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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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OĞULCAN ÇAĞLAYAN

Di Bruno Bottaro - 25 settembre 2015
Rizespor
Caratteristiche tecniche

Offensive. Duttile, può occupare tutte le posizioni offensive del 4-2-3-1 utilizzato dalla maggior parte dei club turchi ed europei. Oğulcan Çağlayan è però partito dal doble pivote, il che non fa altro che aumentare il fascino del suo potenziale, non ancora perfettamente delineato. È però in attacco che il ragazzo di Ankara ha mostrato le doti più convincenti: interprete perfetto per il calcio di rimessa anatolico, Oğulcan Çağlayan ha un controllo di palla a seguire che gli consente di ripartire a grandi velocità in contropiede, nonostante l’altezza.
Le doti di finalizzazione sono il suo tallone d’achille, così come il colpo di testa: ad un giocatore di 1,88 non si può non chiedere un miglioramento nello stacco aereo.

Difensive. L’incontro con Okan Buruk ha portato tanta concretezza alla spensieratezza tattica del giovane talento. Oğulcan Çağlayan ha imparato a difendere con la squadra, tornando ad aiutare i compagni.
Per occupare le posizioni sulla trequarti nel calcio moderno, d’altronde, è quasi obbligatoria una certa dose di sacrificio.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Nascere ad Ankara non è come nascere in qualsiasi altro posto in Turchia. La capitale vive un momento storico tutto suo, intriso di commistioni tra calcio e politica e continue spinte tra innovazione e tradizione. Come quella ottomana, ufficialmente crollata poco meno di un secolo fa ma ancora viva nell’immaginario fervido del potentissimo sindaco Melih Gokçek.
E’ lui il padrone dell’Ankaraspor, club che verrà osteggiato dai tifosi della capitale per tutta la sua esistenza, effimera e controversa, terminata nel 2014. Ora la società si chiama Osmanlispor, richiamo palese alle origini ottomane della Turchia odierna. Tutto questo si affaccia al classe ’96 Oğulcan Çağlayan, nel momento in cui viene tesserato dal settore giovanile del club più odiato della città. Il piccolo Oğulcan mostra ottime qualità a centrocampo: sa fare davvero quasi tutto, ha un potenziale tutto da scoprire. O meglio, già scoperto: perché gli scout migliori della nazione sono già su di lui fin dalla più tenera età. Ovviamente, chi se non il Bursaspor: da ragazzo Oğulcan lascia così la famiglia, pronto ad iniziare un’avventura lì dove ogni giovane talento della Mezzaluna sogna di crescere.
A Bursa, però, le cose non vanno per il meglio. Oğulcan Çağlayan si mette in evidenza, come il suo talento giustamente pretende ed ottiene, ma nel vivaio dei Coccodrilli c’è un giovane classe ’97 che sovrasta tutti. Stiamo parlando di Enes Unal, che manterrà le promesse e finirà al Manchester City. Al Bursaspor c’è troppa concorrenza, e con un gesto quasi sfrontato Oğulcan chiede la cessione. Dal vivaio migliore della Turchia: personalità a mille, non c’è dubbio. La dirigenza del Bursaspor lascia partire il giovane classe ’96 senza troppi rimpianti: scartato così, Oğulcan riparte dal sud-est del paese. Da Gaziantep, città del baklava e delle contaminazioni con la Siria, terra che già aveva iniziato a ribollire di odio in quegli anni.
È il 2014, Oğulcan Çağlayan ha 18 anni ed è tra le fila dei falchi rossoneri da una stagione, con tanto di esordio in Super Lig. È in quel momento che la sua carriera svolta di colpo, poco più di 12 mesi fa.
Nell’estate il Gaziantepspor va in ritiro in Austria, contro i programmi originali che volevano il club tornare sulle rive del Lago di Garda. Il mio rimpianto personale di non vedere una squadra turca in Italia è una storia che fa da sfondo ad un incontro speciale, relativamente intenso e molto proficuo per quel talento nato ad Ankara. Oğulcan Çağlayan conosce così il suo nuovo allenatore, tra le montagne del Tirolo austriaco. Stiamo parlando di Buruk, quell’Okan conosciuto con la maglia dell’Inter nel campionato italiano. Okan Buruk ora allena ed è considerato uno dei tecnici emergenti della scuola turca, ma le cose non stavano affatto così nell’estate del 2014. Reduce da una retrocessione a Elazig, Buruk decide di ripartire da una piazza difficile e con pochissime disponibilità economiche come Gaziantep. È in discussione, ha a disposizione una rosa forse mediocre e poco adatta a sostenere una stagione di livello. Okan Buruk conosce Oğulcan Çağlayan e ne resta completamente stregato. I sei mesi successivi vedranno il ’96 di Ankara schierato titolare fisso, in tutte le posizioni dell’attacco.
È lì che emergono le qualità del ragazzo, appena maggiorenne ma già sfrontato sul campo. Mostra una duttilità tattica impressionante, Oğulcan Çağlayan: schierato sulla trequarti da Buruk, è il perfetto jolly offensivo di cui il Gaziantepspor ha bisogno. La salvezza è un gioco da ragazzi, a gennaio non ci sono già più pressioni per i falchi del sud-est turco.
Lì qualcosa si rompe. Il Gaziantep riceve un’offerta di 1 milione, sembra tentennare di fronte alla prospettiva di monetizzare. E lo fa, lasciando partire Oğulcan Çağlayan. Direzione, Cappadocia: una tappa difficile della carriera del ragazzo della capitale.
Sempre con la valigia, a gennaio 2015 Çağlayan è un nuovo giocatore del Kayseri Erciyesspor, club che per conquistare la salvezza prende il giovane talento di Ankara e l’ex Real Madrid Royston Drenthe. A Kayseri però tutto va diversamente, rispetto alla disciplina tattica instillata dal maestro Okan Buruk. All’Erciyesspor regna la confusione, con allenatori che vanno e vengono ed un club in netta discesa. La retrocessione è certa già a marzo, Oğulcan Çağlayan gioca a tratti. Ma quando lo fa cambia ancora ruolo: stavolta è prima punta, l’ennesima evoluzione offensiva di un ragazzo che prova a trascinare i compagni in difficoltà. Non ci riuscirà: pochi gol, qualche assist. Il bilancio non è sufficiente, l’Erciyesspor va in 1.Lig.
Oğulcan Çağlayan non si sente di continuare con i draghi blu, è un separato in casa. Gli occhi di qualche osservatore hanno alzato le sue ambizioni. Si parla di Igli Tare, sempre attento ai mercati più low-cost: anche l’Aston Villa prova a portarlo in Inghilterra, ma alla fine la corsa al talento la vince il Kayserispor, club “cugino” rivale del Kayseri Erciyesspor.
Un anno di prestito, poi si vedrà: Oğulcan Çağlayan almeno stavolta resta in Cappadocia, anche se con un’altra maglia. Le premesse non sono perfette: il Kayseri ha Derley e Yakubu come punte, gli spazi sono ridotti. E allora il mancato arrivo di Buruk, accostato al Kayserispor lo scorso giugno, assume i toni di una maledetta occasione persa. Ma gli insegnamenti dell’ex Inter e Lazio possono tornare utili a Oğulcan Çağlayan: duttilità tattica, una tecnica sopraffina ed una personalità schiacciante, è così che il classe ’96 è arrivato in alto.

Descrizione

Lasciare la capitale (e la famiglia) così, per poi scegliere di non sposare il progetto del Bursaspor: le scelte di Oğulcan Çağlayan sono all’insegna di una personalità forte, che non si fa condizionare da nulla. L’adattamento del classe ’96 a tutti gli ambienti turchi è sicuramente un suo punto di forza.

Ruolo

Ala, trequartista o centravanti.

Pro e contro

PIÙ Tecnica di base, duttilità tattica, personalità, velocità, spirito di adattamento

MENO Muscolatura ancora da formare, mancanza di cinismo sotto porta, colpi di testa

og0 og1 og3

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