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Aut. Trib. di Milano n.197 del 25/06/2015

  • ZAMBIA 2017: IL MEGLIO DELLA COPPA D’AFRICA UNDER-20

    Mancano pochi istanti al triplice fischio dell’arbitro e il cartellone del quarto uomo, poco fuori dal campo da gioco di Lusaka, indica il numero 20. Patson Daka alza lo sguardo, stupito: è lui l’uomo che dovrà lasciare il terreno verde. Avrebbe voluto senz’altro restare in campo un altro po’, visto il clamoroso 1-6 con cui il suo Zambia, in casa, abbatteva le speranze della nazionale Under-20 del Mali.

    Daka alza le braccia, batte le mani e aizza il pubblico di Lusaka. Li incita come probabilmente non aveva mai fatto in carriera, e lo fa con la naturalezza dei più grandi.

    È questa forse la più significativa diapositiva della fase a gironi (conclusa il 5 marzo 2017) della Coppa d’Africa Under-20 che si sta disputando in Zambia. I Junior Chipolopolo, padroni di casa, hanno scritto la più classica delle favole: un gruppo di giocatori pressoché sconosciuti, quasi tutti ancora dispersi tra le poco blasonate compagini locali, che riesce a farsi conoscere e a qualificarsi per il Mondiale Under-20 che si giocherà in Corea del Sud a partire dal prossimo 20 maggio. Si sono conquistati un posto in vetrina di fronte al resto del pianeta calcistico, e lo hanno fatto in grande stile, ovviamente contro il favore dei pronostici.

    Dalla loro parte, però, i Junior Chipolopolo avevano i 60mila spettatori del National Heroes Stadium di Lusaka. Cifre da capogiro, non solo per un campionato continentale Under-20, ma anche per la recente Coppa d’Africa in Gabon che ha visto una risposta di pubblico ben inferiore.

    Sfruttando l’entusiasmo di una cornice di pubblico nemmeno immaginata nelle loro precedenti esperienze, i ragazzi allenati da Beston Chambeshi si sono spinti oltre. E oltre al già citato Patson Daka (attaccante classe ’98 che è stato, ad onor del vero, già notato dalla galassia Red Bull: si è allenato con il Liefering, club associato al RB Salzburg) sul taccuino dei nomi più interessanti dello Zambia finiscono Edward Chilufya (1999, Mpande Youth), autore di un assist e una doppietta nel 6-1 al Mali, e Fashion Sakala (1997, Zanaco FC), che nello stesso match con un guizzo da vero campione salta un avversario e s’inventa un gran tiro a giro. La rete più sensazionale del torneo, finora, la mette però a segno Emmanuel Banda (1997, Esmoriz): con naturalezza e potenza, scocca un sinistro che manda in visibilio il pubblico di Lusaka.

    Non è però soltanto lo Zambia a staccare il biglietto per Corea del Sud 2017. Nel suo girone la Guinea ha superato il Mali e soprattutto il deludente Egitto. Tra i guineani menzione speciale per Yamodou Traoré (1998, Horoya AC), centrocampista di fascia che ha già diverse presenze nelle selezioni U15/U17. Nel decisivo 3-2 al Mali forma un buon tandem con Morlaye Sylla (1998, Arouca), trequartista che fatica a leggere sempre nel modo più consono il gioco dei compagni ma che ha mezzi tecnici su cui si può lavorare.

    A detta di molti osservatori presenti tra LusakaNdola, le due città in cui si sta giocando la competizione, è il girone B ad aver mostrato i talenti più futuribili per il calcio internazionale.

    Al Levy Mwanawasa Stadium di Ndola, oltre a soventi nubifragi, si è abbattuto il ciclone Luther Singh.

    singhMVP indiscusso della fase a gironi, il sudafricano classe ’97 non a caso appartiene già allo Sporting Braga. Gol e assist, l’ottimo bagaglio tecnico del numero 10 dell’Amajita (soprannome della selezione giovanile dei Bafana Bafana) ha trascinato il Sudafrica verso le semifinali. In una formazione che ha alternato picchi di buon gioco a oggettive difficoltà difensive (da rivedere il portiere Mpoto, non uno dei personaggi più positivi finora) il talento di Singh ha messo d’accordo tutti. Anche i compagni, che spesso lo cercano e fanno grande affidamento su di lui. Tra loro ha fatto parlare di sé Liam Jonathan Jordan (1998), che oltre al recente trasferimento allo Sporting Clube de Portugal ha attirato l’attenzione mediatica sull’Amajita a causa della sua storia personale.

    jordan sportingFiglio d’arte, Liam è cresciuto in Nuova Zelanda proprio a causa della passione per il calcio del padre Keryn, morto nel 2013 in seguito a una lunga battaglia contro il cancro.

    Ho espressamente scelto la maglia numero 14 perché volevo vestire il numero per entrambi – per me stesso e per mio padre. Devo dire che sentivo il suo sorriso orgoglioso guardarmi dall’alto in quel momento, e questo continua a darmi l’ispirazione ogni giorno.”

    Ha seguito le orme del padre anche in campo, Liam Jonathan Jordan, che è un “bianco” in quello che il Guardian insiste sia ancora lo sport “appannaggio della maggioranza Nera” nel Paese, il football. Niente cricket né rugby anche per Grant Margeman (1998, Ajax Cape Town), mediano dell’Amajita che completa il pacchetto di un Sudafrica davvero diverso dalle precedenti generazioni, con volti della “minoranza bianca” che prossimamente potremmo vedere nella nazionale maggiore dei Bafana Bafana.

    south africa u20Ovviamente non mancano anche elementi già in evidenza nel campionato locale, a confermare l’eccellente momento del movimento calcistico sudafricano: i Mamelodi Sundowns hanno vinto la CAF Champions LeagueThendo Mukumela (1998), roccioso stopper, fa parte del gruppo dei Campioni d’Africa, dopo essere cresciuto in Mozambico e aver lasciato l’Ajax di Città del Capo. È stato qualche volta bacchettato da Tercious Malepe (1997, Orlando Pirates), capitano dell’Amajita e leader assoluto del gruppo.

    Perché il Sudafrica ha avuto anche momenti di sofferenza, soprattutto contro il Senegal.

    Lionceaux de la Teranga hanno un gruppo coeso e unito: il loro cammino verso la Corea è nato proprio grazie a un 4-2 in rimonta sull’Amajita. A rispondere ai colpi di Luther Singh ci ha pensato un collettivo dai mezzi tecnici non così evidenti, ma con una tenuta fisica eccellente, fondamentale sui campi distrutti dalla pioggia di Ndola. Sul taccuino finiscono Ibrahima Niane (1999, Génération Foot), punta già in grado di posizionarsi nel modo migliore per i compagni. Ancor più determinante Krépin Diatta (1999, Saarpsdorg 08 – Norvegia) che fa del carisma una delle sue qualità più evidenti. Contro il Sudafrica però hanno deciso il match Ibrahima Ndiaye (1998, Wadi Degla – Egitto), con un capolavoro su punizione, e Ousseynou Diagne (1999, Académie F. Darou Salam), centrocampista dal fisico notevole, autore di una doppietta.

    senegal u20Comunque vada (la finale della competizione si gioca il 12 marzo) queste quattro squadre hanno raggiunto l’obiettivo minimo, la qualificazione al Mondiale Under-20. Non ce l’ha fatta il Sudan, che ha avuto il merito di eliminare la Nigeria ai play-off ma che era palesemente di un livello inferiore rispetto alla concorrenza.

    Dei “vinti” di questo torneo ci resteranno forse il carisma di Abdoul Karim Karim Dante (1998, Mali, già preso dall’Anderlecht), l’ottima “catena” di destra del Camerun con Olivier Mbaizo (1997, Union Douala, terzino) ed Eric Ayuk (1997, Philadelphia Union, centrocampista di fascia) e il folcloristico egiziano Karim Walid detto Nedved (1997, Al-Ahly).
    Ricorderemo con piacere le parate di Ishag Adam (1999), estremo difensore di quel Sudan che ha raccolto solo un punto in tre partite.

    sudan u20Su Transfermarkt compare un “punto di domanda” relativo al suo club di appartenenza, sconosciuto persino al sito-database tedesco; secondo la CAF, invece, si tratta di un tesserato dell’Osood Darfur, club appartenente a una delle aree più in difficoltà del mondo.

    Misteri e racconti della Coppa d’Africa Under-20, una competizione quasi completamente ignorata dal mondo del giornalismo sportivo internazionale. Un torneo da cui, però, potrebbero essere transitati alcuni futuri campioni del Continente Nero.

     

    Immagine in evidenza ©Muzi Ntombela/BackpagePix
    Immagine di Liam Jonathan Jordan ©Sporting Clube de Portugal
    Immagini nell’articolo ©Confédération Africaine de Football – cafonline.com

    Bruno Bottaro

    Bruno Bottaro

    Bergamasco, una laurea in Scienze della Comunicazione, classe '93. L'anima turca di MondoFutbol.com. Viaggi, musica e fútbol: cittadino del mondo. Ha iniziato fondando il blog Calcioturco.com.

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