Il momento difficile di James | El difícil momento de James

di Guido Montana (@MondoFutbolCom)

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Non è un bel momento per il “niño de oro”, James Rodríguez, proprio no.

Spesso criticato negli ultimi tempi in Spagna per alcuni suoi supposti atteggiamenti “poco professionali” fuori dal campo e una certa propensione a godersi la movida madrileña. L’inseguimento subito da parte della polizia spagnola a inizio anno fino ai cancelli di Valdebebas, causa velocità eccessiva (200 km/h) alla guida della sua Audi M-40 non ha aiutato, ecco. Seriamente indiziato di essere stato uno dei principali congiurati nello spogliatoio dietro la cacciata di Rafa Benítez, mai amato effettivamente da James (sentimento ricambiato?), dal banquillo dei Blancos.

E anche dopo l’arrivo della leggenda Zizou, le cose non sembrano migliorare.

Fuori dall’undici iniziale per due volte consecutive per scelta tecnica, in occasione dell’ultima partita il gioiello colombiano si è reso protagonista di un paio di situazioni incresciose che testimoniano comunque uno stato d’animo non certo sereno. Il problema avuto durante il riscaldamento, le espressioni di James (e soprattutto quelle di Zidane…), impietosamente evidenziate dagli obiettivi delle telecamere, già non lasciavano presagire nulla di buono.
Poi, dopo l’ingresso in campo contro lo Sporting Gijon (5-1 il finale per il Madrid), l’incidente causato in modo fortuito, ovvio, a Karim Benzema. Anche qui, però, è possibile leggere un momento di scarsa lucidità del ragazzo, oltre alla sfortunata casualità dell’episodio.
Adesso, inevitabile, è partita la grancassa della stampa e delle temibili radio di casa, in Colombia, perché cresce la preoccupazione per le sorti dell’idolo della Selección cafetera.

Passerà, perché James ha i mezzi, tecnici e mentali, per tirarsi fuori da questa situazione.

Un altro infortunio, quello di Gareth Bale, potrebbe adesso riaprirgli le porte della prima squadra e offrirgli quei minuti necessari a riprendersi la fiducia di tecnico, compagni e dell’esigente pubblico del Bernabéu. Molto dipenderà da lui, dalla sua capacità di reazione di fronte a questo nuovo scenario nella sua esperienza madridista.

Tuttavia, la pressione sale e per superare l’onda emotiva (e a Madrid può essere molto grande), forse, sarà necessario che il “niño” si faccia definitivamente uomo.


No es el mejor momento para el “niño de oro” James Rodríguez.
En España en los últimos meses muchos criticaron al colombiano por su actitud “poco profesional” y por su inclinación a gozar de la movida madrileña. Además el perseguimiento del jugador por parte de la Policía hasta la entrada del centro deportivo de Valdebebas por exceso de velocidad que tuvo lugar a principios del 2016 ha complicado el asunto.
James ha sido sospechado de ser uno de los más importantes “conjurados” que han favorecido el despide de Rafa Benítez.

La relación entre Rafa y el colombiano nunca ha sido buena.
Tampoco la situación ha cambiado con la llegada de la “leyenda” Zidane.

En los primeros dos partidos de “Zizou” en el banquillo “blanco” James no fue titular y protagonizó unas situaciones que certifican el estado de ánimo de James.
Los problemas durante su calentamiento, las expresiones del colombiano (las de su entrenador también…) grabadas por la televisión no eran un buen signo.
Además, después del ingreso de James contra el Sporting de Gijón y el infortunio fortuito que el delanteró causó a Benzema. Una vez más el colombiano pareció poco lúcido y también desfortunado. Ahora es inevitable que en Colombia, la patria del “niño de oro”, crece la preocupación para el futuro del ídolo de la Selección cafetera.

Es sólo un momento porque James tiene las calidades técnicas y mentales para sacarse de esa situación.

Ahora la lesión de Gareth Bale podría ofrecer al “niño de oro” la oportunidad de ganar la titularidad en los Blancos y también de ganarse la confianza del técnico francés, de los compañeros y de la afición madridista, la más exigente del mundo. Mucho dependerá de cómo el mismo “niño” reaccionará en este nuevo escenario.

Sin embargo la presión aumenta y para superar la onda de emociones, quizás será necesario que el “niño” se convierta en hombre.