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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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AYMANE EL HASSOUNI

Di Aniello Luciano - 15 luglio 2015
Wydad Athletic Club Casablanca
Caratteristiche tecniche

Offensive. Dotato di un’ottima struttura fisica, El Hassouni è una punta atipica, un dieci (numero di maglia indossato nel Torneo di Tolone) che si traveste da falso nueve, uscendo dal cuore dell’area per portare il primo pressing o dettare il passaggio, con o senza sponda, con una buona capacità di lettura dell’azione.
È freddo sottoporta, pur attrezzandosi, con l’uso del corpo e del suo destro, sempre per la rifinitura, il gesto tecnico raffinato per smarcare il compagno.

Difensive. Non è dotato di una velocità fulminea e di “sapere” tattico ma compensa con un innato spirito di sacrificio, proponendosi all’occorrenza dietro la linea della palla, chiudendo gli spazi, anche laterali, sfruttando i centimetri, a volte con eccesiva veemenza.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Se, immerso nel cuore della vecchia medina di Casablanca, provi a chiedere dove i ragazzini giocano a calcio ti risponderanno – : Partout! Ovunque.
In strada, in un cortile “de récréation” abbandonato, sotto i lampioni di Place des Nations Unies, sulla spiaggia di Aïn Diab.
L’instabilità della sabbia per affinare la tecnica, l’asfalto per saggiare la durezza di quello che nel Marocco occidentale è molto più di un passatempo.
È uno stile di vita, se non metafora della vita stessa. Di quella di Aymane El Hassouni sicuramente.
In questo caso il recente Torneo di Tolone, che ha visto l’attaccante del Wydad Athletic Club fra i mattatori, rappresenta il momento in cui si è obbligati a cambiare per se stessi e per gli altri, ad interpretare un ruolo diverso dinanzi ad un imprevisto. Abbandoni così la tua posizione di partenza, di vertice massimo del 4-2-3-1 e ti rintani nelle retrovie, in soccorso del compagno infortunato (Habib Allah Dahmani, mediano del Mas Fes, nella sfida con il Messico), provando a fare del tuo meglio, col massimo dell’impegno.
Perché, alla fine, sei già tanto fortunato ad esserci.
E il giovane marocchino, prossimo alla chiamata in prima squadra nel club d’appartenenza, non può che essere grato a Hassan Benabicha (Khémisset, 1964), il commissario tecnico che se lo coccola dal 2013 (oro ai Giochi del Meditarraneo e ai Giochi della Francofonia col la “verde” dell’Under 20). Magari con l’Olimpica è mancata la famosa ciliegina sulla torta (sconfitta in finale contro la Francia) ma El Hassouni, avvezzo alle metafore, sa che è tutta questione di sliding doors.
Avanti e indietro, da ruolo a ruolo, per esigenze tattiche. Volante, esterno e, ripartendo dal principio, centro dell’area, lì dove sprizza tutta la sua voglia di arrivare, che poi è la voglia di un intero popolo.
Di una Nazionale che vuole entusiasmare bruciando le tappe.
E allora Aymane corre, non dà punti di riferimento, alla ricerca dello spazio e/o dell’errore dell’avversario, trattando con cura e rispetto quello che è l’arnese principale di questo sport.
Avanti e indietro, dal cerchio dell’area a quello di centrocampo, proponendo il dai e vai alla maniera delle onde dell’Atlantico sulla battigia dove ha imparato ad essere altruista, a sacrificarsi per il bene del gruppo. Rotondo il pallone da infilare fra due legni piantati nella sabbia, rotondo il sole che gli tramonta alle spalle.

Descrizione

Ragazzo posato e volentoroso, conduce una vita tranquilla, dividendosi fra campo, casa (convolato a nozze nell’estate del 2014 e già padre di due bei bambini) e amici.
Appassionato di motori, è stato vittima di un incidente stradale nel quale ha riportato la frattura della spalla e altre piccole lesioni. Operazione riuscita e tanta volontà di rimettersi subito in gioco.

Ruolo

Attaccante

Pro e contro

PIÙ: tecnica individuale, combattività.

MENO: tempi del pressing, presenza in area e nel gioco aereo, concretezza.

 

el hassouni 2

 

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