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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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NICOLÁS CASTILLO

Di Aniello Luciano - 31 agosto 2015
Club Brugge
Caratteristiche tecniche

Offensive. Attaccante che vive per il contatto fisico ma non obbligato per forza a respirare l’area avversaria, restando di base un ‘’9’’ mobile, predisposto anche al dialogo con i compagni. Ovviamente sempre pronto a raccoglierne i suggerimenti, sia scattando in profondità, sia staccando come il più classico degli arieti, in una delle sue specialità. Talvolta si propone pure come uomo da ultimo passaggio, anche se in Belgio ha curato meno questo particolare aspetto. Lo stesso dicasi dei calci da fermo, altro marchio del Castillo pre-sbarco in Europa.

Difensive. Grande lottatore, non si risparmia nel recupero palla, anche se qualche volta eccede negli interventi. Si fa rispettare nel gioco aereo in occasione dei piazzati indirizzati verso la propria area.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

– Llámame El Zlatan –
Inizia tutto da lì, da una richiesta scherzosa ma fino ad un certo punto.
Nicolás ha da poco spento quattro candeline e il calcio è già la sua vita: il pomeriggio in strada con i ragazzi del barrio, molti dei quali più grandi di lui, la sera in tv a guardare i campioni veri. Ha un debole per il calcio argentino ma soprattutto per uno spilungone che risponde al nome di Ibrahimovic.
Dello svedese apprezza la sfrontatezza e le acrobazie, che cerca di riprodurre pedissequamente sull’asfalto della población Huamachuco 1, periferia nord di Santiago del Cile, sotto lo sguardo attento di Diego, il primogenito di casa Castillo.
Sarà proprio lui ad avvicinarlo all’Universidad Católica, una delle tre regine del futbol rojo.
Più che una maglia, una seconda pelle, visto che con i Los Cruzados Nico, così come invece lo chiamano in famiglia, ci resta per ben quattordici anni, scandendo il tempo sempre a suon di gol. Tappa importante della carriera la conquista del campionato U17 cileno, con tanto di premio come miglior prodotto della cantera dell’UC e conseguente chiamata in prima squadra per volere di Marco Antonio Figueroa (San Felipe, 1962), all’epoca tecnico dei bianco-blu amati dai Los Rencatólica, una fazione della tifoseria del Católica della quale era membro Omar Mora, nonno materno di Castillo, scomparso poco dopo l’ingresso di Nicolás con quella che è rimasta la sua squadra del cuore (per questo motivo punta gli indici al cielo dopo ogni segnatura, nda).
Esordisce con la maglia dei crociati nel 2010, durante un incontro di Copa Chile, ma è poco dopo che la sua vita prende la traiettoria decisiva: primo contratto ‘’vero’’, zampino nella rincorsa alla Copa Sudamericana 2012, stoppata in semifinale dal São Paulo (suo l’unico gol siglato dal club di Santiago del Cile), vice-capocannoniere del Campeonato Sudamericano Sub-20 2013 (finirà pure nella Top 11 del torneo) ed ottimo mondiale con La Rojita, chiuso con quattro reti e un’amara eliminazione ai quarti (4-3 ai supplementari, avversario il Ghana di Baba Rahman (Tamale, 1994)).
Delusione smaltita in un lampo grazie alla tanta desiderata chiamata dal Vecchio Continente.
Dall’altro capo della cornetta rispondono i belgi del Club Brugge: è il momento per El Zlatan di passare allo step successivo.
L’avventura in Jupiler Pro League alterna momenti scoppiettanti ad altri meno luminosi, nei quali Nico dimostra di non aver perso il “vizietto”, sia sotto porta (13 firme in 39 presenze), sia di ligitare la testa, ancora troppo resistente dinanzi ai dettami tattici e alla possibilità di sperimentare movimenti che non sono nelle sue corde, al fine di completarsi.
Su quest’ultimo tasto Preud’homme (Ougrée, 1959), guida dei Blauw en Zwart, batte e ribatte finché arriva al punto di suggerirne un momentaneo trasferimento durante il mercato di riparazione, complice anche la crescita esponenziale di Obbi Oulare (Waregem, 1996).
Castillo accetta l’offerta del Mainz. E Bundesliga sia.
– Ho fatto un passo avanti nella mia carriera – dirà nel giorno della presentazione.
Purtroppo per lui succederà l’esatto contrario. Rottura parziale del legamento collaterale laterale e tanti saluti Germania. A Giugno 2015 fa ritorno al Club Brugge: 27’ in campo e tanto dolore. Ora però ha l’occasione per cancellare la macchia, confrontarsi con il tanto apprezzato campionato italiano e, perché no, correre sotto la curva del Frosinone urlando – Llámame El Zlatan.

Descrizione

Con l’andare delle stagioni ha attenuato lo spirito ribelle del periodo alla Casa Cruzada, la struttura dove alloggiano i juveniles, durante il quale ha dato più di un grattacapo a Rodrigo Astudillo, il responsabile della formazione. Oggi conserva ancora un briciolo di quell’elettricità di gioventù ma la voglia di raggiungere uno dei suoi sogni – giocare in Spagna o in Italia (non a caso il legame con Ibrahimovic sussiste) – lo ha reso più ligio alle regole e alle responsabilità di un calciatore professionista.

Ruolo

Prima punta

Pro e contro

PIÙ Potenza, fiuto per il gol, elevazione, tecnica individuale, temperamento
MENO Mancanza di disciplina

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