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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • SOUTHAMPTON-MANCHESTER UNITED, LA STORIA TORNA IN CITTÀ

    1° maggio 2016, prima della partita di Premier League tra Southampton e Manchester City, viene celebrato il quarantesimo anniversario del momento più importante nella storia dei Saints.
    Un bus a due piani, rigorosamente scoperto, conduce fino al St. Mary’s Stadium gli eroi della FA Cup 1976. Un momento unico, che fa rivivere (o vivere per la prima volta) ai tifosi l’incredibile domenica in cui il Southampton, che al tempo vivacchiava in Second Division, era stato capace di capovolgere ogni pronostico e battere il Manchester United a Wembley. Dopo la finale disputata nel tempio del calcio inglese, un pullman aveva condotto la squadra a Southampton, dove era stata accolta da oltre 250 mila persone.

    Saints

    Così, per il quarantesimo anniversario, il tour viene ripetuto con tanto di bus vintage identico a quello che aveva trasportato i vincitori del ’76. Sembra davvero tutto uguale, nonostante i capelli bianchi sulle teste degli ex Saints e una gioia ovviamente più controllata rispetto al delirio che aveva accompagnato il primo e unico trofeo “major” nella storia del club.

    A differenza della parata del ’76, però, non c’è l’uomo che più di tutti aveva contribuito alla vittoria di quel trofeo: Bobby Stokes.

    Parata2

    Bobby Stokes è morto il 30 maggio 1995, a 44 anni, stroncato da una polmonite bronchiale dovuta all’eccessivo numero di sigarette fumate.

    Ma lui, più di chiunque altro, è stato e rimarrà sempre il simbolo di una finale indimenticabile. All’83°, aveva sbloccato la partita, fino a quel punto mantenuta sullo 0-0 da un miracoloso Ian Turner, portiere dei Saints. Lancio dell’ex United McCalliog e sinistro rasoterra dal limite di Stokes che infilò Stepney nell’angolino.
    Il portiere inglese era, in quella partita, uno dei pochissimi Red Devils in campo ad aver vestito la maglia dello United sotto la gestione di Matt Busby. Era l’unico vero legame con la gloriosa squadra di pochi anni prima. Perché, se nel ’76 il Southampton partecipava senza grandi ambizioni alla serie cadetta inglese, il Manchester United che fu sconfitto a Wembley era solo un lontano parente della potenza che, fino al 1968, aveva dominato in Inghilterra e in Europa.

    Di fronte a 99 mila persone, la squadra allenata da Tommy Docherty fu giustiziata da un 25enne di Portsmouth.

    Stokes, tifoso dei Pompeys, era stato scartato a un provino perché in quegli anni,

    a Portsmouth ci sono soldi solo per andare a pescare.”

    Acquistato dal Southampton, ne vestì la maglia in oltre 200 occasioni incidendo il proprio nome nella storia.
    Da quel sinistro rasoterra e dagli insperati e folli festeggiamenti per le strade di Southampton sono passati 40 anni e 10 mesi.
    E dopo tutto questo tempo, il 26 febbraio, Saints e Red Devils tornano a giocarsi un trofeo a Wembley, la English Football League Cup.
    Il Southampton ci è arrivato grazie alla vittoria contro il Liverpool in semifinale, dopo la quale i tifosi hanno pitturato alcune cassette della posta con i colori della squadra.

    Un modo diverso per riaccogliere, a distanza di tanti anni, la storia in città.

    Bobby Stokes

    Ma a Southampton sembra essere cambiato tutto rispetto al 1° maggio 1976, come spiega a MondoFutbol.com Peter Howard, reporter del Daily Echo sempre al seguito della squadra di Claude Puel:

    Ci sono stati dei momenti molto significativi che hanno cambiato per sempre la storia del club. I Saints si sono spostati dal The Dell al nuovo stadio, St. Mary’s, nel 2001, e hanno vissuto molti alti e bassi rischiando anche il fallimento (nel 2009, ndr).
    Uno dei momenti più importanti nell’era recente del club è stato l’acquisto da parte di Markus Liebherr nel 2009. I suoi investimenti e la sua passione hanno permesso alla squadra di salvarsi dall’estinzione e risalire attraverso le varie leghe.”

    Il Southampton, nelle ultime stagioni, prima con Pochettino e poi con Koeman, è diventato una realtà sempre più solida in Premier League ed è tornato a giocare partite internazionali.
    Ora c’è un’altra finale, arrivata in una stagione molto particolare per i Saints:

    L’avvicinamento alla finale è stato particolare, perché, fino alla vittoria contro il Sunderland, il Southampton veniva da un momento molto negativo in Premier – spiega Peter Howard -. Nelle ultime sette partite aveva perso in sei occasioni. C’era un po’ di preoccupazione circa la possibilità di essere coinvolti nella lotta per non retrocedere e c’erano anche delle perplessità circa la gestione di Claude Puel. Nelle ultime sconfitte casalinghe, in particolare dopo il 3-1 subito dal West Ham e la sconfitta per 5-0 contro l’Arsenal in FA Cup, la squadra era anche stata fischiata. L’atmosfera è cambiata con la vittoria di Sunderland che ha aiutato i Saints a risalire la classifica. Questo ha permesso ai tifosi di iniziare davvero a pensare a Wembley. All’improvviso tutto ha preso un’altra piega, e Gabbiadini è stato decisivo in questa ondata di positività.”

    Manolo Gabbiadini è, senza ombra di dubbio, l’uomo del momento. Dopo le tre reti segnate nelle prime due partite, i tifosi gli hanno già dedicato un coro e sui social network gli chiedono di essere decisivo nella finale di EFL Cup promettendogli un posto nella storia del club.

    Sunderland v Southampton - Premier League

    E Puel sta sperimentando un cambio di modulo per sfruttare al massimo l’evidente affinità tecnica che c’è tra l’ex Napoli e Dušan Tadić, uno dei migliori assist-men del campionato:

    Puel ha notato che i due si cercano e si trovano molto in allenamento e ha deciso di cambiare sistema di gioco nella vittoria sul Sunderland. Il 4-2-3-1 che ha provato ha lasciato delle ottime impressioni: Gabbiadini e Tadić sono sembrati in perfetta sintonia.”

    E se Gabbiadini diventasse il nuovo Bobby Stokes?

    Gabbiadini diventerebbe un eroe in caso di gol contro il Manchester United, ma nessuno sarà mai in grado di diventare il nuovo Bobby Stokes – afferma Howard, che si dice sorpreso per l’incredibile inizio dell’attaccante italiano in Premier -.
    Stokes è un’icona e sarà sempre ricordato come l’uomo che ha segnato il gol più famoso nella storia dei Saints.”

    Sono passati quasi 41 anni e Southampton si prepara per un’altra finale contro i Red Devils. È cambiato tutto, ma non la sostanza.
    Ai Saints, oggi come allora, serve un’impresa capace di ribaltare ogni pronostico. Per riscrivere la storia e, chissà, forse anche per rispolverare quel vecchio e romantico bus scoperto.

    Ha collaborato Roberto Brambilla

    Foto copertina e Gabbiadini ©LaPresse
    Foto parata 1976 e Bobby Stokes ©PA
    Foto parata 2016 ©The Ugly Inside

    Davide Zanelli

    Davide Zanelli

    Nato a Brescia, studia Storia a Milano. Giornalista e autore per MondoFutbol, scrive di calcio anche per Calcioscopio, di cui è fondatore, e per il Giornale di Brescia. Ha sempre giocato a basket, poi ha visto una doppietta di Baggio dal vivo e le cose sono cambiate.

    C’è un commento.

    • Avatar
      dariostiglio1
      26 Febbraio 2017, 17:58

      La magia della F.A. cup è qualcosa di irriproponibile in qualsiasi altro paese del mondo. L’impresa del southampton del ’76, come le tante altre che sono accadute nella secolare storia del trofeo più antico del mondo, sta a significare che non sempre si vince con squadre costruite solo sul denaro.

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