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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • PATRICK HERRMANN E LA FAVOLA DELL’HOLSTEIN KIEL

    Vogliamo continuare a lavorare bene ogni settimana e giocarcela il più a lungo possibile nei piani alti della classifica. L’importante è essere concentrati e pensare partita per partita”. Così Patrick Herrmann, classe 1988, difensore e leader dell’Holstein Kiel, la vera rivelazione della 2.Bundesliga, inquadra in esclusiva a MondoFutbol la seconda parte della stagione della Serie B tedesca al via il 23 gennaio. Una ripresa del campionato a cui le Störche, le Cicogne, si affacciano da seconde in classifica con 33 punti, frutto di nove vittorie, sei pareggi e tre sconfitte.

    Se il torneo finisse ora la compagine dello Schleswig-Holstein, la regione più settentrionale di Germania e l’unica che non ha mai avuto un club in prima divisione dal 1963, sarebbe promossa in Bundesliga.

    Il cammino della squadra ha avuto inizio un anno e mezzo fa: “Nell’estate 2016, con l’arrivo di Markus Anfang – spiega l’ex Hannover – avevamo tutti bisogno di un paio di settimane per abituarci, poi nel girone di ritorno ci siamo ritrovati. Abbiamo messo in pratica le idee dell’allenatore e siamo migliorati settimana per settimana”.

    Un rendimento in crescendo che ha condotto le Cicogne a una promozione in 2.Bundesliga che mancava da 35 anni. “Dato che l’abbiamo conquistata a Großaspach (lo stadio dell’Holstein, ndr) – racconta il giocatore arrivato nel 2011 dal VfL Osnabrück – è stata un’emozione incredibile. La sfilata nel centro storico di Kiel e la festa promozione dal balcone del municipio non me le dimenticherò mai”. All’ascesa di categoria ha fatto seguito una partenza sorprendente anche nella nuova serie. “Credo che il segreto sia stato aver continuato a giocare quasi nella stessa maniera – argomenta il difensore –. Dall’euforia per la promozione abbiamo ricavato tante motivazioni e ci siamo adattati molto velocemente al nuovo campionato”.

    Una formazione trascinata in attacco dai 21 gol complessivi del duo Marvin Ducksch e Dominik Drexler, ma la cui forza sta nel collettivo. “Abbiamo un obiettivo comune e ci divertiamo in quello che facciamo – spiega Herrmann – siamo un ottimo gruppo che sta bene fuori e dentro il campo”. Tanti buoni giocatori di categoria, nessuna stella vera e molta organizzazione. La nostra forza – racconta  il veterano del club, quasi 250 presenze con le Cicognesta nel fatto che abbiamo sempre un piano, sappiamo cambiare sistema di gioco in funzione delle mosse dell’avversario. Siamo perfettamente preparati ed estremamente affiatati. Qualcosa da migliorare? Stiamo lavorando per essere ancora più flessibili e avere più soluzioni”.

    Un mix di qualità che ha collocato l’Holstein Kiel nel pieno della bagarre promozione con club che a inizio stagione sembravano più attrezzati.

    “Credo che le candidate principali a salire in Bundesliga siano Norimberga, Fortuna Düsseldorf e Ingolstadt – dice il roccioso difensore –, nel mercato invernale si sono anche rinforzate. Ma pensiamo a noi stessi, stiamo concentrati e non ci facciamo distrarre da quello che fanno gli altri. E vediamo quello che succede alla fine”.

    Il doppio salto per l’undici di Anfang, che nel suo passato ha allenato nell’Under-17 del Bayer Leverkusen anche Kai Havertz, sarebbe un sogno e per Herrmann il coronamento di un percorso lungo quasi sette anni. “Sono uno di quelli con più esperienza nell’Holstein – conclude Patrick Herrmann – qui sto bene e a Kiel ho vissuto promozioni, vittorie in coppa ma anche delusioni come la sconfitta nello spareggio per salire in 2.Bundesliga con il Monaco 1860 nel 2015. L’intero club è cresciuto in questi anni e nell’estate 2017 si è fatto un ulteriore passo avanti. Stadio sempre pieno, infrastrutture migliori, l’attenzione della città e della Germania, molte cose sono andate bene e credo che non siamo ancora alla fine della corsa”.

    Credits

    Foto Copertina ed esultanza ©Sportbuzzer.de
    Foto Patrick Herrmann ©DieWelt
    Foto Markus Anfang ©Kielerleben

    Roberto Brambilla

    Roberto Brambilla

    Nato a Sesto San Giovanni, quando era ancora la Stalingrado d'Italia, ha diviso le giornate universitarie tra partite di calcio internazionale e ore di tedesco. A distanza di anni ha scoperto che forse gli sono servite entrambe. Sposato alla Bundesliga, la tradisce più o meno regolarmente con il calcio britannico, prova a "cacciare" storie in giro per il mondo che non parlino solo di pallone. Giornalista professionista e autore per MondoFutbol, ha collaborato con il sito di Sky Sport dal 2012 al 2016 e dal 2015 scrive "Avvenire"

    C’è un commento.

    • Avatar
      Alex74
      23 Gennaio 2018, 16:40

      Gran bella storia, io amo la zweiteliga.

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