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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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NORDI MUKIELE

Di Aniello Luciano - 30 dicembre 2017
Montpellier
Caratteristiche tecniche

Offensive. “In gioventù ho giocato in varie posizioni ma mai in attacco”. La confessione di Nordi Mukiele è sincera e sintetizza benissimo lo scarso feeling fra il ventenne francese e lo specchio della porta (due reti in carriera, entrambe in Ligue 2, ma assai pregevoli). Con tempi di inserimento rivedibili sui calci piazzati, il difensore del Montpellier sconfina nel campo avversario soprattutto per “strappare” sulla fascia, quella sì una delle sue qualità migliori. Leve lunghe e buona protezione della sfera gli consentono di lanciarsi con personalità nell’uno contro uno, tutti giocati sul fisico e la progressione, spesso vinti conquistando il fondo per il cross o puntando l’area, con poca fortuna (solo uno l’assist in stagione e piuttosto involontario). Non è elegante ma sa dosare le giocate, rallentare il passo e smistare, pur non essendo provvisto di un assortimento di colpi tale da donargli imprevedibilità.

Difensive. Sia che giochi terzino destro o centrale, Mukiele confida molto nella forza. Non teme i duelli aerei e l’attaccante che lo punta o che lavora da centroboa perché negli anni ha saputo curare i suoi muscoli, rinforzarli e renderli elastici. E probabilmente, anche per questa sicurezza di fondo, si prende qualche pausa non richiesta, qualche calo di concentrazione, che lo portano a posizionarsi male in campo o col corpo, per ricevere palla o affrontare l’avversario. Dei difetti che sta cercando di limare seguendo i consigli del proprio allenatore, Michel Der Zakarian, un maestro nella fase di contenimento (il Montpellier ha chiuso il 2017 con la miglior difesa del campionato). A volte è troppo precipitoso, perde facilmente palla e sull’esterno ha il vizio di restare alto con la linea, ma lascia comunque intendere di avere ancora margini di miglioramento nelle due fasi.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Il percorso è quello dei più battuti: un padre, fra l’altro un ex calciatore dilettante, che ti indottrina e un’infanzia trascorsa in un Paese che non è quello d’origine, nella periferia di una grande città. Nordi Mukiele, sangue congolese nelle vene, nasce nel giorno dell’Ognissanti del 1997 a Montreuil, comune a due passi da Parigi che fu sede degli studi cinematografici di Georges Méliès. E simile a un film è anche il percorso che ha portato il ragazzo dalla strada alla Ligue 1. Tutto ha inizio nel ventunesimo arrondissement de “la Ville Lumière”, il campo, spesso reso pesante dalle piogge, condiviso con gli amici di scuola, gli zainetti usati come pali di una porta che Nordi è stato portato a difendere piuttosto che a bucare. Le prova un po’ tutte ma, rispetto a tanti suoi compagni, fare il centravanti non l’affascina. È un “6”, uno schermo protettivo davanti alla difesa, che si fa apprezzare dal PSG quando milita nel Paris FC, il club della capitale che ha abbracciato sul finire dell’età prescolare, sulle orme di altri giovani talenti (Fofana dell’Udinese o l’ex Genoa Ntcham) poi divenuti professionisti. L’accordo con Les Parisiens salta e, nonostante il forte interesse del Porto, si accasa al Laval, formazione che nel 2013 milita nello Championnat National, il terzo livello del calcio francese. Meglio seguire la politica dei piccoli passi voluta dalla sua famiglia, abbandonata per la prima volta ma comunque vicina e sempre di supporto. Scelta saggia perché con gli arancioni, il cui centro di formazione è abilmente diretto da Stéphane Moreau, Mukiele ha tutto il tempo di crescere, come giocatore e uomo, senza grosse pressioni. Nel giro di un anno lascia l’U17 e si aggrega all’U19 allenata da Jean-Fabien Peslier, con cui arriva fino alla semifinale di Coupe Gambardella, la massima competizione francese per U-18, persa ai rigori contro l’Auxerre (1-1 al 90’ con gol dei Les Tangos firmato da Guirassy, oggi punta del Colonia), che, volontà del caso, sarà la rivale nel giorno dell’esordio con la prima squadra, nel novembre 2014 in Ligue 2. Consapevole che gli alti e bassi sono naturali in un processo di formazione, il tecnico Denis Zanko si accorge ben presto di avere fra le mani un atleta dal grande potenziale e ne cura da vicino i progressi, utilizzando sia il bastone che la carota e dandogli piena fiducia. Non è un caso che, in un delicato ottavo di finale di Coupe de la Ligue contro il Lille di Sidibé e Boufal, scelga proprio lui per sostituire il mediano titolare squalificato. Il Laval esce sconfitto dal Pierre-Mauroy ma a testa alta, anche grazie alla concentrazione e al sacrificio di un ragazzo che solo venti giorni prima del match era diventato maggiorenne. È la conferma che nei pro può starci, così come in Nazionale: Ludovic Batelli lo chiama con l’U18 (secondo posto nella Suwon JS Cup 2015) e l’U19, anche se solo per incontri amichevoli. Nella stagione 2016/17 viene promosso titolare: a gennaio le presenze sono 17, mai sostituito, con l’aggiunta di un assist. Anche se desidera restare fino a giugno nel club della Mayenne per contribuire alla salvezza, il richiamo della Ligue 1 è troppo forte e non può dire no al Montpellier che ha scommesso su di lui per il mercato di riparazione. Purtroppo l’annata non è delle migliori per l’MHSC (sconfitto 11 volte su 16 con lui in campo) e il ragazzo di Montreuil ne risente in maniera particolare, con un rendimento abbastanza altalenante. Niente di preoccupante perché, dopo l’ennesimo cambio di allenatore, il 2017/18 inizia nel migliore dei modi e Nordi, che in estate ha analizzato con scrupolo le proprie prestazioni passate, si rimbocca le maniche e non spreca una sola occasione, crescendo soprattutto negli intercetti e nel recupero palla, la cui media a partita (2,67 secondo i report di Opta) è quasi il doppio di quella per il suo ruolo in campionato. Dati che hanno attirato l’attenzione dei grandi club europei: si vocifera che Pep Guardiola in persona abbia chiesto referenze sul suo conto. Suggestioni, magari, ma la sensazione è che come in due anni è passato dalla terza serie alla massima divisione francese, così il biennio a Montpellier sta per donare un altro difensore da grandi piazze.

Descrizione

Volenteroso e passionale, Nordi Mukiele ha imparato a ragionare per obiettivi, avendo sì dei modelli (Sergio Ramos) ma lavorando su di sé, a partire dal proprio fisico, sul come preservarlo e gestirlo anche in gara. Limitarsi è, pertanto, diventato quasi un imperativo, doveroso per uno abituato a dare tutto in campo. Del resto l’esuberanza è ciò che lo contraddistingue anche nel Montpellier, nel quale è uno dei più simpatici e volto a fare gruppo. Forte è il legame con la sua terra, che sia natia o adottiva. Per questo non ha dimenticato di essere, secondo di quattro figli, un frutto dell’Africa Nera, protestando per la schiavitù in Libia e facendo volontariato nei ritagli di tempo libero.

Ruolo

Terzino destro, difensore centrale

Pro e contro

PIÙ. Forza fisica, progressione, duttilità

MENO. Concentrazione, esuberanza

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