aniello Luciano

    L'uomo in più di MondoFutbol. Pronto a intercettare l'ultimo streaming e a segnalare il prossimo craque. Ha già mostrato il suo talento sul blog Interista Sempre e su Transfermarkt. Trova pure il tempo per fare scouting tra i circuiti musicali indipendenti.

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