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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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SOUALIHO MEÏTÉ

Di Aniello Luciano - 5 marzo 2017
Zulte Waregem
Caratteristiche tecniche

Offensive. Stabilitosi in mediana, con compiti perlopiù di interdizione, Meïté ha ridotto il proprio raggio di azione. Ciononostante le qualità balistiche e l’atletismo di base sono rimaste virtù care al giovane franco-ivoriano, quasi un biglietto da visita, se si considera che la sua prima realizzazione in Ligue 2 è un concentrato di tecnica, forza e coraggio: sombrero all’avversario di destro, tiro al volo di sinistro dalla distanza e palla praticamente all’incrocio. La falcata, buona ma non devastante, si associa ad apprezzabili tempi di inserimento e fiuto sui calci da fermo, dove può far prevalere stacco e stazza. Preferisce giocare a pochi tocchi, sa accompagnare l’azione e verticalizzare, pur specchiandosi, a volte più del dovuto, soprattutto nel primo controllo.

Difensive. Mediano sì, ma con eleganza. Potrebbe essere questo il leitmotiv che accompagna Meïté. Non è da tutti, infatti, essere dotati sia di una fisicità fuori dal comune che della destrezza necessaria per liberarsi del pressing e proteggere il possesso palla. Posto come schermo difensivo fa valere i centimetri nel gioco aereo e il corpo per proteggere il difensore in uscita palla, frapporsi fra palla e contendente e nelle chiusure in diagonale. Il limite, semmai, è la troppa confidenza nelle qualità donategli da madre natura, che tende a portarlo fuori giri, abbassando inutilmente i ritmi, a tentare la pulizia del gesto atletico, magari sottovalutando la “cattiveria” dell’avversario, anche quando l’occasione non lo richiederebbe. Può migliorare nelle letture di gioco in fase passiva.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Sulla linea immaginaria che collega il calcio africano e la Francia (a farla brillare di recente ci ha pensato Mbappé del Monaco), cammina da qualche anno Soualiho Meïté, di origini ivoriane ma nativo di Parigi. Nella capitale francese trascorre i primi anni di vita, più precisamente nel tredicesimo arrondissement, a sud-ovest della città. Qui si avvicina al FC Gobelins Paris 13 del presidente Philippe Surmon, una storica scuola calcio attiva nel sociale, e che da un anno (siamo nel 2002, N.d.A.) è affiliata al PSG. Quattro anni più tardi si sposta di qualche chilometro, nella Valle della Marna, al Vincennes C.O., ma è una tappa breve: su di lui hanno messo gli occhi alcuni fra i club più conosciuti del Paese, come il Monaco, il Tolosa e l’Auxerre. Meïté, classe ’94 e oramai tredicenne, sceglie in assoluta libertà quest’ultimo, attirato dalle prospettive di crescita e dalla politica societaria (ad esempio, rientro a casa nel fine settimana e durante le festività) offertagli da Abdel Chouache, a lungo capo scout per il settore giovanile dell’AJA. “Non ci ho nemmeno dovuto pensare molto perché l’Auxerre mi è sempre piaciuto per Mexès e Boumsong”. Difensori, alla fine dei conti. Un ruolo che Meïté ama ricoprire, con le caratteristiche che l’Auxerre ricerca per quel tipo di profilo: fisicità, anticipo e intelligenza di giovane. Quest’ultima dote gli permette di rimbalzare spesso fra il cuore e l’esterno dell’area di rigore di competenza, da centrale difensivo a interditore e viceversa.
Un gioco di posizioni che lo ha accompagnato anche nelle selezioni giovanili dei Blues. Nel 2009, maglia numero 4 sulle spalle, esordisce con l’U19 di Patrick Gonfalone di fronte all’Olanda di Depay, Rekik e Willems, ma è nel biennio successivo che il suo nome balza prepotentemente alle cronache. Dopo aver firmato il suo primo contratto da professionista con l’amico Sébastien Haller, che lo aveva anche all’Europeo U17 (con loro Zouma, Laporte, Benzia e Mendy), arriva il momento di assaporare un po’ di calcio vero. A dare il benestare Alain Fiard, colui che all’epoca dei fatti gestisce l’Auxerre B e fautore di un progetto atto a favorire l’inserimento dei ragazzi in fine età puberale nel Championnat de France amateur de football. Le sue idee non trovano troppo riscontro in società ma Soualiho segna comunque sul calendario due date: il 20 novembre 2011, l’esordio assoluto in Ligue 1, e il 7 agosto 2012, il primo gol, in Coupe de la Ligue. Diverse le avversarie (Valenciennes FC e SC Amiens), diversi i tecnici a impartirgli lezioni (Laurent Fournier e Jean-Guy Wallemme) e due fili conduttori: il solito Fiard, in veste di vice-allenatore della squadra A, e la fiducia in un atleta fantastico nell’abbinare l’intelligenza tattica alla forza fisica.
L’annata in CFA (20 presenze e due reti) gli apre le porte del Lille e così nell’autunno del 2012 si ritrova a cena con François Vitali e Jean-Michel Vandamme, rispettivamente responsabile dell’area reclutamento (nonché scopritore di Eden Hazard) e direttore del centro di formazione del LOSC. Fra un boccone e una chiacchiera il trasferimento si concretizza e nella finestra di mercato invernale successiva raggiunge l’accordo ma non i Les Dogues, rimanendo un anno in prestito all’Auxerre, in Ligue 2. Sebbene goda dell’apprezzamento di Sabri Lamouchi, selezionatore della Costa d’Avorio, la sua preferenza resta la Francia e per l’U19 con la quale disputa qualche amichevole, chiamato a coprire e a ispirare Adrien Rabiot.
Tolte altre due fugaci apparizioni con l’U20 di Ludovic Batelli saranno le sue ultime gioie in maglia blu. Gli va leggermente meglio con quella rossa e bianca del Lille, agli ordini di René Girard, prima, e Frédéric Antonetti, poi, con una brevissima parentesi targata Hervé Renard. Gioca scampoli di partita, e così la giovane età e la concorrenza (difficile entrare in un centrocampo formato da Mavuba, Dalmont e Gueye), nonché una lucidità non da pochi, inducono Meïté a fare un passo indietro e trovare una nuova sistemazione.
“Ero troppo sicuro del mio talento”, dirà a posteriori. Un talento che oggi si gode, probabilmente ancora per poco, lo Zulte Waregem. I belgi in estate hanno vinto la concorrenza dell’SM Caen e fatto l’affare. Molto ha influito la testa. Arrivato in Jupiler Pro League immalinconito e leggermente in sovrappeso, ha seguito l’esempio del compagno di squadra Mbaye Leye, lavorando sulla metodologia di lavoro e sui bioritmi. I risultati si sono visti in campo dove il franco-ivoriano si è imposto come uno dei migliori calciatori della stagione in corso, attirando al Regenboogstadion fior fior di osservatori. Hoffenheim, Everton, Schalke 04 e Liverpool sono sulle sue tracce ma, vuole un aneddoto, ha messo il Manchester United in cima alla sua wishlist. Per Francky Dury, l’allenatore dell’ESSEVEE, ha tutto per sognarlo ma Soualiho, complice l’esperienza di Lille, preferisce restare con i piedi per terra. Giustamente.

Descrizione

Protetto dai genitori e sorretto dall’amore delle quattro sorelle, Soualiho Meïté cresce in tutta tranquillità e con piena coscienza dei propri mezzi. La tranquillità famigliare fa sì che riesca ad avere sempre un approccio positivo, che gli consente di giocare con fiducia anche nei momenti più delicati che hanno caratterizzato la prima parte della sua carriera.
Ha sempre ammesso di non aver trovato difficoltà nell’integrarsi in gruppi diversi e più maturi di lui, cercando di fare esperienza, mettendosi sempre in discussione ma senza mai smettere di divertirsi.

Ruolo

Centrocampista

Pro e contro

PRO. Forza fisica, interdizione, tempi di inserimento

CONTRO. Eccessiva sicurezza nelle giocate

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