Intervista ad Azdren Llullaku: dalla Terza Categoria al sogno Mondiale

Mai smettere di credere nei propri sogni, anche quando sembra che la vita ti volti le spalle.

Lo sa bene Azdren Llullaku che, dopo tanti anni di gavetta tra Terza Categoria, Eccellenza e Serie D, ha visto ripagati negli ultimi mesi i sacrifici di una vita. Punto fisso della Nazionale (ormai pupillo di Gianni De Biasi) e trasferimento all’Astana con Champions League 2017/2018 da disputare – anche se dai preliminari – a partire dalla prossima estate.
La sua storia inizia in Kosovo, nel 1988. Anni difficili per i Balcani, soprattutto per quella terra contesa da Albania e Serbia, in cui sembra non esserci un futuro. Per questo, nel 1999, la famiglia Llullaku (rimasta nel frattempo orfana del padre) arriva in Italia come profuga di guerra, con uno dei tanti gommoni stracolmi di persone che partivano da Valona in direzione Bari. Dopo un breve periodo in Germania si stabilizza a Tarzo, in provincia di Treviso. Qui cresce e si forma l’Azdren Llullaku uomo prima che calciatore.

Studente la mattina e cameriere la sera, per dare una mano economicamente alla madre. Tutto questo senza dimenticare la sua più grande passione: il calcio.

La sua scalata verso palcoscenici importanti inizia dal gradino più basso del calcio italiano, ovvero la Terza Categoria (nel Vallata 1999). Da qui in poi sarà gavetta tra Eccellenza e Serie D, toccando con mano anche la C2 dove però, una volta maggiorenne, non può essere tesserato come professionista per via del suo status di extracomunitario.
La svolta arriva al termine della stagione 2011/2012. Dopo un campionato di Serie D da protagonista con la maglia dell’allora SanDonà Jesolo, a Llullaku viene proposto un provino in Romania. Lui non ci pensa due volte e parte, come non ci pensa due volte il Gaz Metan a metterlo sotto contratto. In Romania trova continuità, gol e Nazionale, tra sacrifici, difficoltà – retrocede con il Gaz Metan e esce per qualche anno dai radar dell’Albania di De Biasi – e tanto lavoro che gli hanno poi permesso di trasferirsi a gennaio nell’intraprendente impero kazako dell’Astana.
Una storia speciale che MondoFutbol ha avuto l’onore di farsi raccontare proprio dal protagonista principale, Azdren Llullaku.

llullaku astana– Partiamo dal 1999 e da quel viaggio in gommone da Valona a Bari. Come ha cambiato quel momento la tua vita e di conseguenza la tua carriera da calciatore?

L’arrivo in Italia ha segnato per sempre la mia vita, soprattutto perché se fossimo rimasti in Kosovo a quell’epoca sarebbe stata veramente dura per una madre e due figli di dieci anni. L’Italia mi ha cresciuto come uomo e mi ha aiutato tanto come calciatore, anche se ho avuto dei problemi di tesseramento una volta arrivato nei professionisti per il mio status di extracomunitario. Con il senno di poi anche questa è stata una fortuna, poiché per quel motivo ho dovuto intraprendere altre strade nella mia carriera che ora sono risultate vincenti.”

In Italia hai iniziato dal gradino più basso, ovvero dalla Terza Categoria. Credevi allora di poter diventare un calciatore?

Sì, ho iniziato dalla Terza Categoria anche se io a quei tempi non capivo niente di categorie e campionati. Volevo soltanto giocare e per questo mi bastava un pallone, a prescindere dalla categoria. Il mio sogno è sempre stato quello di arrivare il più in alto possibile, e oggi posso dire che sono più che contento.”

Pian piano continui a scalare categorie, dall’Eccellenza alla C2, poi qualcosa s’intoppa per via dei problemi di tesseramento e torni in Serie D. Come hai vissuto quei momenti?

Ho un bel ricordo di quei momenti, perché quando inizi a salire di categoria e fare dei passi in avanti è sempre una buona cosa. Vedevo, comunque, che potevo ambire a crescere e a giocare più in alto ma allo stesso tempo non mi era permesso per via dei problemi di tesseramento. È stata dura ma non ho mai mollato e alla fine la chiamata dalla Romania ha ripagato i miei sforzi.”

Dopo le due ottime stagioni con Tamai e SanDonà arriva il Gaz Metan. Come è nata l’idea di andare a giocare in Romania e quanto ti ha formato questo trasferimento?

Proprio perché in Italia con il mio status di extracomunitario non sarei mai riuscito a sfondare e non volevo continuare a giocare in Serie D. Mi è arrivata una telefonata da un agente e non ci ho pensato due volte, ho preso l’aereo e sono partito per fare un provino. Fortunatamente convinsi il Gaz Metan; mi proposero subito un contratto di 4 anni. La Romania mi ha aiutato molto nel mio percorso di crescita, sia dal punto di vista sportivo che umano. Sarò eternamente grato alla nazione e soprattutto al Gaz Metan che mi ha permesso di mettermi in mostra e di arrivare a conquistare una chiamata della Nazionale.”

llullaku albania– Giugno 2013. Arriva la prima chiamata in assoluto per te dell’Albania per la partita di qualificazione ai Mondiali con la Norvegia…

Avevo 24 anni e venivo dal mio primo anno al Gaz Metan che era andato molto bene. Mi chiamò Tramezzani, persona eccezionale con cui tuttora ho un ottimo rapporto. Ero molto emozionato, la prima convocazione in Nazionale, un sogno che si avverava.”

Il momento più bello e quello meno bello della tua carriera fino ad oggi.

Il momento più bello è stato sicuramente la convocazione in Nazionale, è il sogno di ogni ragazzo che vuole diventare calciatore. Quello meno bello è stato l’Europeo di Francia: ero molto felice per i miei compagni ma avrei voluto fortemente fare parte di quella spedizione. Anche se venivo da un’annata non buona con il mio club e quindi ho compreso perfettamente la scelta del mister, che a malincuore era giusta.”

Tra sogni, obiettivi e certezze: quale sarà il futuro di Azdren Llullaku?

Ho firmato a gennaio un contratto biennale con l’Astana, per il futuro si vedrà. Ho sempre voluto giocare in Italia e dico che non è mai troppo tardi continuando sempre a sperarlo. Comunque sia, il mio futuro, la mia vita sarà lì. A prescindere dal calcio.”