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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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TIMOTHY CASTAGNE

Di Aniello Luciano - 4 agosto 2015
Atalanta
Caratteristiche tecniche

Offensive. Dotato di una buona gamba e di una progressione interessante, con o senza palla, Timothy Castagne è per caratteristiche atletiche e tattiche portato al gioco d’attacco. Non è timido nel venir su a testa alta, mostrando gran fiducia nelle proprie qualità tecniche. Ama proporsi come soluzione sull’esterno destro, conquistato anche per sviluppare gioco e fornire cross, una sua specialità.

Difensive. Attento in marcatura, paga un po’ in velocità sul breve, cercando di sopperire a questo deficit con marcature grintose e l’utilizzo delle lunghe leve. Abile nel colpo di testa, può giocare anche al centro della difesa, posizione che ha ricoperto più volte in passato. Per questa sua propensione alla corsa e allo sviluppo della stessa, non è sempre preciso nell’inserimento senza palla ed è qui costretto, anche con buoni risultati e grazie ad una buona predispozione alla lettura dell’azione, a ripiegare per correggere la posizione assunta in campo.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Ogni bambino, bene o male, fa il più classico dei tentativi: seguire le orme paterne. E se Pierre Castagne di professione fa il calciatore (due volte Soulier d’Or della provincia lussemburghese ad inizio degli anni ’90, premio destinato al miglior giocatore della zona più a sud della Vallonia, nda), è quasi scontato che suo figlio Timothy sia cresciuto dando calci ad un pallone fra una pappa e l’altra. L’imprinting familiare è positivo e decisivo nella crescita psicomotoria del piccolo belga, seguito con attenzione ma senza inutili ansie fin dai primi e tardivi passi nel Royal Excelsior Virton. Coi bianverdi Castagne jr. scala le varie categorie del settore giovanile (dall’U11 all’U16), restando sempre nel mirino dello Standard Liegi che ne segue gli sviluppi per un anno, prima di dichiararlo non idoneo.  Poco male perché è proprio in quel momento che si introduce Dimitri De Condé (Hasselt, 1975), all’epoca tecnico dell’U17 del Genk, che in un lampo lo porta con sé nel Limburgo per plasmarne al meglio la foggia. Con Franco Iovino, agente italo-belga, si accorda per sei allenamenti di prova, sufficienti per confermare le qualità del ragazzo, cresciuto a vista d’occhio sotto la gestione di Gilles Thiriot, col quale si è laureato campione di Belgio U16, con un invidiabile numero di gol all’attivo e la convocazione in Nazionale (doppia amichevole con la Turchia). I primi mesi sono piuttosto duri: programma di lavoro serrato – la mattina al centro federale di Sart Tilman, il pomeriggio con il nuovo club -, viaggi in corriera da Liegi, dove studia, a Genk e l’adattamento al ruolo di mediano, che gli chiede un sacrificio tattico a cui era disabituato al Virton. Il ritorno nella posizione di centrale difensivo e quindi di terzino sarà successivo, coincidente con l’avvento in prima squadra nel 2014, voluto dal tecnico Mario Been, ex calciatore del Pisa di fine anni ’80. Da sinistra – lì l’esordio in Jupiler Pro League con Alex McLeish in panchina – a destra, dove staziona ormai abitualmente, la concentrazione, una delle sue qualità migliori, non viene meno. Difficile scomporre l’affiatata coppia difensiva centrale composta da Kara Mbodi (Diasse, 1989) e Christian Kabasele (Lubumbashi, 1991), ma soprattutto impossibile non sfruttare l’allungo del giovane belga. Rapido come l’inserimento nel gruppo che chiuderà la stagione 2014/15 ad un passo dalla finale play-off II. Un motivo, semmai ce ne fosse bisogno, per ripartire alla grande e conservare la titolarità e la chiamata nell’U21 dei Diavoli Rossi, impegnati nelle qualificazioni all’Europeo di categoria. Viste le premesse (gol decisivo di Timothy nel match inaugurale del girone contro la Moldavia) confermarsi non poteva che essere una prassi. In patria e in Europa.

Descrizione

Ragazzo sensibile e molto autocritico, è fortemente legato alla famiglia, in particolar modo al padre, con cui spesso analizza le proprie partite. Col passaggio al Genk è maturato molto, soprattutto nell’organizzazione dei propri impegni e nella gestione del pre-gara, ricco di concentrazione ma anche di scherzi ai compagni e momenti d’ilarità negli spogliatoi. In campo sa essere anche duro, senza mai uscire dai confini del fair play. Pur essendo un difensore, il suo idolo è Thierry Henry, una scelta che rivela un debole, confessato, per l’Arsenal.

Ruolo

Terzino destro, centrale difensivo

Pro e contro

Pro: concentrazione, gioco aereo, tackle, cross.

Contro: eccessiva fiducia nei propri mezzi atletici.

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