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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • ROSARIO ES CANALLA

    Un giorno un tale chiese a Roberto Fontanarrosa, famosissimo scrittore argentino e tifoso Canalla, il perché continuasse a vivere a Rosario, sua città natale, nonostante la sua fama e il Negro rispose:

    Beh, è una rarità che condivido con un altro milione di persone.

    Al contrario di Buenos Aires, luogo cosmopolita e mutevole nel suo aspetto, Rosario conserva contorni ben definiti. Tutti sono rosarini, poi: o sei Canalla, o sei Leproso. Non si sfugge. La connessione identitaria città-squadra è sinonimo di simbiosi. Un attaccamento capace di creare quell’atmosfera indescrivibile che ogni anno avvolge Rosario, dal Gigante de Arroyito al Coloso del Parque. Un calore, forse, superiore al superclásico BocaRiver.

    Nello stadio rossonero, intitolato al maestro Bielsa, puntualmente alla vigilia del clásico durante l’ultimo allenamento, la hinchada del Newell’s si ritrova a sostenere i propri beniamini con un banderazo impressionante.


    Per passione e perché la situazione è preoccupante.
    Il derby di Rosario si sta tingendo sempre più di gialloblu.
    Erano otto le partite senza vittoria per los Leprosos.

    Domenica sono diventate nove. Oramai è come se un senso di rassegnazione abitasse l’anima rossonera della città.
    Bernardi, l’ex tecnico del club che si è dimesso in seguito alla sconfitta nel clásico, lo ha fatto trasparire schierando una formazione difensiva, rinunciando a Scocco e lasciando il giovane Boyé (acquistato dal Torino a gennaio) a lottare solo contro la retroguardia avversaria. Una resa anticipata. Un’involuzione eloquente rispetto al Newell’s del Tata Martino che deliziava l’Argentina intera nel 2013.
    La promozione, ora, di Juan Pablo Vojvoda, allenatore della Reserva, ha portato freschezza e un sonoro 5-0 ai danni del Racing. Ma la strada per tornare a sorridere è ancora lunga.

    Dall’altra parte il Central, che sta proseguendo l’ottimo momento vissuto nel 2015, nel derby ha assaporato la sensazione di inferiorità del rivale e lo ha sbranato, nel gioco e nel dominio territoriale (nel risultato un po’ meno).

    Grazie alla compattezza di squadra, alla capacità di lettura di Coudet che ha inserito l’ottimo Colman per dirigere il traffico, grazie a un Larrondo indemoniato, a un Lo Celso giovane veterano (se avesse segnato da metà campo?), e anche a Marco Ruben, goleador e capitano, che, nonostante non fosse al meglio, ha sigillato il match con un golazo.
    Nel match successivo il Rosario Central, scacciando dai pensieri un legittimo senso di appagamento, si è presentato ad Avellaneda con la stessa fame: 2-0 al Rojo e prima posizione in classifica nella Zona 1.

    Il Central sta diventando grande?

    Non lo sappiamo ma, intanto, Rosario è ancora Canalla.

    Alex Alija Čizmić

    Alex Alija Čizmić

    El Jefecito. Mezzo italiano, mezzo bosniaco, ma da sempre innamorato dell'Argentina. Ama tutte le lingue di questa terra, ne frequenta abbastanza e sogna un mondo in cui tutti venerino la fratellanza e la multiculturalità. Forse, MondoFutbol è il posto giusto.

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