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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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LOVRO MAJER

Di Aniello Luciano - 30 novembre 2017
NK Lokomotiva
Caratteristiche tecniche

Offensive. Per sua stessa ammissione si considera un trequartista, una mezzapunta abile nel servire il centravanti e concludere a sua volta. A collegare ruoli e reparti, difatti, ci pensa una tecnica fuori dall’ordinario, specie nello stretto, affinata, con tanto di vittorie e trofei, in un imprecisato numero di tornei di calcetto, una grande passione di Lovro Majer, fra cui quello di Jelenovac e Kutija Šibica, molto seguiti e sentiti in Croazia. Sinistro naturale, il nativo di Zagabria ha come obiettivo primario quello di creare gioco, guadagnandosi spazio e palla, con intelligenza, spostandosi di continuo, pure scalando in posizione di mezzala o di regista arretrato. Ha una capacità innata di utilizzare il corpo, bilanciato, lesto nel percepire la presenza dell’avversario e nello scaricare per il compagno meglio posizionato. Sa dettare i tempi di squadra, variando il ritmo a sua scelta, forse con qualche preziosismo di troppo in occasioni dove sarebbe richiesta una manovra più diretta. Il calcio è pulito e utile sui piazzati e pure la progressione palla al piede è interessante, sebbene non energica.

Difensive. Nonostante la posizione in campo e il fisico non propriamente da corazziere, per buona parte della passata stagione, Majer ha occupato le prime posizioni nella classifica dei recuperi della 1.HNL. Sintomo di applicazione, predisposizione al fondamentale e, ovviamente, di grande intelligenza. Non gli si può richiedere di contrastare a tutto campo, né di primeggiare nel gioco aereo (lo stacco è uno degli aspetti su cui migliorare), ma la fame di successo lo porta a dare il massimo anche situazioni di gioco in cui parte svantaggiato, ad aggredire il rivale che gli ha appena sottratto palla, battendolo sul tempo, con finte e affondi rapidi.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Dalle rinunce possono nascere delle grandi sorprese. Nel 2010, a soli dodici anni, Lovro Majer si trova già di fronte a un bivio enorme: lasciare o meno la Dinamo Zagabria, un sogno per qualsiasi giovane ragazzo della capitale croata che si avvicini al calcio. Sebbene i numeri e il talento siano dalla sua parte (numerosi i gol e i premi individuali conquistati nelle categorie di base), le strade fra i Modri e il ragazzino cresciuto nell’NK Kustošija, club dell’omonimo quartiere della capitale, e nella Nogometna Akademija Šuker, la scuola calcio fondata dall’ex attaccante della Croazia, si dividono. Secondo alcuni le ragioni di questa scelta sono la naturale conseguenza delle continue incomprensioni fra la dirigenza e il padre dell’adolescente, per altri una precisa scelta societaria, legata al fisico, non proprio filiforme, di Lovro. Fatto sta che Majer passa al Dubrava e con gli Stari Limači (l’equivalente degli “Esordienti”), al primo colpo, chiude il campionato davanti alla sua vecchia squadra, formando con Josip Brekalo e Vinko Soldo un trio delle meraviglie. Due anni dopo, probabilmente sempre per disaccordi con il club, un altro trasferimento, al Trnje. Ad allenarlo Goran Trbović, ambizioso e scrupoloso, che da tempo lavora con un gruppo valido di atleti, formato pescando fra i ragazzi scartati dalle accademie più importanti del Paese. E i risultati non tardano ad arrivare. Due secondi posti, dietro all’onnipresente Dinamo, eliminata a sorpresa (i blu vennero poi ripescati per una rinuncia di un club, nda) nelle qualificazioni nazionali alla Nike Cup 2013. 1-0 in finale, terzo successo in altrettante gare, senza subire reti. Majer, accolto dai compagni come il loro Messi, è assoluto protagonista e, insieme a qualche compagno (Silvio Malkoč, Matija Gašparić), finisce nelle mire di Hajduk ed Everton. Altro giro, altra scelta, apparentemente, inusuale: il Lokomotiva, compagine satellite della Dinamo, per seguire il tecnico Trbović. Non si tratta, però, di un ritorno ma di un modo per dare continuità al proprio percorso di crescita, senza forzature. Con i Lokosi fa apprendistato (gioca spesso e volentieri sotto età nelle giovanili) e si guadagna finalmente la Nazionale, con l’amarezza dell’esclusione, causa infortunio, dalla Coppa del Mondo U17 del 2015, dove la ricca generazione dei ’98 (Brekalo, Moro, Lovren, solo per citare qualche nome) si ferma ai quarti di fronte al Mali. Delusione parzialmente mitigata dall’esordio in prima squadra, avvenuto nel primo turno di qualificazione all’Europa League 2016/17, contro gli andorrani del Santa Coloma. La svolta vera arriva nel settembre 2016. Il Lokomotiva è sotto 2-0 all’intervallo sul campo dello Slaven Belupo e per Tomislav Ivković è giunto il momento di dare una chance al piccolo zagabrese. In 45’ Majer accorcia le distanze (tiro chirurgico da fuori dopo aver dribblato due avversari) e fornisce i due assist che ribaltano la partita. Da lì in poi, complice anche il trasferimento in estate di Ivan Fiolić, guadagnarsi spazio diventa più semplice. Un mese dopo porta i suoi ai quarti di Coppa di Croazia, sempre in rimonta (1-2 all’NK Vinogradar), sempre con una conclusione forte e precisa dalla distanza. È un continuo crescendo, tanto che chiuderà la stagione con 11 assist (nessuno come lui in campionato) e con l’assegnazione del premio come miglior giovane della 1.HNL. Oggi, a 19 anni, è già un leader, che ha saggiato la Nazionale, dall’U19 (1 gol e 2 assist in 180’ giocati) fino a quella maggiore, vestita per pochissimi istanti in un’amichevole contro il Messico lo scorso maggio. Ora tocca fare il salto ma Lovro resta con i piedi per terra. Molti vedono di buon occhio un ritorno alla Dinamo, ma lui, che qualche anno fa aveva superato un provino al Chelsea, glissa; Celtic, Sampdoria, Atlético Madrid, Siviglia e un paio di club francesi sono pronti a cogliere l’occasione.

Descrizione

Ragazzo umile, poco espansivo ma sicuro delle proprie qualità, tanto da non sentire il peso della pressione e da ritenersi pronto per un’esperienza all’estero, con Liga spagnola e Serie A fra i campionati ritenuti più adatti alle sue caratteristiche. Da piccolo ha seguito spesso la Dinamo Zagabria allo stadio ma ama guardare le partite di Barcellona e Arsenal e avere Modrić come punto di riferimento (“Il migliore calciatore croato della storia”, il suo parere schietto). Sempre concentrato sul lavoro, Majer, in una recente intervista, ha sostenuto che il talento non è nulla senza la voglia di migliorarsi quotidianamente. A tal ragione ritiene fondamentale l’impostazione avuta nel suo processo formativo, in gran parte trascorso lontano dalle grandi realtà nazionali. Per quanto educato, non ama perdere e non lo nasconde. Durante una trasferta a Ravna Gora, ai tempi del Trnje, pagò un compagno di squadra (10 kune, ovvero poco più di un euro), reo di averlo battuto ai videogiochi, purché abbandonasse la sua stanza.

Ruolo

Trequartista, mezzapunta

Pro e contro

PIÙ. Visione di gioco, freddezza, ultimo passaggio

MENO. Utilizzo del piede destro, continuità, qualche infortunio di troppo

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