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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • IL CAMMINO DI LUCAS ALARIO, L’UOMO-GOL DEL RIVER PLATE

    Adoro giocare partite da dentro o fuori, sentire lo stadio pieno, sapere che si gioca per qualcosa di importante, come se sentissi che posso fare le cose bene,

    ha rivelato Lucas Nicolás Alario a El Gráfico in un’intervista del maggio 2017.
    E puntualmente, Alario, le cose le fa bene. Come nella notte tra martedì e mercoledì, nel ritorno degli ottavi di finale della Copa Libertadores 2017, in cui sigilla la qualificazione del suo River Plate con il gol del pareggio che elimina il Guaraní. Quel gol che ormai è una tradizione per il santafesino nella coppa più ambita del Subcontinente, la stessa che contribuisce a far vincere al Millonario nel 2015 con due reti decisive, una in semifinale e quella che apre le marcature nella finale di ritorno contro il Tigres. Tutto ciò a nemmeno un mese dal suo arrivo a Buenos Aires. Merito dell’intuizione di Marcelo Gallardo, tecnico del River e fine conoscitore del Gioco, che richiede l’acquisto di Alario dopo la partenza di Teo Gutiérrez verso l’Europa perché ha intravisto le enormi potenzialità realizzative dell’attaccante del Colón.

    Le stesse potenzialità che scova il primo club di Alario, il San Lorenzo di Tostado, che al momento del passaggio al Colón inserisce una percentuale del 20% sulla futura rivendita. Grazie a questa abile mossa, dopo il trasferimento di Lucas al River, il presidente Luis Acosta ha potuto ricostruire l’impianto sportivo del club, a cui è stato affiancato un campo per il settore giovanile.
    Oltre ad aver sancito la nascita calcistica di Alario, Tostado è anche il luogo in cui Lucas ha visto la luce nel 1992, perché a Cuatro Bocas, paesino di 150 anime in cui è cresciuto, mancava il reparto di ostetricia. A Tostado è José Luis García, allenatore delle giovanili, il primo a lavorare su quella “punta dalla potenza impressionante”, scoperta alla scuola media del paese, la D. F. Sarmiento, da dove poi raggiungerà Santa Fe.

    Al Colón, Alario inizia una rapida scalata verso l’élite del calcio sudamericano.

    Chi gli dà fiducia per primo, nonostante stesse giocando poco, è Rodolfo Aquino, ex giocatore del Colón, che lo promuove dalla Quinta alla Cuarta división, categoria in cui possono giocare ragazzi fino ai 20 anni. Contattato in esclusiva da MondoFutbol, El Chino Aquino, nella scorsa stagione nelle giovanili dell’Independiente insieme a Jorge Griffa, ricorda il giorno in cui fu colpito dalle qualità di Alario.

    Era una mattina in cui Lucas stava svolgendo degli esercizi di finalizzazione e ciò che ha attirato incredibilmente la mia attenzione è stato il fatto che, di testa o di piede, centrava sempre la porta. Quindi ho pensato che allenandolo e affinando alcuni dettagli sarebbe diventato importante per la mia categoria.

    Così è stato, tanto che di lì a pochi mesi viene chiamato nella prima squadra del Sabalero, con cui retrocede nel 2014. Il Colón risale immediatamente nella massima divisione e Alario contribuisce con 6 reti, di cui una determinante nell’ultima partita della stagione contro il Boca Unidos. Il resto è storia recente, con il passaggio al River Plate, i numerosi titoli conquistati e la convocazione in nazionale.

    Non ha mai perso l’anima del potrero, è sempre lo stesso ragazzo umile che ho conosciuto e apprezzato come persona,

    ci tiene a precisare Aquino, che trova nel carattere di Alario il suo punto di forza. Quella mentalità vincente che lo ha condotto fin qui e grazie a cui continuerà a risolvere le partite che contano.

    Foto di copertina ©goal.com
    Foto Alario River Plate ©diariopopular.com.ar
    Foto Alario Colón ©lt10.com.ar

    Alex Alija Čizmić

    Alex Alija Čizmić

    El Jefecito. Mezzo italiano, mezzo bosniaco, ma da sempre innamorato dell'Argentina. Ama tutte le lingue di questa terra, ne frequenta abbastanza e sogna un mondo in cui tutti venerino la fratellanza e la multiculturalità. Forse, MondoFutbol è il posto giusto.

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