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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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ANDRIY LUNIN

Di Aniello Luciano - 15 aprile 2018
Zorya Luhansk
Caratteristiche tecniche

Offensive. /

Difensive. È facile riconoscere in Andriy Lunin alcune peculiarità tipiche nell’evoluzione del ruolo del portiere in epoca moderna, innanzitutto la sensibilità nel giocare la palla con i piedi, probabilmente retaggio delle esperienze giovanili nel calcio a 5. Buon controllo e calcio, il giovane ucraino non si sente in imbarazzo nel chiamare il compagno e offrirsi come appoggio nel giro palla e sponda per aggirare il primo pressing avversario. Una fiducia nei propri mezzi che lo porta ad abbandonare, senza paura ma non sempre in maniera perfetta, lo specchio della porta per  giocare alto, fuori area, dove solitamente si avventura per sbrogliare situazione spinose, con uno stile che ricorda quello di Manuel Neuer. Gli piace comandare l’area, averne il pieno controllo per poter scegliere la modalità e il tempo per intervenire, sfruttando una significativa reattività e il lavoro con l’allenatore dei portieri del Dnipro Valery Vasilyevich Gorodov. Si fa apprezzare per la qualità della presa ma quando è chiamato a intervenire con i pugni non è sempre composto e rapido nella scelta del braccio da utilizzare. A tu per tu con l’avversario cerca di andare a terra solo se necessario e impegna bene i piedi per respingere i tiri ravvicinati e non. Può migliore nella correzione della posizione, specie fra i pali, lì dove solitamente è concreto e rapido nel tuffarsi con apprezzabile tecnica.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

“Le prime due cose che ho imparato sono state camminare e giocare a calcio”. Una frase semplice e diretta che spiega come la vita di  Andriy Lunin, portiere formatosi allo Zorya Luhansk, sia stata strettamente legata allo sport fin dalla tenera età. A sei anni, infatti, è già alla Krasnohrad Youth School, un istituto specializzato nello sviluppo dell’attività fisica dei giovani nell’Oblast’ di Charkiv, nel nord-est dell’Ucraina. Come tanti coetanei il primo desiderio è quello di segnare e la cosa gli riesce anche bene, muovendosi come attaccante, sia nei tornei di futsal (coppa d’Ucraina, campionato e titolo di capocannoniere nel 2009) che in quelli a campo ridotto. Ha stoffa, centimetri ma pure scarsa voglia di correre. Per questo, una volta trasferitosi all’Arsenal Kharkiv, lo staff tecnico del club ragiona sui dati atletici del ragazzo e decide il definitivo cambio di ruolo. Una scelta saggia perché le risposte sono subito positive e attirano l’attenzione del Metalist, il miglior team della zona. Il progetto mostrato alla famiglia Lunin piace e, a 11 anni, Andriy si veste di gialloblu. Sotto l’ala protettiva di mister Sergey Volvakov, trascorre un quinquennio in cui prende confidenza con le misure della porta e affina sempre più le sue doti, sfiorando un incredibile successo nel campionato U14. Nel 2015, complici le difficoltà economiche societarie (dopo il periodo d’oro dell’era Yaroslavskiy, il Metalist fallirà nel 2016, nda) e le lusinghe del Dnipro, lascia a metà stagione. Giusto in tempo per sfidare i vecchi compagni con la nuova maglia (“una sensazione strana”, dirà il portiere in un’intervista a Gold Talant), essere premiato come miglior numero uno U16 del campionato, chiuso al terzo posto, e conquistare la Nazionale. Nella stagione 2015/16 si allena costantemente con la Primavera di Oleksandr Poklonsky, pur continuando a giocare con i classe ’99 nell’U17, e in quella successiva dà il primo strappo della propria carriera: inizia con la formazione U19 e chiude titolare della prima squadra con 22 presenze totali in campionato (con 8 “clean sheet”), scalzando Denys Shelikhov e i portieri della squadra B. Pur raggiungendo la semifinale di Coppa d’Ucraina (decisivo proprio Lunin, che negli ottavi aveva parato due rigori al Desna), l’annata non è delle migliori per i “Guardiani della luce”, culminata con la retrocessione in Druha Liha, il secondo livello, e la squalifica dalle competizione UEFA per tre anni a causa del mancato rispetto del fair play finanziario. Andriy, però, non perde la lucidità e, dopo aver ringraziato Dmytro Mykhailenko che gli aveva dato la possibilità di esordire fra i grandi (in trasferta contro il Karpaty, dove paga l’emozione con qualche incertezza di troppo), rifiuta i top club della Prem”jer-liha (Shakthar e Dinamo Kiev) e firma per lo Zorya Luhansk, ritenuto lo step più adatto per il suo percorso naturale di crescita. E i fatti danno ragione a lui e a suo padre, banchiere di professione ma punto di riferimento di Lunin. La possibilità di disputare l’Europa League (da incorniciare la vittoria al San Mamés, fortino dell’Athletic Bilbao) e un campionato senza eccessive responsabilità consentono al giovane estremo difensore di aggiungere ulteriori dettagli al suo stile di gioco e di concedersi qualche peccato di gioventù del tutto accettabile. La fila di pretendenti è ricca, dall’Inter al Lipsia, passando per Arsenal, Wolfsburg, Salisburgo, Chelsea, Liverpool e Real Madrid. A gennaio, nella finestra di mercato invernale, era stato a un passo dalla Real Sociedad ma alla fine si era accontentato della promozione in Nazionale A per volere di Andrij Shevchenko. Non è andata bene con l’U17 (fuori ai giorni ad Azerbaigian 2016), né con l’U19 (esclusa nella fase elite di qualificazione verso Georgia 2017) e nemmeno con l’U21 (2 ko in 4 presenze), chissà che quello dello scorso 23 marzo non sia di buon auspicio per l’Europeo del 2020.

Descrizione

Per chi conosce da sempre Andriy Lunin viene quasi difficile credere quanto sia cresciuto nel corso degli anni, soprattutto di testa. Aveva la fama di essere un bambino irrequieto, poco incline alla disciplina e l’aiuto della famiglia e di Ivan Vasilyevich Manko, suo primo allenatore alla Krasnohrad Youth School, sono stati fondamentali in questo senso. Oggi, oltre a essere un ottimo professionista, è una persona che fa della calma uno dei suoi punti di forza. Sicuro di sé, del resto, lo è sempre stato, scegliendo di non forzare nessun passo della propria carriera, misurando ogni azione e parola. Infatti, pur contento dell’interesse del Real Madrid, la destinazione da lui preferita, non se l’è sentita di intavolare con la dirigenza blancos nessun tipo di trattativa, ritenendo il possibile trasferimento in Spagna una mossa prematura. Riconoscenza verso lo Zorya, consapevolezza del livello del campionato ucraino e umiltà nel riconoscere, anche grazie ai consigli del papà-agente, di non essere maturo abbastanza per il grande salto. Sa gestire la pressione in campo e da parte della stampa, trovando sempre il tempo per fare un’autoanalisi. Per questo, riguarda le sue prestazioni in video, segna gli errori e quando non è soddisfatto di quanto visto, si rifugia negli affetti, specie quello della sua compagna, alla quale ha dedicato la parata dal dischetto nella gara con il PFK Stal nella stagione in corso. Per scaramanzia non permette a nessuno di indossare i guanti, nemmeno a Aleksandr Nogin, suo attuale coach, o a Pyatov, che lo ha aiutato ad inserirsi nella Nazionale maggiore e che rappresenta, con De Gea, un modello di riferimento. Studia inglese e prima di una partita, ascolta musica hip hop, guarda un film o legge romanzi gialli.

Ruolo

Portiere

Pro e contro

PIÙ Equilibrio, reattività, gioco con i piedi

MENO Eccesso di sicurezza, soprattutto nelle uscite

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