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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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CHADRAC AKOLO

Di Aniello Luciano - 30 marzo 2017
FC Sion
Caratteristiche tecniche

Offensive. Baricentro basso ed esplosività muscolare sono le basi che fanno di Chadrac Akolo uno dei prospetti più interessanti della Super League svizzera. L’FC Sion di Zeidler ha un gioco che valorizza le caratteristiche dei suoi avanti e il congolese non si è fatto sfuggire l’opportunità di migliorare il proprio score, benché la sua percentuale realizzativa resti bassa rispetto al numero di tiri totali. Colpa di uno stile legato troppo all’istintività, in cui lo scatto, micidiale sia sul breve che sulla lunga distanza, non va di pari passo con la precisione sotto porta. La storia vuole che agli inizi con l’FC Bex si esprimesse senza alcun tipo di regola, tanto da finire ripetutamente in fuorigioco. Eppure il ragazzo vedeva e vede lo spazio, il profumo del gol con grande naturalezza. Proprio per dare libero sfogo alla sua accelerazione veniva spesso impiegato sull’esterno ma l’anno in prestito al Neuchâtel Xamax ha restituito all’attuale tecnico biancorosso un centravanti moderno, bravo a colpire in pochi metri di campo, a giocare di spalle alla porta come pochi in Svizzera sanno fare. Il primo tocco di palla è pregevole (segno di una tecnica di ottimo livello) e viene sfruttato per liberarsi della marcatura e prepararsi il tiro, che sa essere forte e preciso anche con il piede debole, il sinistro.

Difensive. Quando è stato impiegato come ala o a ridosso della punta, l’impegno in fase passiva non è mancato ma per formazione e indole resta un giocatore che partecipa maggiormente quando la squadra è in possesso palla.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Il blu del Mediterraneo e l’azzurro del  Football-Club Bex. Sono questi i colori che hanno segnato l’approdo di Chadrac Akolo in Europa: il primo l’ha solcato a bordo di un barcone, l’altro l’ha potuto toccare con mano, indossandolo, una volta giunto in Svizzera. Figlio di un pastore della Chiesa neo-apostolica, il giovane Chadrac tocca il suolo del Canton Vaud nel 2009, da poco quindicenne e, soprattutto, da rifugiato. Povertà e calcio lo accompagnano durante tutta l’infanzia, trascorsa nella Repubblica Democratica del Congo, all’interno della municipalità di Kinshasa, sua città natale, trasformando in palla qualsiasi oggetto capitatogli a tiro, spesso vecchi abiti arrotolati. Gli amici e i parenti si accorgono ben presto che i suoi piedi, nudi, e la sua corsa valgono più di una strada polverosa, di un campetto di fortuna. E così il piccolo (per età e statura) congolese si avvicina all’FC Corbeau, poi ribattezzata FC Magnifique, una piccola società di cui è presidente Patou Kabangou, ex centravanti dell’Anderlecht e del TP Mazembe. Si allena in un altro quartiere della capitale, Ndjiji, non lontano da casa e dall’aeroporto cittadino, dal quale sognava di partire per raggiungere la madre e la famiglia (due sorelle e un fratello) stanziatisi nel Vecchio Continente. Akolo, classe ’95, si ritrova così a Bex, nel centro d’accoglienza cittadino, con la paura di essere subito rimpatriato e la gioia di giocare a calcio con il club locale, sebbene i suoi genitori fossero contrari e preferissero per lui una vita di lavori, seppur saltuari, come elettricista o muratore. In questa fase è senz’altro fondamentale l’intercessione di Anthony Tagan, allenatore delle giovanili dell’FC Bex, e di suo padre Raphaël che, invece, guida la prima squadra. Sono loro a credere nel ragazzo (galeotta fu un’amichevole contro l’Aigle, in cui Chadrac, presentatosi senza alcun preavviso, entrò al posto di un titolare infortunato, segnando una doppietta) e a insistere sulla bontà della scelta del ragazzo, talentuoso e con grandi margini di miglioramento. Lo stesso pensiero lo fa l’FC Sion che lo chiama per un test, seguito a ruota dal Basilea. La proposta del secondo però non è soddisfacente e, scardinate le resistenze famigliari, si decide di accettare un altro invito di Blaise Piffaretti, responsabile tecnico del Sion: provino superato e porte dell’U18 aperte, con cui alzerà la Coppa nazionale nel 2013. Negli anni successivi fa la spola fra l’U21, con cui mette a segno quattordici marcature in due stagioni, e la squadra A, toccata ufficialmente nel maggio del 2014, nel finale di una gara di campionato contro il San Gallo. Nella finestra di mercato invernale del 2016 va in prestito al Neuchâtel Xamax, in Challenge League, alle dipendenze di Michel Decastel, ritenuto dallo stesso Akolo un padre più che un allenatore. Qui si guadagna il rientro a casa, in Super League: 9 gol e 3 assist in 16 gare sono un bottino che sorprende solo chi non lo conosce bene. Sebbene fosse cresciuto sotto la gestione di Didier Tholot, è l’arrivo di Peter Zeidler a capo dei vallesani a contribuire all’esplosione del congolese, che chiude l’anno nella top 10 dei migliori cannonieri africani d’Europa (8 reti come il romanista Salah e Mané del Liverpool). E, nonostante il pressing della Svizzera, africano continua a sentirsi. “[…] Non ho potuto prendere parte alle selezioni giovanili per problemi amministrativi. […] Se l’allenatore mi chiama sono a disposizione per servire il mio Paese. […]”. La chiamata di Florent Ibengé non si è fatta attendere. Anche se depennato dalla lista finale, Akolo era stato fra i papabili 25 per Gabon 2017 e, qualche giorno fa, solo un infortunio gli ha impedito di fare il suo esordio con il Kenya, in un’amichevole pensata proprio per testare alcuni nazionali del futuro. Chadrac si rammarica ma sa che la sua occasione arriverà presto e il Sion, ascoltate le voci provenienti dalla Francia (l’interesse più forte al momento è quello del Saint-Etienne), ha preparato già i bigliettini di addio, cercando di godersi le sue ultime fiammate e, Lucerna permettendo, una finale di Coppa di Svizzera che manca dal 2014/15. Allora i biancorossi di Tholot ebbero la meglio sul Basilea ma Chadrac restò in panchina. Ora è tempo di prendersi il trofeo da protagonista.

Descrizione

“Sentire mia sorella minore rifiutare uno yogurt mi è sembrato irreale”. L’umiltà di chi è cresciuto fra gli stenti e l’incredulità di chi vive gli agi della vita di calciatore, seppur a inizio carriera, quasi come uno shock. Per questo benedice quanto ricevuto e lavora sodo per mantenerlo. In definitiva, un ragazzo con la testa a posto, che va in chiesa quando gli è possibile e ai passatempi più comuni fra i suoi coetanei preferisce la lettura, in modo particolare degli autori francesi.

Ruolo

Ala, centravanti

Pro e contro

PRO. Attacco della profondità, scatto, primo controllo, gioco spalle alla porta

CONTRO. Freddezza, estrema fiducia nei propri mezzi atletici

akolo

Akolo

 

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