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Il derby del Galles: Cardiff City-Swansea

Più che un derby, gli incroci tra Swansea City e Cardiff City assomigliano a un’operazione militare.

Questa la routine del primo storico incrocio in Premier League, a Cardiff il 3 Novembre 2013. Ore 12.00: appello dei 2.200 tifosi degli Swans davanti al Liberty Stadium di Swansea. Polizia presente. Ore 12.30: partenza. La polizia scorta 47 pullman verso Cardiff. Durata del viaggio: un’ora circa, uniche soste quelle programmate in anticipo. Durante il match, la polizia forma un cordone che separa le due tifoserie – dentro lo stadio, ma anche lungo l’autostrada M4 tra le città. Al termine: ritorno immediato a Swansea – sempre sotto scorta. Unico scopo: evitare in qualunque modo che le due tifoserie si sfiorino. È la realtà delle “bubble trips”, le trasferte bolla, l’unico modo in cui i tifosi possono vedere un derby in trasferta dal 1997.

Non mettiamo piede sulle strade di Swansea da 15 anni. La gente dice che la polizia rovina il derby, ma non è vero. Di solito non sono dalla parte della polizia, ma qui prevengono un bagno di sangue”,

aveva detto Annis Abraham, un ex-hooligan e da 41 anni abbonato al Cardiff City, al Guardian prima di quella partita.

swansea

Il derby del Galles è famoso in tutta l’isola per le scene di violenza che l’hanno accompagnato nella sua storia.

Nel 1988 al vecchio “Vetch Stadium” di Swansea, una rissa degenerò e proseguì per le vie della città, fino alla spiaggia di Swansea.
Dei tifosi dello Swansea spinsero un piccolo gruppo di tifosi del Cardiff fino in mare. Ci sono diverse versioni di come andò a finire, ma una cosa è certa: da quel giorno, “Swim away” (“Nuotate via”) è uno dei cori preferiti dei tifosi dello Swansea, cantato mentre mimano il nuoto a rana.

Nel 1991 furono arrestati 39 tifosi. Lo stesso anno a fine gara, il portiere dello Swansea Roger Freestone disse di aver trovato £65 in monetine dentro la sua porta lanciate in un solo tempo. Lo scontro più violento fu nel 1993: al vecchio “Ninian Park” di Cardiff, i tifosi dello Swansea cominciarono a staccare poltroncine e lanciarle contro gli avversari. I tifosi del Cardiff invasero il campo cercando il confronto.

L’episodio è ricordato come “Battaglia di Ninian Park”, e da allora le tifoserie non si scontrano più.
Per quattro anni le trasferte furono completamente vietate. Poi, nel 1997, cominciarono le “bubble trips”.

Per usare le parole di Andy Legg, uno dei 31 giocatori ad aver indossato entrambe le maglie, al Guardian: quando si parla di Swansea e Cardiff,

Odio non è una parola abbastanza forte.”

Se sembra strano pensare che due città separate da soli 55 km e unite da un forte senso di appartenenza gallese riescano a odiarsi così tanto, sorprende ancora di più pensare che non è sempre stato così. Nei primi anni, a partire dal primo derby nel 1912, quasi non c’era rivalità.
Si dice addirittura che nel 1927 centinaia di tifosi dello Swansea accompagnarono il Cardiff City a Wembley per sostenerlo in una finale di FA Cup contro l’Arsenal.

cardiff-cityLa rivalità è cambiata col cambiare del Galles.

Negli anni ’80, in cui il derby si inasprì, Margaret Thatcher condusse una piccola battaglia contro i minatori – e le miniere erano una parte importante dell’economia gallese. Il paese vide disoccupazione, proteste e scioperi.

Da quel periodo, Swansea-Cardiff City si accese di tensioni che vanno dal piano sportivo a quello politico, da quello economico a quello culturale.

Da un lato c’è Cardiff, la capitale al tempo stesso più inglese e più internazionale, e fulcro economico del Galles – che per anni ha ottenuto gran parte dei finanziamenti e dei riflettori rivolti al paese. Dall’altro Swansea, una città più antica e non molto più piccola, che si sente sullo stesso piano di Cardiff, ma trattata alla stregua del cugino minore.

cardiff-swanseaUn esempio è l’edificio del Senedd, l’assemblea gallese costruita a partire dal 2001: Swansea aveva chiesto di ospitare l’istituzione, Cardiff era indifferente a riguardo. Per qualche motivo la scelta ricadde comunque su Cardiff e a Swansea toccò una piscina nuova.
A Swansea, il calcio è accompagnato da un senso di rivalsa. Myreg, ultrasessantenne tifoso degli Swans e indipendentista gallese, racconta che non è solo una questione di essere finalmente la squadra più forte in Galles, dopo anni di dominio del Cardiff City: è una questione di identità.

Cos’ha di gallese il Cardiff?”

chiede provocatoriamente a un amico tifoso dei Bluebirds. Il Cardiff City ha un proprietario straniero, il malese Vincent Tan.
Lo Swansea è stato acquisito nel 2002 da imprenditori e tifosi locali. Lo Swansea ha un sito in gallese e persino delle maglie in gallese, il Cardiff City no. Per tifosi come Myreg, questo è importante.

Non mi interessavo di calcio,”

racconta.

Poi a un evento sulla lingua gallese, ho trovato uno stand della FA gallese, e un altro dello Swansea City. Il Cardiff City non c’era. Non volevo comprare nulla ma diedi un’occhiata, e vidi la maglia del Swansea; nera, con una striscia bianca e un cigno in mezzo, tutta in gallese. È così che sono diventato tifoso dello Swansea.”

Oggi, almeno per ora, la storia e le tensioni rimangono lontane dai campi, per il sollievo delle autorità. L’ultimo scontro tra le due squadre coincide con l’ultima partita in Premier League, l’8 febbraio 2014 a Swansea. 3-0 per i padroni di casa.
Ma lo Swansea è ultimo in Premier, e in caso di retrocessione tornerà il derby del Galles. Contattata da MondoFutbol, a oggi la Football Association non ha specificato se le “bubble trips” continueranno o le tifoserie saranno lasciate libere.

Ma per ora il derby del Galles, l’odio e le violenze rimangono un’ipotesi. Per ora la storia è solo storia.

Foto ©Jon Candy

Foto di copertina ©Getty Images