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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • SUDAMERICANO U17, BRASILE PAESE DEL FUTEBOL

    La diciassettesima edizione del Sudamericano U17 si è conclusa domenica 19 marzo nell’ottima cornice di pubblico dell’Estadio Teniente di Rancagua, una conca situata nella suggestiva valle centrale cilena, abbracciata a Ovest dalla Cordigliera della Costa e a Est da quella delle Ande.
    Qui si erge l’Aconcagua, il monte più alto del Subcontinente e tra i più alti del mondo, e qui si sono elevati i maggiori talenti sudamericani nati dal 1° gennaio 2000.

    Rispetto al Sudamericano U20, sono state mischiate tutte le carte in tavola e nessuna selezione si è confermata a livello di U17. In India, dove a ottobre si terrà il Mondiale di categoria, andranno quattro nazionali differenti.

    A partire dal Brasile della fenomenale generazione del 2000, uscito vincitore dal tour de force imposto dal torneo – 9 partite in due settimane per le nazionali qualificatesi all’Hexagonal final – e giunto alla dodicesima affermazione (è finito fuori dal podio solo nell’edizione del 1993 in Colombia), dopo essersi dimostrato nettamente superiore alle contendenti. Nell’ultima sfida decisiva contro i padroni di casa del Cile, che non ha impressionato e deve la sua seconda posizione in particolar modo a un pacchetto arretrato decisamente compatto e alla spinta del suo pubblico, il tecnico Carlos Amadeu ha schierato tutte le bocche di fuoco a sua disposizione.

    Brasile U17 - as

    Paulinho, mezzapunta del Vasco da Gama che abbina forza muscolare e ottima tecnica in velocità (il Gigante da Colina ha potuto metterlo sotto contratto per soli 3 anni perché ancora minorenne), Alan de Souza, mini fantasista del Palmeiras. Lincoln, un animale dell’area di rigore che non disdegna abbassarsi o allargarsi per dialogare con i compagni, un talento precoce (a 13 anni già presenziava nella U15) compagno nel Flamengo di Vinicius Jr. (il maggior craque della nidiata, eletto miglior giocatore della competizione, di cui parleremo nel dettaglio tra qualche riga) con cui nel 2016 distrusse 10-1 il Vasco nel campionato carioca, tanto che Zé Ricardo, uno degli allenatori del settore giovanile del Fla più apprezzati, ha predetto per loro un futuro congiunto in prima squadra.
    Per tecnica, intelligenza calcistica, esplosività e strapotere fisico i quattro ricordano, a tratti, i migliori quadrilateri offensivi della storia del futebol bailado di marca verdeoro; alle spalle dell’attacco più prolifico (24 reti), Amadeu, che vanta una buona esperienza in ambito giovanile al Vitória di Bahía, con cui nel 2012 ha conquistato la Copa do Brasil U20, ha inserito Víctor Bobsin, il classico mediano di equilibrio e protezione, che, insieme a un reparto difensivo tremendamente solido e impenetrabile (sole 3 reti subite), ha reso la piccola Seleção praticamente imbattibile. Bobsin, tra i ragazzi con più presenze nell’U17, si ispira a Lucas Leiva, ex centrocampista del Grêmio, la squadra che ne detiene il cartellino.
    Questi risultati non sono casuali e continuano a sfatare il falso mito secondo cui in Brasile non crescono più potenziali talenti, cosa impensabile per un Paese dal DNA calcistico altamente sviluppato.
    Chi condivide un DNA simile è l’Argentina che, al contrario, continua a mostrare tutte le difficoltà emerse a livello giovanile: le speranze erano riposte tutte su Garré, gioiellino del Manchester City arrivato in precarie condizioni fisiche, che non è riuscito a incidere. Una sola vittoria, ovviamente, non è bastata per accedere alla fase finale.

    Colombia U17 - as colombia

    A mancare la qualificazione sono stati anche Perù, Bolivia e Uruguay, che hanno decisamente deluso. Poi l’Ecuador, che ha spolverato un delizioso Rezabala, capitano e numero dieci squisito dalla geniale visione di gioco e in grado di sfruttare al meglio la classica “pausa” sudamericana, e il Venezuela che, dopo un ottimo inizio, è calato strada facendo ma ha comunque confermato gli ottimi progressi del movimento calcistico del Paese caraibico.
    Ad aggiungersi a Cile e Brasile sul volo per l’India, invece, saranno Paraguay e Colombia. Quest’ultima, allenata da Restrepo, un uomo di calcio che al calcio non ha mai giocato ma lo ha studiato sin da ragazzo, ha raggiunto il pass mondiale nell’ultima sfida contro i ragazzi guaraní aggrappandosi alle qualità di Barrero e Peñaloza, una coppia di attaccanti prestanti fisicamente per la fascia d’età e dall’ottima finalizzazione, sorretti dal funambolico fantasista dell’Atlético Nacional Brayan Gómez.

    Cile U17 - as chile

    IL COMMENTO

    Non c’è nessun Paese calcistico che si muove come il Brasile.

    Probabilmente perché non c’è nessun Paese che ha lo stesso rapporto col futebol paragonabile al Brasile, o più semplicemente non esiste posto al mondo come il Brasile, tout court. Lì, in quel posto dove Pedro Cabral nei primi anni del Cinquecento notò degli alberi particolari che avrebbero regalato il nome a un paese meraviglioso, hanno sempre sofferto in una maniera unica la sconfitta, ma la hanno poi prontamente metabolizzata provando a ripartire su basi differenti, sperimentando e rischiando. È un Paese che si muove continuamente, ma secondo direttrici che da qui non definiremmo lineari, eppure noi siamo ancora convinti della frase di Stefan Zweig, il Brasile è la “Terra del Futuro”.

    Dopo il Mondiale perso in casa sembrava la fine di tutto. Un classico brasiliano. Si diceva che ormai, il Paese non producesse più giocatori di talento. Fesso o superficiale chi, anche da noi, in Europa, ha accolto questa barzelletta come realtà conclamata. Basta notare come viaggia ora, a distanza di solo qualche anno, la Seleção, nettamente in testa al girone sudamericano di qualificazione per il prossimo Mondiale.

    Vinicius Junior

    Nei giorni del Mineiraço sarebbe stato sufficiente attraversare la baia più famosa del mondo, chiudersi nella palestra di Canto do Rio, a Niteroi, e ammirare un ragazzo di cui già si favoleggiava: Vinícius Júnior, anche se probabilmente, presto conosceremo come una cantilena il suo nome, per intero: Vinícius José Paixão de Oliveira Júnior.
    Al fianco dell’Astronave di Oscar Niemeyer, Vinícius Júnior ci era arrivato per regalare il suo talento al futsal, ma già aveva brillato nelle escolinhas del Flamengo, poco lontano da Rio. Praticamente dalla nascita ha addosso l’etichetta di predestinato, lui venuto al mondo il 12 luglio 2000 a São Gonçalo, quella che una volta veniva chiamata la “Manchester Fluminense”. E forse non a caso, il paragone che per primo gli è stato appiccicato è quello di “nuovo Gabriel Jesus”, che nella vera Manchester si è già fatto apprezzare. Fisico, tecnica e testa, attaccante che parte da sinistra, un fiuto unico per la porta, Vinícius Júnior dopo aver brillato in ogni nazionale giovanile, nell’ultima Copinha col Mengão e in questo Sudamericano U17, ha già attirato le attenzioni dei maggiori club del Mondo. Tanto che il Flamengo si sta mangiando le mani per la clausola rescissoria imposta al ragazzino: “solo” 30 milioni di euro. Dura modificarla adesso. Dal Barça in giù sono tutti pronti a convincere il ragazzo alla trasvolata atlantica: i catalani hanno già speso l’arma in più, Neymar, idolo del ragazzo, che ha postato sui social network un affettuoso saluto al suo possibile erede. Neymar, uno che presto scavalcherà il record di gol di Pelé.

    Dicevamo, la mattina dopo il Mineiraço?

    Ha collaborato Carlo Pizzigoni

    Foto di copertina ©eluniverso.com
    Foto Vinícius Júnior e Alan de Souza ©futbol.as.com
    Foto Colombia U17 ©colombia.as.com
    Foto Cile U17 ©chile.as.com

    Alex Alija Čizmić

    Alex Alija Čizmić

    El Jefecito. Mezzo italiano, mezzo bosniaco, ma da sempre innamorato dell'Argentina. Ama tutte le lingue di questa terra, ne frequenta abbastanza e sogna un mondo in cui tutti venerino la fratellanza e la multiculturalità. Forse, MondoFutbol è il posto giusto.

    C’è un commento.

    • Alex Alija Čizmić
      Alex Alija Čizmić
      28 Marzo 2017, 15:23

      Il Brasile si è dimostrato davvero di un altro pianeta e ha confermato di quale (ottima) pasta è fatta la generazione del terzo millennio.
      Questo è un riassunto dell’ultima partita in cui la Seleção ha sovrastato il Cile per 5-0: https://www.youtube.com/watch?v=MlVbVdNNEPA

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