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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • LA NUOVA ITALIA DI MILENA BERTOLINI

    Tre scudetti, tre Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane e sei Panchine d’Oro del calcio femminile. Questo è il curriculum con cui, il 4 agosto, Milena Bertolini è stata annunciata come nuovo CT della Nazionale italiana femminile di calcio.
    Ma c’è qualcosa di più, che i numeri difficilmente possono spiegare. Bertolini è il tecnico più vincente nella storia recente del calcio femminile in Italia. Sulla panchina del Brescia, che ha segnato il triennio 2013-2016 vincendo tutto, ha cercato di combattere i pregiudizi con cui si è dovuta confrontare per tutta la sua carriera, prima in campo e poi in panchina.

    Solo proponendo un buon calcio possiamo far sì che la gente si interessi a noi.

    È questo il mantra che l’accompagna nel suo lavoro. Vuole un gioco offensivo, che appaghi l’occhio e diverta. Non è un caso che la sua tesi, con cui ha ottenuto la licenza UEFA Pro nel 2011, analizzi il sistema di gioco del Barcellona di Guardiola, del quale Bertolini è stata ospite per preparare l’elaborato. Oltre a Pep, ammira Zeman e Ancelotti, suo compaesano.
    E proprio l’attuale tecnico del Bayern Monaco ha firmato la postfazione di “Giocare con le tette”, libro scritto da un autore anonimo del quale Bertolini ha curato la pubblicazione. Si tratta di un volume che racconta le radici, la natura e i motivi per cui si è sviluppato un forte pregiudizio verso il calcio femminile in Italia. Ed è anche una sorta di manifesto programmatico per l’allenatrice di Correggio, che vive il suo lavoro (e quello delle sue calciatrici) come una missione. Abbattere barriere attraverso lo sport non è semplice. A Brescia, vincendo tutto con le Leonesse, e a Reggio Emilia, portandovi, in veste di presidente della Fondazione per lo Sport, la finale della UEFA Women’s Champions League 2015/16, ci è riuscita.

    Ora ci proverà anche in Nazionale. Farà il suo esordio da CT contro Moldavia (15 settembre, h. 20.30) e Romania (19 settembre, h. 17.00), le prime due partite del Gruppo 6 di qualificazione al Mondiale di Francia 2019, nel quale sono inseriti anche Belgio e Portogallo. E prima di iniziare questa nuova avventura, ha concesso a MondoFutbol un’intervista esclusiva.

    Milena, quali sono le tue prime sensazioni da CT? Che effetto fa non allenare ogni giorno?

    Devo dire che è una situazione un po’ nuova, adesso sto cercando di fare delle prove, a livello di modalità e metodologia di lavoro. In questo raduno abbiamo pochi giorni a disposizione, quindi dal punto di vista tecnico-tattico voglio dare giusto due o tre concetti, che però siano semplici e chiari. Cerco di lavorare principalmente sull’autostima delle calciatrici: abbiamo delle qualità e non dobbiamo sentirci sempre inferiori. Queste ragazze devono crederci.

    Quali sono i tuoi obiettivi?

    L’obiettivo è quello di provare a qualificarci per il Mondiale. Non ci andiamo da vent’anni (l’ultima partecipazione è stata quella di USA 1999, nda). Per potercela fare dobbiamo lavorare sulle nostre potenzialità. Non è semplice perché il calcio femminile sta crescendo dovunque, anche in nazioni che hanno una tradizione calcistica non paragonabile a quella dell’Italia: troveremo avversarie di buon livello e nessuna partita sarà semplice.

    Hai una formazione guardiolista. E come dicono le ultime esperienze di Guardiola, per sviluppare un certo tipo di calcio c’è bisogno di tempo e disponibilità. L’hai trovata subito nelle giocatrici?

    Sì, ho trovato subito grande disponibilità, le ragazze sono state fantastiche da questo punto di vista. Hanno grande voglia di fare, imparare e migliorare e per un allenatore non può che essere una soddisfazione. In generale, questa voglia di apprendere è una caratteristica delle calciatrici.

    La prima avversaria nel Gruppo 6 sarà la Moldavia. Sulla carta, può essere l’avversario perfetto per iniziare col piede giusto.

    Sì, è chiaro che sulla carta partiamo favorite, ma non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno. Anche la Russia, nell’ultimo Europeo, doveva essere un avversario sulla carta inferiore, eppure abbiamo visto come è andata a finire (2-1 per le russe, nda). L’Italia maschile sulla carta era nettamente superiore a Israele, ma ha faticato.

    “Giocare con le tette” la dice lunga circa la tua visione del calcio femminile. La Federazione, nominandoti CT, ha fatto una scelta importante in questo senso, quasi rivoluzionaria rispetto al passato.

    Nello sport italiano, il calcio femminile è il luogo dove c’è il maggior pregiudizio: “Giocare con le tette” voleva e vuole essere un libro di conoscenza, che faccia capire dove nasce e perché esiste un determinato pregiudizio. È un libro che vuole incidere sull’aspetto culturale e far capire che, per quanto riguarda il calcio femminile, in Italia abbiamo ancora una mentalità primordiale. La Federazione in questi ultimi tre anni ha fatto importanti passi verso un deciso cambiamento. Imporre una squadra femminile alle società di Serie A e B è stato fondamentale. Circa la mia scelta, non saprei: di sicuro si tratta di una svolta importante perché era dai tempi di Guenza, quindi almeno 25 anni, che non veniva scelto un tecnico di club.

    Sei stata ospite della Juventus, il cui ingresso nel calcio femminile ha portato molta più visibilità a tutto il movimento. Che impressioni hai avuto? E cosa ti aspetti dal campionato che sta per iniziare?

    Ho avuto un’ottima impressione. La Juve sta facendo le cose con convinzione perché crede nel movimento: mette le giocatrici nelle condizioni giuste per fare calcio vero. Lavorano da professioniste, anche se non ne hanno ancora lo status. Però, secondo me, per la prossima stagione le favorite sono sempre Fiorentina e Brescia, perché la Juve deve ancora amalgamarsi e diventare squadra, mentre il Sassuolo credo che punterà a salvarsi. In generale, il livello medio si è alzato: ci sono più squadre organizzate, come Sassuolo, Res Roma, Mozzanica e Tavagnacco. Ci saranno quindi partite più combattute e con risultati meno scontati: personalmente, non posso che esserne felice perché troverò in Nazionale giocatrici più pronte.

    Foto copertina e foto 2 ©Getty
    Foto Panchina d’Oro ©LaPresse
    Foto visita Juve ©juventus.com

    Davide Zanelli

    Davide Zanelli

    Nato a Brescia, studia Storia a Milano. Giornalista e autore per MondoFutbol, scrive di calcio anche per Calcioscopio, di cui è fondatore, e per il Giornale di Brescia. Ha sempre giocato a basket, poi ha visto una doppietta di Baggio dal vivo e le cose sono cambiate.

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