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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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EMANUEL CECCHINI

Di Aniello Luciano - 9 luglio 2017
Club Atlético Banfield
Caratteristiche tecniche

Offensive. A sinistra nel doble cinco, come in Argentina chiamano il centrocampo sorretto da due metodisti, Emanuel Cecchini trova linfa vitale per il suo gioco, estremamente funzionale nel 4-2-3-1 di Julio Falcioni.
Ha estrema fiducia nei propri mezzi tecnici, in particolar modo quando ha la palla sul destro, un piede capace di calciare con potenza e precisione dalla media e dalla lunga distanza, trovando anche la via del gol.
Nel palleggio è elegante, sufficientemente rapido e lineare, con una leggera ricerca dell’orizzontalità da limare. Sa muoversi senza palla, proponendosi sia a rimorchio che come sponda, utilizzando con buona frequenza la giocata di prima.

Difensive. Accorto nel mantenere la linea mediana ordinata, ha stretto un “patto di collaborazione” con Eric Remedi, suo compagno di reparto. Se quest’ultimo resta più sottocoperta, Emanuel detta i tempi del pressing, uscendo spesso in posizione avanzata, scegliendo con parsimonia e sagacia i tempi dell’affondo.
La buona gamba di cui è dotato gli permette di correggere i cattivi posizionamenti, inclusi quelli dei compagni, e di chiudere le linee di passaggio, anche in ultima battuta. Per recuperare la sfera punta molto sul prendere il tempo all’avversario, cercando di anticiparlo sul primo passo in modo tale da rendere quanto più possibile pulito l’intervento. Sicura la protezione della sfera, pur cedendo a qualche tocco di fino di troppo quando pressato.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Fin dalla nascita Rodrigo Emanuel Cecchini è stato abituato ad anticipare i tempi. Venuto alla luce la vigilia di Natale del 1996, a Ingeniero Luis A. Huergo, città dedicata al primo ingegnere d’Argentina, soleva passare le giornate in asilo sempre accompagnato da una palla. Un’abitudine che spinse suo padre Noel ad iscriverlo al Club Social y Deportivo Huergo, lasciato solo per tentare il salto verso una formazione di prima fascia, il Banfield. Nella provincia di Río Negro i biancoverdi organizzano una serie di provini e il piccolo Cecchini è fra i sei ragazzi selezionati ma l’unico a lasciar casa e trasferirsi nei convitti de El Taladro. Vi resterà per tutto il 2010, nell’anno della novena división (corrispondente alla categoria Giovanissimi italiana), prima di trasferirsi in un alloggio a Lomas de Zamora e da lì osservare sempre più da vicino la prima squadra. Il contatto decisivo avviene nel 2013. Daniel Garnero, che aveva preso il ruolo di allenatore dopo la retrocessione in Primera B Nacional, lo convoca durante la pausa invernale del campionato. I duri allenamenti sulle spiagge di Mar del Plata non condizionano lo spirito del 16enne che, invece, si dimostra già maturo per assaggiare il campo insieme ai nuovi compagni. Un grazie enorme a Fernando Cinto (coordinatore delle giovanili) e a Miguel Robinson “Pico” Hernández e Atilio Valdez (tecnici della sexta e séptima división), la firma su un contratto pro e una sgambata con il Defensa y Justicia.
Sostuisce Juan García al 93° nell’ultima gara dell’anno. A dargli la pacca sulla spalla prima dell’esordio c’è Matías Almeyda, da due mesi alla guida del Banfield, con cui tornerà in Primera División nella stagione successiva. “È un grande allenatore, stimato da tutti. Dà molta importanza e spazio ai giovani. Ci fa sentire una parte importante della squadra e ci consiglia. Con lui e Gabriel Amato (il secondo di Almeyda, nda) parlo in continuazione”, dirà dell’ex centrocampista di Lazio, Inter, Parma e Brescia. Dopo aver preso confidenza con la nuova categoria (1 presenza nel 2014/15, 2 nell’annata successiva) e raggiunto la Nazionale U20 di Humberto Grondona (Copa del Atlántico nel 2014 e convocazione sfiorata per il Mondiale 2015), complice anche una rilevante crescita muscolare, conquista la titolarità con Julio Falcioni nel settembre 2016 e nemmeno un mese dopo contribuisce alla vittoria sul Club Atlético San Martín con un gol di pura rabbia, prendendo in controtempo il portiere avversario. Un po’ come ha fatto l’Inter, in collaborazione con il Genoa, sulla nutrita concorrenza (Siviglia, Basilea, Villarreal). L’ultimo giocatore del Banfield finito in orbita nerazzurra fu un certo Javier Zanetti. Ripercorrerne le orme resta il sogno di Emanuel, ma lasciare casa con un guizzo decisivo per conquistare i sedicesimi di Copa Argentina è già un bel passo.

Descrizione

Ragazzo positivo e con la testa sulle spalle, Emanuel Cecchini comunica con la delicatezza della sua età. Timido davanti alle telecamere, ma con un carattere ben formato dalla lunga esperienza fuori casa. A Ingeniero Luis A. Huergo ritorna appena possibile per riabbracciare la famiglia (tre fratelli, di cui uno di due anni più piccolo e anch’egli nel Banfield, e una sorellina) e gli amici di infanzia, unica valvola di sfogo in un’esistenza in cui la volontà di diventare un professionista ha da sempre avuto la priorità, anche a costo di abbandonare gli studi dopo le scuole medie. Ciò che lo contraddistingue maggiormente sono il carisma, riconosciuto da tutto lo spogliatoio del Banfield, e l’umiltà nel porre in cima ai suoi pensieri i successi dei compagni, considerati dei compagni di vita, ringraziando alla prima occasione chi ha concorso nella sua maturazione come uomo e calciatore. Del resto, con una mamma dirigente scolastico e un papà autista, la disciplina e l’ordine non potevano che essere nel suo patrimonio genetico.

Ruolo

Centrocampista centrale

Pro e contro

PIÙ Acume tattico, dinamismo, tiro

MENO  Eccessi di sicurezza dei propri mezzi tecnici, gioco aereo

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