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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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CÉSAR MONTES

Di Aniello Luciano - 20 marzo 2017
Monterrey
Caratteristiche tecniche

Offensive. Ventitré presenze e quattro reti. Un bottino rispettabile per un ragazzo che limita le proprie sortite nell’area opposta a quella di sua competenza. Con le lunghe leve che si ritrova è capace di rubare il tempo al marcatore di turno, avventandosi sugli spioventi in area ma anche seguendo l’azione sugli sviluppi dei calci piazzati, sfruttando anche una tecnica di buon livello. Spesso e volentieri il Monterrey sfrutta le sue doti di calcio per attaccare con successo la profondità.

Difensive. Per molti come l’erede naturale di Rafa Márquez, César Jasib Montes sembra nato per padroneggiare l’area di rigore, per sicurezza, costituzione fisica, sia nel corpo a corpo che nel gioco aereo, e senso della posizione, utile per non soffrire gli attaccanti più rapidi. Nonostante i centimetri è dotato di piedi educati e, di conseguenza, di un ottimo controllo e un cambio di gioco preciso, anche a lunga gittata.
Sebbene mostri cattiveria agonistica, riesce a gestire gli avversari e le situazioni a rischio con grande temperamento, evitando di essere eccessivamente falloso o sopra le righe. Può migliorare nei tempi di uscita della difesa e nella gestione della sfera quando è messo sotto pressione.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Ai piedi del Cerro de La Campana, la roccia che svetta su Hermosillo, nel febbraio del 1997, vide la luce un bimbo il cui futuro potrebbe splendere più di quanto non faccia la suddetta capitale dello stato di Sonora, non per nulla chiamata dal popolo messicano la Ciudad del sol: César Jasib Montes. Una città che, oltre per le temperature miti, è conosciuta anche per la sua passione per il baseball. E proprio sul diamante verde César iniziò lo sviluppo delle sue capacità sociali, prima di seguire le orme del fratello maggiore e, a 6 anni, optare per il fútbol. Come tanti giovani talentuosi spinti dalla voglia di diventare calciatori accumula chilometri e provini. Si aggrega alle giovanili di Pumas (2003, Liga Municipal De Fútbol “OXXO Hermosillo”),  Tigres e Pachuca, prima di far ritorno a casa, nel Pumas 97 di Hermosillo, in compagnia di Miguel Ángel López Arriquivez, l’allenatore a cui si era legato nel periodo con i Tuzos. López Arriquivez, pur apprezzandolo come difensore centrale, lo imposta da mediano per consentirgli di avere maggiore libertà per impostare e sfruttare un buon feeling con la porta avversaria. Per due anni, dal 2011 e 2013, brilla nella nuova posizione e si guadagna l’accesso al Poblado Miguel Alemán, formazione della sua città natale che prende parte alla Tercera División de México, vinta anche grazie alle chiusure difensive del giovanissimo Montes, attento nel raccogliere le indicazioni del tecnico Enrique Ferreira. In quella galoppata vincente (stagione 2013/14, squadre filiales), incrocia in semifinale il Monterrey, rapendo l’attenzione di Nicolás Martellotto, direttore dell’accademia del club bianco-blu.
Nella casa dei Rayados trova subito una bella accoglienza, ripagata, anni dopo, con il gol che segna il battesimo dell’Estadio BBVA Bancomer: incornata sul primo palo in un’amichevole estiva contro il Benfica, sotto gli occhi lucidi dell’emozionato padre, colui che più di tutti aveva insistito affinché non mollasse, convincendolo ad accettare il Monterrey, una destinazione preferita per la presenza in città dello zio Roberto. Prima di questo storico record César Montes fa tutta la trafila con il club dello stato di Nuevo León, dall’Under-17, con la quale conquista il Torneo Apertura 2015 (il primo titolo di categoria assoluto per il club), all’Under-20. Percorso identico con le Nazionali giovanili: Under-18 dopo appena 7 mesi con i Rayados, un passaggio rapido all’Under-20 e arrivo nel gruppo dell’Under-23, con cui disputerà le Olimpiadi 2016. Una vita sempre con un piede più avanti del previsto. Nell’estate 2015, Antonio Mohamed lo aggrega alla prima squadra e se lo coccola per tutto il pre-ritiro, tanto da venire provato più volte nella formazione tipo che si appresta ad aprire la Liga MX contro il Pumas. Atterrati nella capitale messicana, però, il tecnico gli comunica che gli avrebbe preferito giocatori più esperti ma di stare tranquillo che l’occasione sarebbe arrivata.
Detto fatto: il 30 luglio 2015, in Coppa MX, esordisce con il Correcaminos, indossando la maglia numero 282, convertita due settimane dopo in 286 per la prima in campionato, in casa del Dorados de Sinaloa, partendo terzino sinistro. Se nel torneo d’Apertura si toglie il lusso di mettere lo zampino nel Clásico Regio (assist per Rogelio Funes Mori), nel Clausura si è guadagnato il rispetto dei compagni e dei colleghi e il titolo di “Mejor Novato”, il premio destinato al miglior esordiente dell’anno del campionato messicano, nonché un posto nell’11 ideale della stagione. Quel che tocca diventa oro: fa gol al primo avversario incontrato in CONCACAF Champions League, il  CD Árabe Unido. Non male per uno che viene chiamato “El Cachorro”, il cucciolo. Nel percorso di avvicinamento alla cerchia dei migliori del fútbol messicano le prossime tappe sono l’approdo in Europa e la convocazione con El Tri. Nel primo caso le offerte non mancano (Roma e Sporting Lisbona si sono fatte avanti), nel secondo è solo questione di tempo, perché sarà dura per Osorio tenere fuori una stella così fulgida.

Descrizione

Simpatizzante del Barcellona, vecchia squadra del suo idolo Rafael Márquez, César Montes è un ragazzo che abbina in maniera positiva gli opposti: laboriosità, predisposizione al sacrificio (per sua stessa ammissione la sua famiglia non navigava in buone acque, economicamente parlando) e momenti di relax, assennatezza e stravaganza (vedi il taglio alla Mohawk, figlio di una scommessa persa con il tecnico Antonio Mohamed), studio e svago, fra cinema, videogiochi e bowling. Stesso discorso per una delle sue grandi passioni, la musica, dove spazia dalla ranchera di Julión Álvarez al reggaeton. Fra le sue priorità sicuramente la famiglia, la cui mancanza (più la mancata convocazione all’Olimpiada Nacional Infantil y Juvenil) ha influito nella decisione di lasciare, all’età di 11 anni, il Pachuca, prima di maturare e, sempre con il supporto di papà César e mamma Maribell, trasformare in professione quella che agli inizi sembra un semplice hobby, quasi abbandonato prima del passaggio al Monterrey.

Ruolo

Difensore centrale

Pro e contro

PRO. Leadership, duelli aerei, visione di gioco, tackle

CONTRO. Rapporto altezza/forza, velocità pura, ventaglio di colpi limitato

Montes_ITA

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