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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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GIL DIAS

Di Aniello Luciano - 5 maggio 2017
Rio Ave
Caratteristiche tecniche

Offensive. Gil Dias, nei suoi primi passi nel futebol, è stato impiegato in più ruoli dal centrocampo in avanti, conservando sempre una certa propensione al gioco d’attacco. La posizione preferita resta quella di esterno, come ala mancina in un 4-3-3 (all’AD Sanjoanense) o in un 4-4-2, come allo Sporting Braga, in cui poteva sfruttare anche una considerevole potenza per l’età di allora. Oggi, al Rio Ave FC, parte a destra, dove può rientrare e inventare calcio con il suo sinistro. In passato, vedi anche nella formazione Juniores del Braga, ha vestito anche i panni del rifinitore, come vertice alto di un rombo o da seconda punta, per dare sviluppo ad una buona visione di gioco. Sicuro anche con il piede debole, il portoghese talvolta insiste in alcune giocate in solitaria, perdendo palla piuttosto che liberarsene velocemente, magari insistendo sulle qualità di passaggio e di tiro che sono sicuramente sopra la media, come testimonia il missile infilato nella porta del Moreirense, alla 25.a della Liga NOS 2016/17.

Difensive. La capacità di interpretare al meglio il passaggio alla fase passiva di gioco resta tutt’oggi uno dei suoi limiti più evidenti, per quanto, da ragazzo intelligente qual è, sta cercando di assimilare i dettami tattici di Capucho e Luís Castro, i due allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Rio Ave. La struttura fisica per lavorare c’è, specie nel portare pressione all’avversario e scontrarsi, con buone possibilità di successo, nel gioco aereo, altro piccolo tallone d’Achille del ragazzo, ancora troppo tenero nei contrasti.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

A Gafanha da Nazaré, sulle fertili coste portoghesi strappate all’Atlantico, sorge il Farol da Barra, il faro più grande del Paese, e la Fábrica das Ideias. Forse non è un caso che proprio nella stessa freguesia, nel 1996, sia nato Gil Bastião Dias, il ragazzo che potrebbe illuminare il calcio lusitano del futuro e che oggi elargisce giocate maiuscole per il Rio Ave FC, attuale settima forza della Liga NOS. Una città che, grazie al lavoro del Grupo Desportivo da Gafanha, fornisce a tanti ragazzi del luogo le strutture per avvicinarsi a vari sport, come il basket, calcio e futsal, tre discipline che appassionano Gil fin da piccolo. Fra il canestro e la porta, anche per questioni di fisico, sceglie la seconda. Ha 8 anni e per un biennio tira calci per il club locale, finché viene avvicinato da alcuni dirigenti dello Sporting Clube. Sebbene benfiquista è impossibile rinunciare alla chiamata, soprattutto considerando la possibilità di continuare ad allenarsi con i compagni di sempre durante la settimana. Purtroppo l’avventura tramonta nel giro di una singola stagione: Dias lascia a Lisbona un buon numero di sogni e la maglia numero 31, identica a quella di Liedson (che fra il 2003 e il 2011 deliziò i tifosi dei Leões), dal quale aveva ereditato anche il nomignolo (Levezinho, leggerino). La delusione è così enorme che il sol pensiero è quello di ritornare a casa, vicino ai familiari. Per questo ricomincia dall’AD Sanjoanense, squadra di São João da Madeira, situata, come Gafanha da Nazaré, nel distretto di Aveiro. È il 2008 e l’inizio di una scalata verso la vetta del futebol nazionale lunga un lustro, quando alla porta del club iscritto al Campeonato de Portugal (terzo livello del sistema calcistico della Federação Portuguesa de Futebol) bussa lo Sporting Braga. Anche qui l’esperienza si chiude nell’arco di un anno ma il 2014 è tutto da incorniciare per Gil. Laureatosi campione nazionale con la squadra Juniores, inserisce nel curriculum qualche gettone con la squadra B di Fernando Pereira in Ledman Liga Pro e con la Formação U18 e U19, timbra il passaporto e vola nel Principato di Monaco. Ad accoglierlo Luís Campos, allora direttore sportivo dell’AS Monaco, il quale aveva acquisito importanti nozioni da scout nel Real Madrid, seguendo il suo connazionale José Mourinho. Su consiglio di un amico, a Campos bastano due partite per capire che non è il caso di indugiare troppo. Dopo averlo visto all’opera contro i pari età del Porto, convince la famiglia Dias a scegliere prima i monegaschi (con cui giocherà in CFA con la formazione B allenata da Souleymane Cissé) e poi il prestito al Varzim guidato da Capucho, il tecnico giusto per la maturazione del centrocampista offensivo portoghese. Si aggrega ai Lobos do mar nel mercato invernale del 2016 e nel giro di un mese è già sulla bocca dei media e degli addetti ai lavori, tanto è vero che il Sindicato dos Jogadores lo eleggerà come miglior giovane del mese di febbraio. A fine anno chiuderà con 6 reti e un assist in 15 apparizioni; numeri rallentati solo dalla frattura alla clavicola rimediata durante una gara con il Farense. Per completare il processo di maturazione la società biancorossa decide di mandarlo di nuovo in prestito, sempre in compagnia di Capucho, scelto dal Rio Ave come nuova guida tecnica. A Vila do Conde, Dias non paga il peso del salto di categoria e diverte il pubblico della Liga NOS a suon di accelerazioni, restando in attesa di esordire con il Portogallo U21, dopo essere stato chiamato dal ct Rui Jorge per un raduno in vista del prossimo Europeo che si terrà a giugno in Polonia. Sarebbe un passo naturale verso il ritorno in Francia o il coronamento di un sogno, ovvero indossare la maglia dell’amato Benfica, fortemente interessata ad acquistarne il cartellino.

Descrizione

Introverso e di sani principi, Gil Dias è cresciuto in un ambiente tranquillo, dove ha imparato l’importanza dei sacrifici e il rispetto per il prossimo. Una figura importante quella del nonno, il membro della famiglia che lo ha seguito in Francia, nel momento del trasferimento al Monaco. Nel Principato, in silenzio, ha “rubato” quanti più insegnamenti possibili dai conterranei Ricardo Carvalho, Bernando Silva, João Moutinho (uno dei calciatori che più ammira) ma specialmente Leonardo Jardim, uno che fin dal primo istante ha speso lodi e parole di incoraggiamento nei suoi confronti.

Ruolo

Ala

Pro e contro

PIÙ  Cambio di passo, abilità nello stretto, precisione

MENO  adattamento dalla fase attiva a quella passiva, discontinuità nell’arco della gara

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