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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • PERÚ-COLOMBIA, UNA PARTITA PER LA STORIA

    L’ultima volta in cui era successo il Perù era appena tornato a essere una democrazia, in campo c’era il talento cristallino di Teófilo Cubillas e il girone unico sudamericano di qualificazione al Mondiale non esisteva ancora. Era il settembre 1981, quando una delle migliori generazioni del calcio peruviano conquistava l’accesso alla sua ultima Coppa del Mondo, quella di Spagna ‘82, vincendo il proprio girone in cui erano inserite Colombia e Uruguay.
    Oggi, a distanza di 36 anni, il Perù intero torna a giocarsi una qualificazione mondiale, trascinata da un’altra generazione di talenti notevole guidata da capitan Paolo Guerrero. In tutto il Paese l’ultima sfida delle qualificazioni per Russia 2018 contro la Colombia viene definita storica.

    E della valenza che ha assunto questo incontro sono consapevoli tanto i calciatori quanto lo staff tecnico. In particolare Nestor Bonillo, il preparatore atletico argentino della Nazionale, che ha parlato a MondoFutbolin esclusiva, a poche ore dal fischio d’inizio. “Siamo consapevoli della responsabilità che comporta essere arrivati fin qui e stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile per vincere l’ultima partita”, ha detto.
    Un’ultima gara decisiva per le sorti di Perù, Colombia e non solo (da questo match, infatti, può dipendere anche il destino dell’Argentina), a cui la Bicolor è giunta dopo una crescita esponenziale, partita dal terzo posto nella Copa América 2011, che l’ha resa una selezione competitiva.

    Credo che il Perù sia all’altezza delle maggiori nazionali sudamericane e, se consideriamo il Sudamerica come un angolo importante del mondo calcistico, io sono sicuro che il Perù possa competere contro tutti,

    afferma ancora Bonillo, ormai una vita al fianco del CT argentino Ricardo Gareca.
    Il prof. Bonillo segue il Tigre dal 2008, sin dai tempi dell’Universitario di Lima, la capitale in cui il popolo peruviano potrebbe tornare a festeggiare l’accesso a un Mondiale, grazie a una rosa di giocatori a cui mancava solo la consapevolezza nelle proprie capacità. Una consapevolezza che, come sottolinea Bonillo, Gareca ha saputo instillare nella testa di tutti: “Ricardo ha sempre creduto nei giocatori peruviani, sapevamo che il Perù possiede non solo un passato ma anche un presente di calciatori dal grande talento tecnico, tattico e fisico”.

    Era necessario lavorare molto sull’aspetto emotivo e il gran merito del Tigre, tra i tanti, è stato quello di convincere i ragazzi che possiedono le qualità richieste dal calcio di oggi per poter competere.

    E chissà che qualcuno di loro, un giorno non troppo lontano, non possa veder scolpito all’Estadio Nacional di Lima il proprio nome, come accaduto a Teófilo Cubillas e a tutti coloro che hanno portato in alto l’onore dello sport peruviano.

     

    Per i grandi appassionati del fútbol e della sua lingua, lo spagnolo, ecco direttamente da Lima le parole di Bonillo consegnate in esclusiva a MondoFutbol.

    Si ringrazia Sabrina Uccello per la collaborazione

    Foto copertina ©t13.cl
    Foto tifosi Perù ©depor.com
    Foto Ricardo Gareca ©LaPresse

    Alex Alija Čizmić

    Alex Alija Čizmić

    El Jefecito. Mezzo italiano, mezzo bosniaco, ma da sempre innamorato dell'Argentina. Ama tutte le lingue di questa terra, ne frequenta abbastanza e sogna un mondo in cui tutti venerino la fratellanza e la multiculturalità. Forse, MondoFutbol è il posto giusto.

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