Testata giornalistica online

Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • BIOGRAFIA
  • GALLERIA

MATHEUS FERNANDES

Di Aniello Luciano - 14 novembre 2017
Botafogo
Caratteristiche tecniche

Offensive. Buona struttura fisica e rapidità, Matheus Fernandes ha il pregio di saper abbinare le proprie caratteristiche atletiche e mentali alle varie situazioni di gioco. Fin dai primi passi con il Botafogo ha saputo esprimersi sotto vari aspetti, sia come centrocampista di contenimento che offensivo (in un’intervista ha scherzosamente raccontato come Luis Henrique, attaccante oggi alla Feirense nella Liga NOS portoghese, abbia raggiunto il professionismo grazie ai suoi assist) o principale marcatore (nella Copinha 2016 mise lo zampino nella metà delle partite disputate dal Fogão). Con l’approdo al calcio professionistico ha accorciato il proprio raggio d’azione, mantenendo quell’abilità nella salita palla al piede, con decise accelerate, anche in spazi stretti. In proiezione offensiva ha mostrato un buon repertorio di colpi, fra giocate di prima, triangolazioni e passaggi filtranti. Ancora a secco con la squadra A, a livello giovanile ha dato dimostrazione di come sia in grado di colpire sia sui calci piazzati, inserendosi da dietro, che con le conclusioni dalla distanza.

Difensive. Avvicinato al calcio da papà Reinaldo, attento a dare al giovane consigli sul posizionamento del corpo e in campo, ha sfruttato i primissimi allenamenti per fondare il suo gioco su un mix di stabilità e tecnica. È lo stesso Coquinho, come lo chiamano i compagni del Botafogo, a raccontare come, in condizioni economiche non ottimali, avesse migliorato il suo controllo palla dribblando dei mattoni in un giardino vicino alla sua casa d’infanzia. Oggi lavora molto sul togliere fin da subito respiro all’avversario, senza per forza ricorrere al pressing asfissiante: posizionamento e leve lunghe che gli consentono di giocare d’anticipo sulle palle sporche e di accorciare le distanze in tempi brevi. Favorito da una buona altezza, protegge bene la palla ma il primo pensiero, una volta recuperata la sfera (in questo fondamentale è fra i migliori del campionato), è sempre quello dello scarico verso il compagno meglio posizionato. In fase di possesso basso, si propone spesso e volentieri per smistare palla, alleggerendo la pressione o coprendo la salita dei difensori.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Il legame con il futebol è qualcosa di sanguigno, una passione che si trasmette di generazione in generazione. Per Matheus Fernandes Siqueira, rivelazione del Botafogo di Jair Ventura, il calcio è diventato con gli anni quasi una questione di principio, sentendosi (immotivatamente) la causa per cui suo padre aveva rinunciato anzitempo alla palla e agli scarpini. Nel 1998, José Reinaldo aveva militato già nelle giovanili dell’America RJ e dell’Esporte Clube Noroeste, quando, a un passo dal professionismo, ricevette una telefonata: la compagna Roseli aveva dato alla luce il primogenito della coppia. Precedenza alla famiglia, insomma, ma senza dimenticare il corredo genetico. Per questo il neo genitore abitua ben presto il pargolo alla pratica dell’amato sport, palleggiando in un campo vicino casa, a Itaboraí, non lontano da Rio de Janeiro. Si narra che fosse così bello vederli insieme che ben presto si aggiunsero altri fanciulli della zona, fino a dar vita, grazie all’aiuto delle istituzioni locali, a una vera e propria scuola calcio, inclusa una squadra femminile. L’abilità di Matheus Fernandes, però, era così evidente che quel campetto improvvisato doveva per forza di cose andargli progressivamente stretto. Eppure crescere lontano dai confini familiari non è semplice e la strada si fa subito impervia. Va male all’Itaboraí Profute, dove arriva a 8 anni, alla Fluminense e al Nova Iguaçu, ma quando sta per rassegnarsi a seguire le orme paterne un’altra telefonata segna la svolta: un amico gli segnala che al Bangu cercano un volante. Le relazioni sul suo conto sono benauguranti ma il rapporto con il club alvirrubro dura soltanto 3 gare. Nessuna bocciatura questa volta, perché quei pochi minuti giocati con i biancorossi gli valgono un provino con il Botafogo. Qui inizia una nuova vita per un tredicenne sveglio, determinato a diventare un calciatore professionista e consentire ai genitori di trasferirsi in un posto meno pericoloso di Itaboraí. L’impatto con la nuova realtà è positivo. Nel 2012 con la Sub-15 di Maurício Souza, un tecnico che ritroverà alla Sub-20, lascia una buona impressione al Mundialito, segnando pure un gol al River Plate, prima di arrendersi in finale al Venezuela di Yangel Herrera. Ma è un biennio più tardi che si intravvedono i primi, significativi, progressi con la prima convocazione in Nazionale, scelto dal CT Caio Zinardi per accompagnare la Seleção U17 in alcuni tornei amichevoli in Europa, e il raggiungimento della finale di Copa do Brasil, sconfitto dal Vitória. Ci vogliono altri due anni ancora per la completa maturazione e per superare lo scotto di essere stato tagliato, causa infortunio, dalla lista dei partecipanti alla Coppa del Mondo U17 2015. Nel 2016 vince il Campionato Carioca Sub-20, la Taça Guanabara, viene più volte aggregato alla Nazionale di categoria (la prima a settembre, unico del Botafogo), e, finalmente, si aggrega alla prima squadra, per volontà di Ricardo Gomes. Un apprendistato lento, per consentire al classe ’98 di poter sbagliare senza sentire il peso delle aspettative. Per questo l’esordio arriva soltanto l’anno seguente, in una gara del Campionato Carioca, quattro giorni prima di testare da vicino il fascino della Copa Libertadores (un quarto d’ora contro il Colo Colo, nel febbraio 2017). “Gioca come se fossi con i tuoi coetanei e andrà bene”, gli suggerisce il tecnico Jair Ventura e Matheus Fernandes prende alla lettera il consiglio, guadagnandosi sempre più spazio nel Brasileirão 2017. Il Barcellona lo ha fatto seguire in più di un’occasione, ragione per cui il Botafogo si è affrettato a blindarlo con una cospicua clausola rescissoria. Sarà sufficiente per impedirgli l’approdo in Europa?

Descrizione

Con la sua storia, Matheus Fernandes non poteva che essere estremamente legato agli affetti familiari, tanto da annoverare i propri genitori fra gli esempi principali della sua giovane esistenza. In campo, invece, il modello da seguire prescelto è quel Luiz Gustavo da cui il ragazzo prova a rubare qualche segreto, dal modo di coprire il campo alla mentalità vincente. Non per altro il libro preferito dal centrocampista del Fogão è la biografia di Bernardinho, il commissario tecnico più titolato della storia del volley. Oltre alla lettura, ama impiegare il proprio tempo libero come la maggior parte dei coetanei: fare lunghe passeggiate (gli piacerebbe, dovesse andar male con il calcio, lavorare nel settore ambientale), trascorrere qualche ora con i videogiochi, ascoltare musica e guardare film.

Ruolo

Centrocampista

Pro e contro

PIÙ Determinazione, equilibrio tattico, anticipo

MENO Freddezza e scelte negli ultimi 16 metri, muscolatura

Send this to a friend