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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • LA FORZA DELLE IDEE

    Troppo spesso, forse sempre, giustamente, quando parliamo di fútbol fermiamo lo sguardo al risultato finale, a quei numeri che decretano l’esito di partite e campionati ma che, altrettanto spesso (non mi azzardo a dire quasi sempre), mentono, o per meglio dire non sono in grado, perché semplice strumento di calcolo, di mostrarci la verità circa il percorso intrapreso da una squadra per arrivare al successo. C’è dell’altro.

    Tutto ciò per affermare che il Lanús è senza ombra di dubbio uno dei campioni più meritevoli e convincenti degli ultimi anni, al pari dello splendido Newell’s Old Boys del Tata Martino (Final 2013) e dell’ottimo River Plate di Gallardo (Final 2014). Ha dominato dall’inizio alla fine la zona 2 di questo Torneo di Transizione e in finale ha demolito il San Lorenzo, l’unica delle cinque grandi che è riuscita a disputare un campionato decente, ma che in realtà è giunta all’ultimo atto più per il crollo del Godoy Cruz all’ultima giornata che per meriti propri.

     Jorge Almirón è tra coloro che perseguono la vittoria attraverso la bellezza, concetto astratto e soggettivo sì, ma che nel fútbol si riflette spesso nella coerenza di un’idea e nella ricerca di un’identità visibile, oggettivamente.
    Emblematico in tal senso il discorso del tecnico dopo la prima sconfitta stagionale contro il Racing: “Stiamo facendo bene, perché cambiare?”, frase rivelata da Román Martínez in un’intervista a Líbero il 20 aprile scorso.
    Non ha agito allo stesso modo Pablo Guede che, schiacciato dal peso delle pressioni di un ambiente privo di pazienza, ha rinunciato al suo credo per armare un squadra più conservativa in seguito ai primi risultati negativi.
    Così è caduto nel dimenticatoio il favoloso Ciclón che strapazzò il Boca Juniors in Supercoppa.

    Buon per il Granate che ha avuto più facile nell’attaccare magistralmente gli spazi, a velocità difficilmente raggiungibili da un San Lorenzo disorientato.

    Acosta e Miguel Almirón – potremmo soprannominarlo verticalità – hanno spadroneggiato sul lato destro dei rivali e rappresentano il meglio di questo Lanús, insieme al goleador Sand e al centrale Gustavo Gómez.
    Soprattutto il paraguayano omonimo dell’allenatore è la vera rivelazione della rosa: esordì lo scorso anno con Guillermo Barros Schelotto, è esploso quest’anno con Almirón. Già, Barros Schelotto: colui che ha posto le basi, e qualcosa di più, per il secondo titolo nazionale del club del Sur di Buenos Aires, sempre sulla scia di uno schema trionfale: Idea, Coerenza, Perseveranza, Successo.

    Grazie a Jorge Almirón e al Lanús per valorizzare il gusto del buen fútbol!

    Alex Alija Čizmić

    Alex Alija Čizmić

    El Jefecito. Mezzo italiano, mezzo bosniaco, ma da sempre innamorato dell'Argentina. Ama tutte le lingue di questa terra, ne frequenta abbastanza e sogna un mondo in cui tutti venerino la fratellanza e la multiculturalità. Forse, MondoFutbol è il posto giusto.

    C’è un commento.

    • Alex Alija Čizmić
      Alex Alija Čizmić
      30 Maggio 2016, 18:45

      Da sottolineare l’enorme torneo disputato dai due giovani paraguayani Miguel Almirón e Gustavo Gomez, rispettivamente “volante” e difensore centrale. Due calciatori classe 1993 voluti dall’ex allenatore granate Guillermo Barros Schelotto ed esplosi sotto la gestione di Jorge Almirón. Saranno due pedine importanti per la Selección Paraguaya de Fútbol di Ramon Diaz alla prossima Copa América Centenario 2016.

      Para enfatizar la tremenda temporada disputada por los dos jóvenes paraguayos Miguel Almirón y Gustavo Gomez, respectivamente volante y defensa central. Los dos, ambos del 1993, fueron requeridos por el ex DT granate Guillermo Barros Schelotto y se destacaron bajo el mando de Jorge Almirón. Serán dos piezas importantes para la Selección Paraguaya de Fútbol de Ramon Diaz en la Copa América Centenario 2016.

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