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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

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TINO-SVEN SUŠIĆ

Di Aniello Luciano - 1 maggio 2015
Hajduk Spalato
Caratteristiche tecniche

Offensive. Tino-Sven Sušić è il classico centrocampista offensivo che balla fra il ruolo della mezzala e quello del trequartista, nella posizione da interno del 4-1-4-1, con licenza di sfruttare anche gli esterni, zone che il bosniaco sfrutta più in prossimità dell’area, non essendo dotato di uno scatto bruciante. Per forza fisica e lunghe leve è adattabile anche a compiti di “cucitura” del gioco, come visto di recente in nazionale, sebbene i tempi non siano proprio quelli del regista. Tiro da fuori e protezione della palla sono alcuni dei suoi jolly.

Difensive. Sa giocare con ordine e posizione ma non sempre è cattivo e rapido in copertura quanto basta per essere un box-to-box di prospettiva.

PERSONALITY

STAMINA

SKILLS

SPEED/REACTION

Carriera

Poteva essere il primo bosniaco della centennale storia nerazzurra, eccettuando Silvano Martina, terzo portiere nella stagione 1972-73 e attuale procuratore di Vidić, nato a Sarajevo in quella terra un tempo chiamata Jugoslavia.
L’accordo non è stato ancora raggiunto e il sogno di Tino-Sven Sušić di essere uno dei tasselli della rosa di Mancini è svanito.
Un bosniaco che continua a essere speciale, almeno come generalità.
Infatti il ventiduenne in forza all’Hajduk Spalato altro non è che il nipote di Safet Sušić, mostro sacro del calcio balcanico.
Andando oltre gli scongiuri del caso e gli automatici ragionamenti che accompagnano ogni arrivo dall’estero (e Sušić al di fuori del campionato croato non ha praticamente storia, N.d.A.), è giusto porsi un interrogativo: che tipo di calciatore è questo ragazzo cresciuto in Vallonia e salito all’improvviso agli onori delle cronache sportive italiane?
Sušić è per definizione un centrocampista polivalente.
Non esiste un ruolo nella zona nevralgica del tappeto verde che non abbia saggiato: esterno, mezzala, trequartista e persino volante.
L’unica costante resta il piede forte, il mancino, utilizzato a intensità variabile.
È sufficiente un attento approccio visivo per rendersene conto.
Con tali proporzioni fisiche (186 cm x 78 kg) e bagaglio tecnico, il majstor s mora si iscrive senza dubbio all’albo dei pedatori cosiddetti moderni, capaci di alternare la spada al fioretto con la naturalezza di uno schermidore.
L’aspetto più curioso, e che in fin dei conti ne giustifica il prezzo di cartellino e il curriculum, è che, finora, tutto il suo talento sia stato in larga misura potenziale, inesplorato, minato da un infortunio patito ai tempi dello Standard Liegi.
Per esprimerlo in numeri, sette presenze in nazionale sono una miseria al cospetto delle voci che lo vogliono come l’under 23 più forte del Paese e la star del club allenato da Igor Tudor.
Di contro è innegabile che in mano all’ex difensore di Juventus e Siena il diamante in questione sia diventato meno grezzo e quindi esportabile in una società del calibro dell’Inter, di cui Sušić si è dichiarato tifoso sincero.
Riassumendo, un progetto di titolare.
Oggi, parlando di Tino-Sven si racconta di un trequartista resistente, dotato di forza esplosiva e abile nel muovere la palla, pur non disponendo di un campo visivo ampio (preferisce distanziarsi dalla porta per poi aggredire in obliquo lo spazio che muoversi nel cono centrale).
Una caratteristica, quest’ultima, che, abbinata al temperamento e alla spiccata personalità, ha fatto sì che l’idea di renderlo un metodista non si trattasse di una trovata da folle stratega della panchina, benché la strada verso la meta sembri lunga.
Detto ciò, è probabile che la risposta si agiti nel mezzo, ovvero che Sušić rappresenti una sorta di tuttocampista, un po’ interno, un po’ enganche.
Visione di gioco, ricerca della superiorità numerica, abitudine a proporre il contrasto, discreta velocità di pensiero.
Il resto è nelle mani della fatidica continuità.
Di prestazione e, mai come in questo caso, di cognome.

Descrizione

Come ha tenuto a precisare in un’intervista, Sušić è un ragazzo di sani principi e che non ama la vita mondana ma solo lavorare sodo per centrare i suoi obiettivi, come quello di giocare in un grande club europeo, come ad esempio, l’Inter, sua squadra del cuore.

Ruolo

Centrocampista offensivo

Pro e contro

PRO: resistenza, duttilità, visione di gioco, tiro dalla distanza.

CONTRO: spunto sul breve, scarso utilizzo del piede destro.

susic

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