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Community football e la Classe del ’92, l’altro derby di Manchester

Il quartiere residenziale di Moston, a poco più di cinque chilometri dal centro di Manchester, si inizia a colorare di rosso fin dalla tarda mattinata di sabato.

Tante le persone, chi con una sciarpa al collo o con addosso una maglia, che camminano assieme. Se li avvicini per chiedere loro se stanno per andare a tifare il Manchester United, ti risponderanno che la loro squadra del cuore ha un nome simile, ma che, in realtà, è tutta un’altra storia.
Questi tifosi, circa tremila in media per ogni partita in casa, non stanno camminando verso il tram che li porterebbe ad Old Trafford. Sono sì mancunians vestiti di red, come i cugini più famosi, ma sono diretti a Broadhurst Park per tifare la squadra della quale sono probabilmente anche azionisti: lo United of Manchester.

Il Football Club United of Manchester è il più grande club britannico basato sull’azionariato popolare. Fondato nel 2005 da un gruppo di tifosi del Manchester United, come segno di protesta contro l’acquisto della società da parte del miliardario statunitense Malcom Glazer, il club, oggi, è più che un semplice fenomeno di colore. I fondatori dello United of Manchester, che rimangono fondamentalmente dei simpatizzanti dei Red Devils, dopo parecchie proteste dentro e fuori Old Trafford (famose le sciarpe giallo-verdi, il colore della prima maglia dello United), hanno deciso di intraprendere un’altra strada.

E di strada ne hanno fatta per arrivare a costruire uno stadio come quello di Broadhurst Park: impianto da 4.500 spettatori, inaugurato nel 2015 con un’amichevole contro il Benfica. Non a caso la squadra contro la quale il Manchester United di George Best vinse la sua prima Coppa dei Campioni nel 1968, a Wembley.

Conquistata, nello stesso anno di fondazione, la North West Counties League Division Two, all’undicesimo gradino della piramide del calcio inglese, lo United of Manchester ci ha messo un po’ di tempo per risalire le varie division. Mentre l’attenzione per il progetto cresceva a livello internazionale, i litigi tra soci non hanno giovato alla salute della squadra, che comunque, in meno di dieci anni, ha conquistato cinque promozioni. Dal 2015 il club si fa rispettare nella National League North (sesta serie), riuscendo anche ad alimentare il proprio settore giovanile e mettere in campo una quadra femminile.
Il vero successo dello United però è rappresentato dall’aver ricreato il senso di community attorno al calcio, all’ombra di due giganti multi milionari. Molte infatti sono le iniziative benefiche e le raccolte di fondi per finanziare progetti sociali che ruotano attorno al club. D’altro canto i rapporti con i Red Devils non sono mai decollati, anzi lo stesso Alex Ferguson nel 2006 criticò l’idea di formare un nuovo club:

Mi sembra molto triste, e mi chiedo se veramente queste persone abbiano mai tifato per lo United”,

disse Sir Alex. E così anche molti giocatori allenati da Ferguson non hanno mai dimostrato grande entusiasmo per questo progetto di community football.

Dal 2014 però la storia è cambiata. Infatti, un pezzo di storia dello United, ‘la classe del 92’, ha deciso di comprare la quarta squadra di Manchester.

Fatta eccezione per David Beckham, i fratelli Neville, Paul Scholes, Nicky Butt e Ryan Giggs sono diventati proprietari del Salford City. Salford, come Moston, prima periferia della città, è un quartiere urbanisticamente strutturato grazie agli investimenti degli ultimi anni. Non a caso nel 2013 la BBC ha spostato qui la maggior parte delle redazioni.

L’idea di acquisire il Salford è stata dettata anche da una questione sentimentale.

Ho fatto il mio primo provino per il Manchester United proprio qui a Salford quando avevo 11 anni – ha detto Gary Neville al Manchester Evening News nel 2014 -. Questa squadra mi ricorda quanto ero bambino: l’entusiasmo, la passione e la voglia di diventare un professionista.”

Non è un caso che anche la maglia del Salford sia rossa, ma per obiettivi e budget la squadra assomiglia più al Manchester City dello sceicco. Nel tentativo di portare il Salford tra i professionisti al più presto possibile, i nuovi proprietari non hanno lesinato sugli ingaggi di giocatori di categoria superiore, presentando anche un progetto per ampliare lo stadio di Moor Lane. I risultati, come ha mostrato la BBC in un documentario (‘The class of 92 – out of their league’), non si sono fatti attendere: due promozioni consecutive e, nel 2015, addirittura la vittoria in FA Cup contro il Notts County, squadra di League 2.

Quest’anno, per la prima volta, Salford e United of Manchester hanno giocato nello stesso campionato, dando vita ad un inatteso e molto acceso derby. Il Salford, che ha una rosa migliore, ha vinto entrambe le gare: 1-0 in casa e 3-0 in trasferta. Con la stagione agli sgoccioli, lo United of Manchester è matematicamente salvo mentre il Salford spera di agganciare i play-off. Qualora li vincesse, approderebbe tra i professionisti, continuando la propria scalata che, un giorno, potrebbe dare vita ad una nuova stracittadina dopo quella alternativa, poetica e genuina vissuta tra i dilettanti questa stagione.

Perché oltre a Mourinho, Guardiola, Ibrahimovic e Aguero, a Manchester c’è molto altro.

Foto di copertina ©Charlotte Tattersall/Pitchero
Foto FC United of Manchester ©Joseph Gibbons
Foto Classe del ’92 ©BBC
Foto Salford City vs United of Manchester ©Charlotte Tattersall/Pitchero