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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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HIRVING LOZANO

Di Aniello Luciano - 2 maggio 2015
CF Pachuca
Caratteristiche tecniche

Offensive. Destro naturale, Lozano può giocare indistintamente su entrambe le fasce, sempre preservando le proprie caratteristiche di base, quali il cambio di passo, il controllo di palla in corsa e la facilità di calcio, sia per crossare che concludere a rete. È una tipica ala dal baricentro basso, che crea la superiorità numerica puntando l’avversario, quindi insistendo sulla forza delle proprie gambe più che nel dai e vai con il compagno, una situazione che a volte risulta per lui ancora una zavorra nel percorso di maturazione globale.

Difensive. Non sempre riesce ad essere lucido e concentrato per assicurare una tenuta tattica positiva, ma continua a lavorare in questo senso in vista di un possibile trasferimento in Europa. Paga la mancanza di centrimetri nel gioco aereo.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Dalle parti di Pachuca e dintorni lo chiamano Chuky, che per corrispondenza fonetica ricorda un sanguinario personaggio creato dallo sceneggiatore americano Don Mancini. Hirving Lozano, però, per quanto ancora giovincello, non gioca più con i bambolotti, animati da una maledizione voodoo o meno, pur conservando sotto porta un istinto da serial killer.
Il modus operandi è fra i più semplici e abusati su di un campo di calcio: atteggiamento sonnacchioso e di colpo uno scatto che lascia secchi. Considerate le premesse, pare logico che in un campionato contro i pari età l’esterno messicano facesse la voce grossa, lustrando carattere e cambio di passo da calciatore consumato. Solo Haiti è stata risparmiata dai suoi colpi perché, in diffida, se ne stato zitto zitto in panchina, evitando la beffa di saltare la finale contro il sorprendente Panamá di Ismael Diaz. Finale in cui il numero 8 della piccola Tri si è confermato un crack, pronto, insieme al già citato puntero panamense, ad attraversare l’Atlantico a stretto giro di posta. Del resto la promessa dei Tuzos è un ragazzo nato per andare di corsa. Gol vittoria, dedicato a moglie e figlia, all’esordio in prima squadra con il mitico stadio Azteca a far da cornice. Doppietta e poker d’assist al taglio di nastro della Concacaf U20 dello scorso gennaio, salutata con una medaglia d’oro al collo e il premio di Golden Boot in tasca. Rete e passaggio decisivo in gara uno nella Champions centro-nordamericana.
Rischio fuoripista imminente? Macché. Una volta messi gli scarpini da gara nel borsone, Hirving mette in folle il cervello, riflette, si tramuta in una spugna atta a sottrarre più consigli possibili da mister Meza, il suo mentore. Ascolta, impara, suda, prova ad eseguire. Sinistra o destra non importa. Lui prende palla e punta l’area con lo stesso sorriso di quando a undici anni si nascondeva sotto i letti dei compagni di squadra per spaventarli (da qui il buffo soprannome, nda). Anche oggi che sulla panchina del Pachuca siede l’uruguaiano Diego Alonso e i risultati nel torneo Clausura tardano ad arrivare. Perché la vita a volte ti impone di rallentare un attimo. Nulla che possa far trasparire paura ed incertezza negli occhi del gringo di Hidalgo, proiettati sempre in avanti, verso il futuro. “Il tempo di Dio è preciso”, continuava a ripetere Meza. E c’è da credergli.

Descrizione

Solo vent’anni ma già abbastanza maturo, anche grazie al ruolo di padre, rivestito per la prima volta nel 2014. Un’esperienza che ha aiutato il messicano a correggere alcuni difetti di gioventù che in passato hanno portato gli allenatori, vedi Hans Westerhoff con l’U17 del Pachuca, ad azioni punitive nei suoi confronti.

Ruolo

Ala

Pro e contro

PIÙ: carisma, cambio di passo, dribbling, controllo palla, feeling con la porta

MENO: discontinuità all’interno dei novanta minuti, fase passiva

LOZANO1 LOZANO2 LOZANO3

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