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Testata giornalistica online

Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • #MFHOPE: MESSICO

    L’immagine di copertina e le foto nell’articolo sono di proprietà di Ivan ‘Grozny’ Compasso.

    È un po’ da sistemare, ma… è pur sempre un campo di pallone.

    Un commento che nasconde una grande storia apre Puzzlestan, documentario di Ivan ‘Grozny’ Compasso, una diapositiva sulla straordinaria e drammatica complessità di una regione, quella tra il nord dell’Iraq e il nord della Siria, che ha visto il buio totale negli ultimi anni.
    Guerre e devastazioni sono notizie di tutti i giorni, così come i milioni di persone che fuggono dalle rispettive case.
    Sono proprio quelle persone che scrivono il proprio futuro altrove, e nel momento in cui si chiude Puzzlestan torna l’immagine di ragazzi, stavolta profughi, che giocano a pallone.

    Il fútbol è speranza.

    Condivido quest’opinione con Ivan dopo essere stato “travolto” dai suoi racconti di vita, esperienze che lo hanno portato a visitare diversi continenti e a vederne spesso la faccia meno pulita.
    Si percepisce l’aria di chi ha conosciuto e toccato con mano realtà difficili, tese e instabili.
    È più di un’intervista, è una testimonianza che ci dimostra cosa significhi il calcio oltre le tattiche, le analisi tecniche e i commenti post-partita.

    #MFHope è un viaggio che inizia qui, dal Messico e che si articolerà tra Brasile, Turchia, Siria e Iraq.


    Tre puntate di racconti dal mondo con Ivan ‘Grozny’ Compasso, giornalista freelance e scrittore, tra i pochissimi reporter a essere entrati a Kobane (Kurdistan siriano, turco e iracheno), ancora sotto assedio dell’Isis.

    Da questa esperienza ha poi tratto “Kobane dentro”, uno straordinario documento che descrive i sette giorni della sua permanenza a stretto contatto con i guerriglieri curdi e il loro sistema di autogoverno che vedeva uniti insieme le donne e gli uomini della resistenza all’Isis.

    In quest’occasione, Ivan Compasso è gradito ospite di MondoFutbol ed è stato un piacere potere ricevere la sua testimonianza e parlare di fútbol, di vita e di speranza.
    Iniziamo dal Messico, paese visitato recentemente da Ivan, una nazione che da un lato sta operando un’impiantistica impressionante e dall’altro vede una considerevole parte della propria popolazione in gravi difficoltà sociali.

    Esistono due tipi di pedoni, a Città del Messico: quelli veloci e quelli morti.

    Trovo questa frase sul blog di Ivan e penso che sia fondamentale chiedergli cosa pensa di un paese controverso, che non si ferma mai e che talvolta travolge chi non riesce a stare al passo dei tempi.
    Qualche giorno fa, su ExtraTime, Ivan ha già parlato di intrecci messicani attraverso un pezzo dal titolo eloquente.

    ¡Que viva México (e le sue tv)!


    Mi viene in mente, tra gli altri, Carlos Slim Helú, uno degli uomini più ricchi del mondo, boss delle telecomunicazioni e imprenditore che ha avuto grandi interessi nello sport.
    Dai loghi sulle auto di Formula 1, il suo primo vero amore, alla costante presenza di Sergio Pérez e Esteban Gutiérrez sulla griglia di partenza, la verve motoristica di Slim si è presentata al mondo con il Gran Premio all’autodromo Hermanos Rodríguez, riaperto giusto nel 2015 con un Gran Premio vinto da Nico Rosberg.
    Scene in cui spicca una folla festante, gioiosa e (parecchio) pagante, pronta a innalzarsi sulle tribune davanti al tedesco di Montecarlo che si gode una bottiglia di Champagne sotto a un capiente, nero sombrero sponsorizzato: questa è una faccia del Messico che vediamo in televisione.

    Un Messico nuovo, ricco e in crescita non può nascondere per sempre problemi che s’intrecciano con lo sport. Come il narcotraffico, che a Tijuana vede nascere retroscena oscuri e poco limpidi.
    E qui si torna al calcio, religione di un popolo lontano dal faccione biondo di Nico Rosberg.

    Un affresco complicato, per capire chi sono “quelli che lo portano, il pallone”, come Ivan ha raccontato a MondoFutbol per la prima puntata di #MFHope, un’intervista che ci accompagnerà nelle prossime settimane alla scoperta del calcio nei luoghi più difficili del pianeta.

    Bruno Bottaro

    Bruno Bottaro

    Bergamasco, una laurea in Scienze della Comunicazione, classe '93. L'anima turca di MondoFutbol.com. Viaggi, musica e fútbol: cittadino del mondo. Ha iniziato fondando il blog Calcioturco.com.

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