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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • LUIS MARCOLETA, L’UOMO DELLE SETTE PROMOZIONI

    Lo ha fatto ancora, non ha resistito. Come quando cerchi di mettere da parte un vecchio vizio, e invece ti ritrovi solo ad aumentarne la portata.

    Luis Marcoleta si ripete, anche quest’anno, smentendo il vecchio detto secondo il quale nessuno sia profeta in patria. Lui lo è stato ancora una volta e ha stabilito un record tutto suo, che non gli sarà sottratto con facilità. L’uomo delle promozioni ha vinto su sé stesso e ha messo in bacheca la settima vittoria di un campionato nella sua storia da allenatore con conseguente approdo alla categoria superiore. Nell’ultimo caso, Marcoleta è riuscito nell’impresa di portare nella Primera División della prossima stagione il Curicó Unido, squadra che aveva già allenato dal 2008 al 2010.

    Fin qui, forse, quasi tutto ordinario; tuttavia la sua parabola calcistica inizia sul finire degli Anni Settanta e continua ancora oggi sotto una stella piuttosto speciale. Ex attaccante di discreto livello, capocannoniere della Serie A cilena nel 1981 e della Copa Chile ’82, per fare in modo che il suo nome salisse alla ribalta, Marcoleta ha però dovuto attendere la sua avventura da tecnico, che non è ricordata tanto per il blasone delle formazioni che ha avuto la fortuna di dirigere, quanto per i personali numeri raggiunti che gli hanno fatto guadagnare i soprannomi di Gran Marcoleta e Profeta.

    Passando in rassegna dal principio la storia delle sue promozioni, bisogna andare al 1999 quando gli viene affidata la guida tecnica del Deportes Talcahuano (attuale Naval, ndr) allora in Tercera División, che riesce a vincere il campionato e a passare in Primera B l’anno successivo. Con un estenuante duello in tre partite differenti proprio contro il Curicó Unido, Marcoleta nel 2004 ripete l’impresa promozione in B con il Ñublense, che trionferà anche in quella categoria nella stagione successiva.

    Nel 2006 di conseguenza giocherà in Primera, per la prima volta dall’anno di fondazione. Raggiunto lo scopo, per Marcoleta è già tempo di emigrare alla ricerca di nuove esperienze che lo rendano ancora benefattore. Da qui la decisione di accettare la proposta di quel Curicó Unido che aveva annientato in precedenza: raccoglie le eredità nella massima serie, ma questa volta l’esperienza si conclude al contrario, vale a dire che la squadra ritorna in B. Il rapporto tra allenatore, club e dirigenza non è dei migliori, per cui la separazione con conseguente esonero diventa col tempo inevitabile. Nel 2011 però Marcoleta si rimette poi in pista col San Marcos de Arica dopo qualche mese di astinenza dai campi di calcio e lo conduce da subito dalla B alla A per ben due volte, prima di riprovarci col Curicó.

    Per il “Profeta” sembra quasi trattarsi di un cruccio, di una sfida con se stesso e la sua abitudine a centrare l’obiettivo massimo. In nome della frase pronunciata durante il giorno dell’arrivo alla prima esperienza (“Io ero il nemico numero uno di questa città e ho deciso di venire a mettermi ai piedi del cavallo”), porta avanti la battaglia e ne esce vincitore. Impiega due anni di prove e strategie, ma, dopo aver sfiorato la promozione nel 2015, la ottiene durante la stagione successiva. E non solamente il Curicó raggiunge per la prima volta la qualificazione alla massima competizione nazionale, ma lo fa in pompa magna, collezionando 20 partite senza sconfitta.

    Quest’anno si è confermato con la medesima squadra, segnando la storia del club ma anche del calcio cileno: con sette promozioni in carriera Marcoleta è in assoluto l’allenatore che ne ha conquistate di più. Mai nessuno in Cile è stato capace di compiere un’impresa simile.

    Ma qual è il suo segreto? I dettagli e il lavoro duro. Che si tratti di una sfida facile sulla carta oppure di un match di cartello Marcoleta non cambia la strategia settimanale di preparazione alla sfida. Tante sono le curiosità emerse intorno a questo tecnico da record e raccolte per anni dai cronisti locali. Si è raccontato della sua mania di preparare ben tre schemi di gioco a partita: il primo serve a sistemare la squadra in campo a partire dal fischio d’inizio, gli altri due costituiscono il piano B e C nel caso in cui la situazione volgesse a sfavore dei suoi.

    Marcoleta non lascia spazio ai dubbi, non accetta di essere colto di sorpresa né di vivere all’avventura.

    Severo, studioso, lavoratore. Ad ogni modo, la sua preparazione non si limita all’aspetto puramente tattico né al duro impegno nel corso degli allenamenti. Il tecnico cileno è famoso per riuscire sempre a creare armonia all’interno dello spogliatoio sia tra i giocatori stessi che verso di lui.

    Rodrigo Riquelme, difensore paraguaiano, che ha condiviso e condivide con Marcoleta le esperienze al Curicó Unido ha raccontato di lui:

    È molto vicino al gruppo e per lui prima di tutto viene la persona, poi l’aspetto professionale. A volte le persone hanno problemi e lui è sempre lì per offrire un aiuto. Si dedica a conoscere un giocatore al di là del campo di calcio. A me ha aperto le porte del club e per la sua qualità non ci ho pensato su nemmeno due volte”.

    A qualcuno ricorda Ricardo Caruso Lombardi, che a suo modo in Argentina si è reso famoso per miracoli calcistici simili, ma all’albiceleste vincere e promuoversi ha portato a scalare i vertici, sebbene con mediocre successo. Il collega sudamericano è arrivato alla panchina di club importanti come San Lorenzo, Racing Club, Argentinos Juniors. Marcoleta no. Oscilla tra Tercera e B con fugaci approdi in Primera praticamente da sempre, ma ciò non costituisce un problema né un rimpianto. Al tecnico cileno basta la gioia, che sfocia da un lavoro costante, creativo e affiatato, di rendere sorprendente e abitudinario ciò che per la maggior parte della gente sarebbe insospettabile.

    Perché che si tratti di una big o della squadra del quartiere, il calcio è calcio e Marcoleta non smette di farlo con quella buena onda y garra che non si compra e non si vende ma semplicemente si possiede.

     

    Foto copertina ©El Grafico.com
    Foto Marcoleta con medaglie ©Farodeportivo.cl
    Foto Marcoleta esultanze ©Emol.com
    Foto Festeggiamenti Ñublense ©anfp.cl/ Francisco Sepúlveda

     

    Sabrina Uccello

    Sabrina Uccello

    Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione. Oggi, tra le altre cose, corrispondente in Italia per Radio Centro (Ecuador). Un occhio in Italia e l'altro in Sudamerica. Il calcio e la scrittura le sue passioni e (per fortuna) il suo lavoro.

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