El Jefecito y El General

Dobbiamo stare attenti al Venezuela. Ha giocatori di alto livello, è stato in grado di tenere testa al Messico, che qua praticamente gioca in casa. E soprattutto ha eliminato l’Uruguay,

ha detto “El Tata” Martino subito dopo il 3-0 della sua Argentina alla Bolivia.
Parole di circostanza, sì, ma fino a un certo punto. Al “Tata” non è certo passato inosservato il calcio che la “Vinotinto” di Dudamel sta facendo vedere in questa Copa América. Gioco semplice, pulito e ordinato, con un tandem d’attacco formato da due giocatori imprescindibili. Martínez sta proseguendo ai livelli a cui aveva finito la stagione nel Torino. Anzi, sta facendo decisamente meglio, con una consapevolezza dei propri mezzi che gli permette di inventarsi rovesciate impossibili, anche solo da immaginare. Rondón, molto semplicemente, sta giocando da Rondón.


Sulle fasce, Dudamel ha saputo valorizzare al massimo Alejandro Guerra e Adalberto Peñaranda. I due hanno dodici anni di differenza (il primo è un ’85, il secondo un ’97), ma la sostanza è la stessa: “garra y calidad”, anche contro gli avversari più ostici, come il sorprendente Messico di Osorio.

Ma il vero perno di questa Venezuela è il suo capitano, il suo Generale. La leadership di Tomás Rincón è straripante. Nel centrocampo disegnato da Dudamel, il giocatore del Genoa (che ora sembrerebbe destinato alla Roma) è un equilibratore imprescindibile, così come lo abbiamo conosciuto in Italia.

Essere realisti è la strada più battuta verso la mediocrità,

ha scritto due giorni fa “El General” sul suo profilo Instagram.

Tomas-Rincon
Ecco, questo è il manifesto della “Vinotinto”, che ottiene grandi risultati soprattutto perché si pone obiettivi che vanno ben oltre le sue possibilità. E lo fa attraverso un gruppo che lo stesso Rincón definisce “familia unida”.
Questa notte, fenomeni (rosarini, in particolare) permettendo, la partita potrebbe essere decisa in mezzo al campo, così come era stato per Cile-Argentina. E saranno, quindi, uno di fronte all’altro Tomás Rincón e Javier Mascherano.

“El Jefecito” contro “El General”, i due veri leader emotivi di Argentina e Venezuela.

Uno, “Il piccolo capo”, è il condottiero di una squadra dal talento immenso che, anche alla luce delle prime eliminazioni eccellenti, è la favorita d’obbligo per vincere la Copa. L’altro, “Il Generale”, è il simbolo di una famiglia unita che rigetta realismo e mediocrità. E punta all’impossibile.