Alla scoperta del Craiova, avversario del Milan in Europa League

27 luglio 2017: una data storica per l’Universitatea Craiova che, dopo 16 anni di assenza, tornerà a disputare una gara nelle coppe europee affrontando il Milan al terzo turno preliminare di Europa League. La sfida, sulla carta, è impari.

La speranza per i romeni, allora, va trovata nella storia.

Coppa UEFA 1982/83: anche in quell’occasione il percorso dei romeni inizia contro una squadra italiana, la Fiorentina di Eraldo Pecci e dei campioni del mondo Antognoni, Bertoni e Passarella. Nell’esordio a Craiova sono i viola a portarsi in vantaggio, salvo uscire sconfitti 3-1 con tre reti segnate nel secondo tempo dai padroni di casa. La ciliegina sulla torta è la punizione da trenta metri di Ilie Balaci che giustizierà la Fiorentina, destando l’interesse del Milan: il trasferimento di Minunea Blondă (“il miracolo biondo”) non avverrà mai, bloccato dal regime di Ceaușescu.
La gara con la Fiorentina sarà l’antipasto di una spettacolare cavalcata fino alla semifinale, dove l’Universitatea sarà fermato dal Benfica di Sven-Göran Eriksson solo per i gol segnati in trasferta, nonostante l’iniziale vantaggio siglato da Balaci.

Da quella squadra gloriosa, chiamata Craiova Maxima, è passata tanta acqua sotto i ponti. L’avvento del professionismo ha visto il distacco della squadra di calcio (FC Universitatea Craiova) dalle attività della polisportiva legata all’ateneo (CS Universitatea Craiova) e l’avvento di Adrian Mititelu come proprietario. Poi, nel 2011, l’inizio di una complessa battaglia legale, con la rinascita di una squadra legata alla polisportiva nel 2013 e la dissoluzione del club di Mititelu nel 2014, non prima di un assurdo derby tra le due Universitatea Craiova in seconda divisione.
A giocare contro il Milan sarà il nuovo club, già escluso due anni fa dalle competizioni europee, che richiedono che le squadre partecipanti siano affiliate da almeno due anni alla propria federcalcio.

Il sogno di riportare Craiova in Europa è stato soddisfatto, e anche se contro una rivale italiana non nascerà una nuova “Craiova Maxima”, almeno per una sera l’orgoglio dei tifosi biancoblù potrà crogiolarsi alla luce dei riflettori di San Siro.

Per l’occasione MondoFutbol ha intervistato Emanuel Roşu, giornalista romeno che vota al Pallone d’Oro nonché prestigiosa firma di The Guardian, World Soccer e BBC. Grazie al suo aiuto siamo andati alla scoperta di punti di forza, debolezze e retroscena relativi all’avversaria del Milan in Europa.

Innanzitutto, c’è molta curiosità in Italia attorno a Devis Mangia, ex allenatore del Palermo, annunciato lo scorso maggio dal CSU Craiova. Come si sta ambientando?

“Il Craiova ha fornito una prestazione molto convincente contro lo Iași, nella prima partita della stagione, l’impatto di Mangia è stato buono. Sono state riportate voci secondo cui alcuni giocatori non si sono ancora adattati ai suoi metodi di lavoro, hanno bisogno di tempo per capire cosa chiede loro e lui ha bisogno di tempo per inserirsi, ma ora tutto procede bene. Craiova è una città molto emozionale, tutto può cambiare in una partita o due laggiù. I loro tifosi sono davvero passionali, sono matti per il calcio e Mangia diventerà probabilmente un idolo se li dovesse riportare a lottare per la gloria.

Sta lavorando bene, i giornalisti che l’hanno visto dicono che è “totalmente differente” rispetto ad altri allenatori passati per il club. E ciò che è differente è buono.

Chi sono i principali giocatori da seguire nel Craiova?

“Băluță, Zlatinski, Bancu. Ivan, il capitano, ha appena lasciato per il Krasnodar, quindi non darà problemi al Milan. Băluță (foto sotto) è minuto, ma è molto dotato tecnicamente. Non è semplice adattarsi a lui, perché spinge sempre in avanti, provando a trovare soluzioni, cercando di mettere in difficoltà l’avversario. Zlatinski è un combattente a centrocampo, ha un’influenza importante sulla squadra, mentre Bancu ha momenti di brillantezza che spesso portano a grandi occasioni da gol.”

Quali sono i loro punti di forza e le loro debolezze?

“Il nucleo della squadra è lo stesso. Nonostante abbiano venduto qualche giocatore la scorsa stagione e ne abbiano lasciati partire altri, gli uomini chiave del gruppo sono sempre quelli. I tifosi possono essere un punto di forza importante, nonostante il Craiova non giochi realmente in casa perché sta costruendo un nuovo stadio. Non offriranno una rivoluzione in termini di classe, ma possono sorprendere là davanti con giocatori molto dotati tecnicamente. Il contropiede sarà un’arma importante e il Craiova cercherà di trarne il massimo. Punti di debolezza? Ne hanno molti. La squadra non è completa, mancano soluzioni in difesa. Il portiere, Calancea, alterna dei momenti in cui sembra Buffon ad altri in cui è semplicemente Calancea. Se è in giornata, è ottimo. Se non lo è, il Milan ne trarrà vantaggio. Anche davanti, diciamo che il Craiova non terrorizza gli avversari.

Hanno sprecato un gran numero di opportunità la scorsa stagione e nessuno dei giocatori arrivati finora mi dà l’impressione di poter risolvere il problema.

Il CSU Craiova è stato di fatto fondato nel 2013. Qual è la situazione del club, al momento, dentro e fuori dal campo?

“Il CSU è stato adottato dalla città, nonostante il proprietario dell’FCU Mititelu stia provando a creare un nuovo club per continuare la tradizione di quello scomparso tre anni fa. Le persone sono divise, c’è chi dice che questo CSU non li rappresenta e aspetta la creazione di un nuovo Universitatea nelle divisioni inferiori. Chi ha tempo, troverà sicuramente interessante un documentario di 45 minuti in proposito.”

Introduzione di Damiano Benzoni e intervista di Bruno Bottaro
Foto nell’articolo ©Gazeta Sporturilor
Foto fans Craiova ©AP/LaPresse
Immagine di copertina ©Răzvan Păsărică