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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • IL PERÙ DEL TIGRE GARECA RIPARTE DA TEMUCO

    Appena un paio di amichevoli prima di arrivare in Cile a giocare la Coppa America: nessuna vittoria. La gara contro il Venezuela a Valparaíso è stata la prima partita vinta dalla squadra guidata da Ricardo El Tigre Gareca. Dopo il fallimento di Sergio Markarian, che oggi allena con poca fortuna la nazionale greca, per raggiungere la qualificazione a Brasile 2014, il pessimismo aveva invaso tutto il Paese.

    “El Tigre” non è stato la prima scelta della federcalcio peruviana. Prima di lui si cercò di contattare altri allenatori più quotati. Persino Marcelo Bielsa e Luis Felipe Scolari furono parte di una lista di illustri nomi.

    Sembrava che nessuno però volesse prendere in mano una nazionale che da 32 anni non raggiungeva la qualificazione a un mondiale. Gareca era soltanto il piano b. Tuttavia, aveva un vantaggio significativo rispetto agli altri concorrenti. In passato aveva vinto uno scudetto con l’Universitario, una delle squadre più blasonate del Paese. Lasciò poi il Perù per tornare in patria ad allenare il Vélez Sarsfield. Quattro titoli gli bastarono per essere tentato dal Palmeiras. Però in Brasile la fortuna non lo accompagnò e fu esonerato dopo una manciata di partite. Il Brasileirão aveva macinato un’altra vittima. Dopo il no del colombiano Reinaldo Rueda alla proposta di assumere l’incarico di capo di tutte le nazionali giovanili del Perù, un lavoro parallelo a quello della nazionale maggiore, la federcalcio peruviana non poteva ricevere un altro rifiuto. Gli emissari del presidente Oviedo premono e ottengono il sì di Gareca. Non tutti erano d’accordo con questa scelta.

    Juan Carlos Oblitas, ds della federazione con un passato da calciatore di alto livello – ha giocato anche due mondiali con il Perù -, era certo che fosse la persona giusta. Una personalità moderata che possedeva allo stesso tempo la fermezza necessaria per non farsi intimidire dai senatori del gruppo. Invece altri avrebbero preferito una figura più mediatica. Gareca fin qui ha saputo gestire una squadra con non molte risorse a disposizione. Infatti, la sua esperienza in Argentina al Vélez, ossia una società che scommette spesso sui giovani e non va sui grandi nomi, è stato un’altro aspetto che Oblitas ha ritenuto essere fondamentale per questa nazionale. Il tempo sembra dargli ragione. Se il Perù dovesse battere la Bolivia, sempre giocando a Temuco, arriverà inaspettatamente in semifinale. Di sicuro El Tigre Gareca con i suoi artigli farà di tutto per non mollare questa presa.

    Foto di copertina ©andina.com.pe
    Foto Nazionale Perù ©tvperu.gob.pe

    Arturo Ferrari

    Arturo Ferrari

    La voce Inca di MondoFutbol. A Lima gestisce l’ufficio di comunicazione dello studio legale più grande del Perù (e uno dei più grandi del LatinoAmerica). Segue con passione la Serie A italiana, anche se non va di moda, e dopo aver vissuto tre anni a Roma ha scelto di diventare romanista. Ha una laurea in Diritto e un master in Antropologia.

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