Bafétimbi Gomis, l’anno d’oro della Pantera Nera in Turchia

La “Pantera Nera” ha probabilmente perso la sua battaglia. Bafétimbi Gomis, all’alba del 15 marzo 2018, ha cercato il suo nome sulla lista dei convocati della Nazionale francese. E non l’ha trovato. Wissam Ben Yedder, Ousmane Dembélé, Olivier Giroud, Antoine Griezmann, Anthony Martial, Kylian Mbappé, Florian Thauvin: troppa la concorrenza nel ruolo, per l’attaccante nato 32 anni fa in Provenza, a La Seyne-Sur-Mer. Un’origine che Bafétimbi, per tutti Bafé, rivendica con orgoglio.

Francia o Senegal, la domanda non me la sono mai fatta.

ha svelato Gomis a Foot-Express a inizio stagione. Io sono franco-senegalese ma mi sentivo più francese che senegalese. È un Paese che mi è caro, il Senegal, è quello dei miei genitori e ci vado spesso. Ma sono fiero di aver difeso, e difenderò ancora, i colori della Francia con orgoglio. Sono allo stesso tempo senegalese d’origine e fiero di esserlo.”

Una scelta che, col senno di poi, ha pesato sulle sue effettive possibilità di essere in Russia il prossimo giugno. Non ha aiutato, inoltre, il fatto che Gomis abbia spesso faticato a trovare il suo ambiente ideale in carriera.
Cresciuto da Stéphanois, espressione che si riferisce agli abitanti di Saint-Étienne, città multietnica e innamorata del calcio, Bafé s’è meritato negli anni l’affetto dei suoi tifosi a suon di reti pesanti. Poi è passato agli odiatissimi rivali dell’Olympique Lione, scatenando l’ira degli stessi supporter dello “Chaudron”. Fischi e insulti a ogni derby per uno che non si è fatto problemi a esultare contro i “Verts” dopo una rete al “Geoffroy Guichard”, in un’istantanea scolpita nelle memorie degli appassionati di calcio d’Oltralpe.

Vert un jour, vert toujours.

“Verde per un giorno, verde per sempre” avrebbe poi detto, ad anni di distanza, per ricomporre la ferita con gli Stéphanois. Il tempismo ha però voluto che la frase, pronunciata quando Gomis era ormai già un giocatore dell’Olympique Marsiglia, facesse infuriare a sua volta i tifosi delle curve Sud e Nord del “Vélodrome”. È fatta di alti e bassi la storia di Bafé, e il suo rapporto complicato con la Nazionale francese (13 presenze dal 2008 al 2013, solo 3 gol di cui 2 all’esordio) si spiega anche così. Al quadro vanno aggiunte le difficoltà incontrate in Premier League, allo Swansea, dove non s’è mai realmente imposto.

Tutt’altra musica in Turchia, dove Gomis ha trovato al Galatasaray un entusiasmo mai vissuto prima. La sua esultanza della “Pantera Nera” è così diventata un cult a Istanbul.
“Nel 2006, noi del Saint-Étienne giocavamo contro l’Olympique Marsiglia negli ottavi di Coppa di Lega – ricorda Fousseni Diawara, ex compagno di squadra di Gomis, al canale sportivo della SFR – Bafé mi disse: ‘Cosa potrei fare come esultanza se dovessi segnare oggi?’ Io gli risposi: ‘Ma Bafé, giochiamo contro l’OM. Ti ricordi di Alex Dias? Quella volta che i Verdi vinsero 5-1. Fece la pantera quando segnò. Fai la pantera!’. Quel match, lo vincemmo 4-1. Io segnai il primo gol, Bafé il terzo, e fece la pantera. Oggi la fa sempre. È un piccolo omaggio ad Alex.”

Ancora oggi a Istanbul, nella migliore stagione della sua carriera, Bafé esulta mimando la Pantera Nera di Alex Dias de Almeida, vecchio idolo “Stéphanois”.

I tifosi del Galatasaray lo hanno seguito a ruota, scatenando autentici tormentoni. Ultimo tra tutti la riedizione della canzone turca “Sen Olsan Bari” di Aleyna Tilki, hit da 312 milioni di visualizzazioni su Youtube, cantata ogni domenica dagli UltrAslan in tribuna con le parole Bafétimbi Gomis a sostituire il ritornello.

“‘Sen Olsan Bari’ è una canzone molto popolare in Turchia – racconta a MondoFutbol Çağdaş Sevinç, opinionista della testata giornalistica turca FutbolArena e collaboratore di BeinSportsUna volta Gomis condivise quella canzone sul suo account di Instagram, così tutti i turchi identificarono quel ritornello con lui. Al di là di questo, la ragione per cui Gomis s’è adattato così velocemente in Turchia è la sua abilità nel convertire le occasioni da gol; e non solo, i tifosi del Galatasaray amano la sua ambizione, la sua etica del lavoro, e questo lo ha motivato ancor di più a ripagare così tanto affetto espresso dai tifosi.”

La risposta di Bafé è arrivata sul campo: 26 gol in 27 partite, a una sola rete dallo score nel 2015/2016 di Mario Gómez, miglior marcatore straniero di sempre nella storia della massima divisione turca.

Cifre da capogiro, arrivate in un contesto tutt’altro che semplice (l’esperienza altalenante di Robin van Persie al Fenerbahçe parla da sé), con il merito anche di un allenatore che tradizionalmente esalta il gioco dei suoi attaccanti. “Gomis e Terim hanno un buon rapporto – continua Sevinç. Fatih Terim ama sempre i giocatori di talento e Gomis è davvero un giocatore molto professionale che ha stabilito un’ottima relazione con chiunque all’interno del club.”
Ci aveva avvertito a Istanbul, qualche mese fa, un suo avversario, Emmanuel Adebayor. “Se date un’occhiata a come Bafétimbi Gomis sta giocando adesso al Galatasaray, ciò che più si nota è che è fisicamente pronto – ha raccontato il togolese ai microfoni di MondoFutbolÈ in forma, perché lavora tanto ogni giorno. Se andate sul suo profilo Instagram vedete quanto lui stia lavorando.” 

Una lotta, quella tra Adebayor e Gomis, che continua ogni fine settimana nella corsa al titolo tra Başakşehir e Galatasaray (sul campo, una contro l’altra, domenica sera alle 18 italiane). Al momento la classifica vede i giallorossi al secondo posto in classifica, con quei 26 gol di Gomis che hanno un peso a dir poco determinante. Non è bastato, però, a convincere, almeno per ora, Didier Deschamps.
“Gomis ha competitor di alto profilo come Giroud e Lacazette – aggiunge Sevinç – ma entrambi stanno facendo registrare prestazioni poco efficienti.

Per questo Gomis ha ancora una chance di essere in Russia quest’estate.

Personalmente, penso che meriti una convocazione dalla Nazionale, dato che un attacco con Griezmann, Mbappé e Gomis sarebbe fantastico.” Mal che vada Bafé saprà di aver trovato, forse per la prima volta in carriera, il suo ambiente ideale. E non è poco per lui, che ha già dichiarato di voler replicare la pantera nera nella prossima edizione di Champions League, con la maglia del Galatasaray. Compierà 33 anni in agosto, ma le certezze raggranellate negli ultimi mesi a Istanbul, Gomis, non le ha mai avute prima.
Saint-Étienne, Lione, Swansea, Marsiglia, Istanbul. Per chiudere in bellezza la carriera di Bafé, in fondo, manca giusto un biglietto per Mosca.

 

Credits
Foto ©LaPresse
Si ringraziano Kevser İme Şahin e Çağdaş Sevinç