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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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HASSANE BANDÉ

Di Aniello Luciano - 20 gennaio 2018
Mechelen
Caratteristiche tecniche

Offensive. Le qualità basilari di Hassane Bandé emergono fin dai primi palleggi effettuati al centro sportivo di Ouaga 2000, dove il Salitas FC disputa le partite casalinghe: continua ricerca della palla e della profondità, ottime fibre muscolari e senso del gol. A 17 anni è già il miglior marcatore della squadra (16 reti in 12 gare nella stagione 2014/15 nella terza serie locale, 18 nella successiva, quella della promozione in B), un leader riconosciuto per come affronta gli avversari vis-à-vis, con dribbling stretti, giocando d’anticipo e con la calma richiesta a coloro che sono designati a risolvere i match. La sua idea di calcio è ancora acerba, difficilmente legata a quella del collettivo e degli spazi ristretti, avendo ricevuto un’educazione “di strada”, che lo spinge spesso e volentieri a una corsa incontrollata, a insistite giocate personali e a ritenere lo specchio della porta come unico obiettivo. Sbarcato in Europa, l’allenatore del Mechelen (prima Yannick Ferrera, poi il subentrante Aleksandar Janković) ha lavorato molto sulla disciplina del ragazzo, cercando di preservarne l’atletismo e le doti da opportunista. Bandé oggi è un attaccante che può interpretare più ruoli sul versante offensivo ma da punta d’appoggio e ala sinistra sembra dare il meglio di sé, perché, avendo lo spazio per accelerare e liberarsi la visuale di tiro, può superare di slancio l’avversario e lasciare andare il suo destro, discretamente preciso. Contro difese chiuse è portato naturalmente ad abbassarsi e chiamar palla, pure per contribuire ad un palleggio più rapido. Con un lavoro fisico mirato potrebbe trasformarsi in falso nueve moderno, di quelli che non danno punti di riferimento e che son capaci di guadagnare  col corpo il controllo della sfera e la posizione migliore per calciare e/o servire il compagno meglio piazzato (per ora la casella degli assist è rimasta abbastanza misera anche per i troppi errori nella scelta dei tempi di gioco).

Difensive. Come accade in fase offensiva, anche nel pressing e in ripiegamento i difetti maggiori del burkinabè sono legati all’istinto e alla voglia di strafare, che gli sono costate qualche cartellino di troppo (vd. rosso contro il Club Bruges per un’entrata in ritardo su Diaby). Da seconda punta non sempre riesce ad aggredire in maniera mirata il portatore di palla, limitandosi a restare in posizione “coperta” durante la circolazione palla avversaria. Tendenzialmente, nei momenti in cui la squadra rivale sviluppa un’azione d’attacco o prova a sfruttare i calci piazzati, la sua concentrazione è rivolta più del dovuto alla palla piuttosto che all’uomo che si inserisce.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Pissy, quartiere ovest di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Una serie di case raccolte, intervallate da terreni incolti, anche piuttosto estesi, alcuni dei quali adibiti alle attività ricreative dei ragazzi della zona. Boureima Hassane Bandé, nato a Saponé nel 1998, cresce da queste parti, fra l’aria resa irrespirabile dai pneumatici bruciati nella vicina cava di granito e un campo militare che porta il nome di un vecchio Presidente dell’Alto Volta. Lui e i suoi amici hanno a disposizione un solo pallone e giocano e si allenano anche di notte, senza avere una vera squadra. Per non mandare in fumo un talento indiscutibile, nel 2012 il giovane burkinabè, su volontà dell’ex giocatore Bureima Maiga, entra a far parte dell’allora neonato centro di formazione Salitas FC, voluto dal colonnello Yacouba Ouédraogo, ministro dello sport del Paese. Tre anni più tardi, dopo aver portato la squadra allenata da Rasmané Nikiéma al successo in torneo internazionale dedicato alle accademie calcistiche, si ritrova leader della Nazionale U17, impegnata nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa di categoria. Purtroppo gli Stalloni vengono eliminati al secondo turno e, oltre al sogno di riportare il Burkina Faso alla ribalta continentale, sfuma pure il passaggio in Europa. Dimenticato l’esito negativo dello stage con l’Anderlecht (problemi per il tesseramento), Bandé si riprende velocemente la rivincita: nel 2016/17 contribuisce alla prima promozione del Salitas nella massima serie nazionale, un risultato che gli consente, finalmente, di sbarcare in Belgio. Ad accoglierlo, un altro club della Jupiler Pro League, il Mechelen diretto da Yannick Ferrera, un tecnico capace di esaltare i propri avanti. Infatti, l’impatto di Hassane è straordinario: esordio, da subentrato, ad agosto e subito in rete (gol del momentaneo pareggio contro l’Anversa), prima convocazione nella Nazionale maggiore a novembre (titolare contro Capo Verde in un turno eliminatorio verso Russia 2018), firma con l’Ajax a dicembre. Tutto veloce, come Bandé lo è in campo. Difatti la società ajacide ha bruciato una serie di club (fra questi, secondo la stampa francofona, anche Barcellona, Manchester, Inter, Arsenal, Valencia, Benfica, Lille e Borussia Dortmund), che avevano mandato a più riprese osservatori durante le partite dei giallorossi. Deciso il futuro prossimo, però, c’è da scrivere ancora il presente: salvare il club di Mechelen dalla retrocessione. Dopo il cocente ko ai rigori contro il Genk in Croky Cup, la Coppa di Belgio, sarebbe bello salutare la sua terra d’adozione con un gradito regalo.

Descrizione

Il sorriso è il suo biglietto da visita ma l’infanzia e il trasferimento nel Vecchio Continente gli hanno insegnato ben presto che una delle carte vincenti del calcio di primo livello è la disponibilità al sacrificio. Negli anni del Salitas, il suo scopritore, Bureima Maiga, racconta che si svegliasse quasi tutti i giorni alle 5 del mattino per allenarsi prima degli altri, piantando sull’erba delle sagome per provare i dribbling. Giovanotto con le idee chiare e umile (“Quando scendo in campo, ho l’obiettivo ben fisso in mente e dinanzi a qualsiasi difesa il mio compito è segnare”, ha dichiarato di recente al sito della CAF), Hassane Bandé si è inserito bene nella famiglia belga che lo ha “adottato” (ha perso il padre naturale e in Burkina Faso è cresciuto con la madre e il fratello maggiore) e nel gruppo del Mechelen, che ha apprezzato i suoi modi pacati, rimasti intatti dal periodo in cui è stato in prova (aprile 2017) e si è guadagnato la titolarità con il Malinwa. Nel tempo libero guarda i filmati dei grandi centravanti, da Benzema a Ronaldo il Fenomeno, tanto da regalarsi con i primi soldi guadagnati un abbonamento per navigare in rete con il cellulare.

Ruolo

Esterno d'attacco, seconda punta

Pro e contro

PIÙ.  Rapidità, dribbling, senso del gol

MENO.  Inesperienza, precipitosità negli ultimi 20 metri di campo

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