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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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SZYMON ŻURKOWSKI

Di Aniello Luciano - 19 marzo 2018
Górnik Zabrze
Caratteristiche tecniche

Offensive. Nel corso degli anni, Szymon Żurkowski ha perso lo smalto negli ultimi 20 metri di campo, diminuendo il suo apporto alla squadra in termini di gol segnati (da luglio 2017 solo 3 marcature, di cui una nella coppa di Polonia) e di inserimenti senza palla, una caratteristiche che lo stesso ragazzo vorrebbe migliorare come il cambio di gioco, meno rapido di quanto richiede oggi giorno questo sport. L’intenzione, nonostante una tecnica di calcio non finissima, resta quella giusta, della giocata di prima e dell’imbucata, utilizzando, in vario modo, entrambi i piedi. Il controllo di palla e la protezione della stessa sono utili per il Górnik Zabrze perché permettono all’undici di Marcin Brosz di ribaltare l’azione facilmente e recuperare il possesso anche in zona offensiva.

Difensive. Due dati balzano subito all’occhio leggendo le statistiche di Szymon Żurkowski: la media dei chilometri percorsi a partita (13) in Ekstraklasa, la migliore del campionato, e la velocità di punta, poco superiore ai 34 km/h, subito dietro a giocatori del calibro di Walcott, Mané o Bale. Grazie a questi numeri e a un buon senso della posizione, gli viene semplice guadagnarsi il controllo della sfera. Se si pianta a terra è dura spostarlo, ugualmente se trova spazio per allungare la gamba e affondare con elasticità il tackle. Non ha paura di fare pressing, nemmeno in solitaria, portato com’è ad abusare delle proprie risorse atletiche, risultando scarsamente lucido in alcuni frangenti e di conseguenza troppo falloso.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

La Polonia, sportivamente parlando, non è conosciuta ai più come patria del baseball eppure la storia di Szymon Żurkowski, centrocampista del Górnik Zabrze, inizia proprio su un diamante. Ultimogenito di una famiglia di sportivi, si lasciò rapire dal fascino del batti e corri, accompagnato da suo fratello Arkadiusz, nota figura nel mondo della pallabase, nei tornei giovanili dell’Alta Slesia. Decise così di provare come lanciatore, militando fino alla categoria junior nel conosciuto club dei Gepardy Żory, con il quale vinse un buon numero di trofei. Benché il talento fosse abbastanza evidente (fu chiamato a rappresentare il proprio Paese nelle qualificazioni agli Europei “cadetti”), non smise mai di nutrire in parallelo la sua passione per il calcio. Con i primi successi con la squadra del MOSiR Jastrzębie-Zdrój, decise di dedicarsi esclusivamente al football: avere il numero 9 sulle spalle e segnare molti gol (circa 30 ad annata, racconta) gli regalavano grandi gioie. Nella società dalla quale partì la carriera di Kamil Glik, Szymon ha avuto in mister Wojciech Kania un ottimo maestro. Ne ha colto la filosofia, ne ha carpito gli insegnamenti, in primis l’importanza di giocare la palla in maniera rapida e precisa. Un concetto che, fatto proprio, lo ha portato a poco a poco ad arretrare posizione in campo, a rivestire prima i panni del rifinitore e poi, una volta trasferitosi al Gwarek Zabrze nel 2012,  quelli di centrocampista di sostanza. Passaggi non semplici per il ragazzo: una città nuova, la vita in dormitorio lontano dai genitori, un fisico che lo spingeva a mutare la tipologia di gioco a cui era abituato. Le risposte negli allenamenti, però, erano notevoli e la conversione non fu poi così drastica. Di lui colpivano la resistenza, l’acume tattico e la voglia di mettersi al servizio degli altri, sempre con qualche colpo a disposizione (4 reti nei play-off della Centralna Liga Juniorów 2013/2014, corrispettivo della U17, e le 7 nella stagione successiva), qualità apprezzate dal tecnico Janusz Kowalski, uno che in passato aveva plasmato gente come Łukasz Piszczek, Kamil Kosowski e Tomasz Bandrowski. Insieme analizzavano le tattiche in sauna, sempre poco affollata dopo una sconfitta in campionato, e insieme si trovarono a discutere delle scelte future. Cracovia e Piast Gliwice si erano offerte come prossime tappe del percorso di crescita di Żurkowski, il quale, però, preferì restare ancora a  Zabrze ma cambiando sponda, verso il team tifato fin da bambino. Voluto da Jan Żurek, responsabile del settore giovanile del Górnik, ha iniziato la stagione nella squadra riserve, impegnata nel campionato di terza serie, ma a inizio del 2017, quando Marcin Brosz decise di sfruttare la pausa invernale e dare nuova linfa alla rosa, viene aggregato alla prima senza più mollarla: 6 gare e 6 vittorie, che si tradussero in un’incredibile rincorsa al podio culminata con la promozione in Ekstraklasa. La massima serie non ha spaventato per nulla il minatore, come vengono chiamati i rappresentanti del club, che non solo si afferma come uno dei migliori centrocampisti della Polonia (“scoperta dell’anno”, come lo furono Milik, Bereszyński e Drągowski), ma gli ha permesso di conquistare letteralmente l’U21 nel giro di una manciata di incontri. La selezione del CT Czesław Michniewicz raddrizza le gare contro Finlandia e Fær Øer, batte Georgia, Lituania e soprattutto la Danimarca, con cui rimane in lotta per un posto agli Europei 2019. Contro i pari età scandinavi, Szymon tiene onore alla fascia che gli ricopre il braccio: la solita quantità in mediana, un assist abbastanza casuale e un sinistro potente e imparabile per il numero uno Iversen. Solo un infortunio alla spalla lo sta tenendo fermo ai box, nonostante con la solita caparbietà abbia provato un paio di volte a stringere i denti e ad anticipare i tempi di recupero, anche per onorare la promessa fatta alla chiusura del mercato invernale: restare fino a giugno Górnik Zabrze e guadagnarsi un posto per le prossime coppe europee. Interrogato sull’argomento, ha glissato, tenendo comunque viva la possibilità di rimandare il trasferimento all’estero, magari provando prima in un club polacco che lotta per il titolo. Una base alla volta come nel baseball, verrebbe da dire.

Descrizione

Con mamma Krystyna giocatrice di pallamano e fratelli dediti al volley (Wojtek), alle arti marziali (Tomasz) e al baseball (Arkadiusz), Szymon Żurkowski non poteva crescere senza assorbire i valori dello sport, imparando a distinguere la differenza fra l’essere un “amateur” e un professionista vero. Ciò non gli ha negato il diritto di essere un ragazzo del suo tempo, socievole, aperto al confronto e all’aspetto ludico della vita da spogliatoio. Aver lasciato casa molto giovane gli ha permesso di acquisire una maturità invidiabile per la sua età, umile, schietto con se stesso e davanti ai microfoni. Per questo, pur essendo stato inserito dalla UEFA nella lista dei 50 ragazzi da seguire, passa parecchio tempo a studiare i movimenti dei calciatori a lui affini, su tutti Gabri e Koke (il Górnik Zabrze, per volere del tecnico, ha nell’Atlético Madrid un modello di riferimento). Persona assai autocritica e credente, odia, rivedendosi in video, i momenti in cui impreca ma la domenica in chiesa non ammette di non riuscire a seguire il sermone, per quanto la testa torni sempre agli errori fatti in partita. Altro rimpianto? L’aver mollato gli studi quando, dopo un colpo di sonno al volante, si è accorto dal non essere più in grado di conciliare il mondo della scuola con quello del calcio.

Ruolo

Centrocampista centrale

Pro e contro

PIÙ Resistenza, recupero palla, progressione

MENO Qualità di calcio, eccessiva aggressività, gestione del possesso

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