Il taccuino di Leonardo: l’Antalyaspor oltre Eto’o, Ménez e Nasri

Leonardo Nascimento de Araújo, più conosciuto semplicemente come Leonardo, riparte dalla riviera più glamour del calcio turco. Antalya è una città favolosa, l’Antalyaspor è un club in crescita e rappresenta il progetto ideale per il tecnico brasiliano, di nuovo in panchina dopo le esperienze con MilanInter e la successiva sfida da dirigente al PSG. Dalla Turchia è stato contattato da una società ambiziosa, con strutture avanzate e uno stadio talmente avveniristico da avere pannelli solari sul suo tetto.

Ma cosa troverà, Leonardo, sul campo?

Per scoprirlo MondoFutbol apre idealmente il suo block notes di viaggio, ricco di appunti che raccontano passato e presente degli “Scorpioni del Mediterraneo”.

Gli ultimi anni: alti e bassi.

Circa un anno fa l’Antalyaspor sprofondava in classifica, fino a costringere il neo-presidente Ali Şafak Öztürk a operare una scelta drastica. La squadra è ripartita da un’autentica leggenda del futbol anatolico, Rıza Çalımbay, che ha trascinato il gruppo fino al 5° posto. È soltanto il regolamento a negare l’Europa al club della riviera mediterranea: non basta una pregevole rimonta durata diversi mesi. Il ticket continentale va al Konyaspor, che è 9° in classifica ma vince per la prima volta la Coppa nazionale. Della scorsa stagione, ad Antalya, resta il 4-2-2-2 (che si trasforma in 4-2-3-1) di mister Çalımbay. Per il resto, l’estate non ha scacciato i fantasmi di 12 mesi fa, con un altro esonero, stavolta per il guru di Sivas. Non poteva andare altrimenti, dal momento in cui l’obiettivo dichiarato è portare il club in Europa.

Mercato: l’Antalyaspor ha regalato un’estate movimentata ai suoi tifosi.

L’acquisto più rumoroso e mediatico è senz’altro Samir Nasri dal Manchester City. La struttura della squadra è composta anche da William Vainqueur (1988, cc ex Roma e OM), Johan Djourou (1987, ex stopper dell’Amburgo), Jérémy Ménez e Maicón (1990, ala destra ex Lokomotiv Mosca). È arrivato anche un portiere belga, Ruud Boffin (1987), grande conoscitore della Süper Lig e della Turchia.
In uscita il promettente attaccante Jean-Armel Drolé (ex Perugia, classe 1997, Abidjan). Un peccato: quest’anno l’ivoriano, cresciuto in Italia dai Salesiani, scalderà i motori in prestito all’Ümraniyespor (seconda divisione). Se n’è andato anche un altro numero 9, M’billa Etame, in direzione Alanyaspor (club “amico-rivale”, sempre sulla costa del Mediterraneo). Con lui, il centrocampista Jean Makoun ha fatto le valigie.

Segni particolari: il soprannome dell’Antalyaspor, “Akrepler”, letteralmente “Scorpioni”.

Tre anni fa il club è tornato in Süper Lig, acquistando Eto’o immediatamente dopo la promozione. Un anno dopo una rivoluzione ha ridisegnato la società: ora ai piani alti comanda il 33enne Ali Şafak Öztürk. Fondatore di WhoScored.com, proprietario del resort Regnum Carya (sotto in foto, ndr), ha studiato in Inghilterra ed è pronto a raccogliere l’eredità familiare come membro del consiglio di amministrazione dell’OPET, società attiva nel ramo degli idrocarburi in Turchia. Già il “vecchio” Antalyaspor, rappresentato dal 54enne Gültekin Gencer, manteneva legami evidenti con il settore dei real estate (Rixos Hotels) e del turismo di Antalya. Ultima curiosità: l’Antalyaspor è l’unico club turco ad avere un italiano nella struttura societaria. Si tratta di Cristiano Acconci, co-fondatore di WhoScored e amico di Öztürk.

Punti di debolezza della rosa: porta e movimenti difensivi.

Nelle prime 5 giornate l’Antalyaspor ha alternato due portieri: il belga Boffin e il turco Ferhat Kaplan. Non c’è un vero titolare, almeno per ora. La difesa, invece praticamente fissa, ha mostrato diverse lacune nei movimenti e nelle letture. Diagonali, movimenti corali, aiuto costante da parte dei centrocampisti: tutti punti su cui la squadra ha mostrato di non avere la compattezza necessaria.

Punti di forza della rosa: centrali difensivi molto forti sui piazzati, creatività in avanti.

La fisicità non è certo un punto debole dei bianco-rossi di Antalya. A centrocampo l’ex Galatasaray Yekta Kurtuluş e il brasiliano Charles hanno gestito bene il doble pivote, e si completano abbastanza bene; più di quantità il primo, più di qualità ed estro il secondo. Sono riusciti a imbrigliare la rete fisica del Galatasaray di Tudor: da agosto, momento in cui il cimbom ha messo un’altra marcia, il Gala s’è fermato solo ad Antalya. Il rientro di Sandro, leader nel gruppo nella rimonta dell’anno scorso, può aggiungere ulteriore qualità; per non parlare di William Vainqueur, atteso con curiosità. La trequarti-campo è una delle più interessanti nel panorama turco: da Nasri, nel centro, a Maicón, Karabulut, Danilo e (all’occorrenza) Ménez, le opzioni sono tante. E poi c’è Eto’o, unico e insostituibile, capitano vero: in due stagioni è già diventato il miglior marcatore nella storia del club.

La prima parte del taccuino di Leonardo si chiude qui: tante le tessere del puzzle, non facilmente compatibili tra loro.

Le richieste sono subito alte: portare l’Antalyaspor in Europa. La vera impresa, però, sarebbe costruire un progetto duraturo sulla riviera del Mediterraneo. Le strutture ci sono, mancano solo gli ingredienti di base. La società ha scelto lui soprattutto per quello. Ed è una sfida che Leonardo vuole vincere.

 

Appendice: appunti tecnici sulla rosa

Varianti di formazione dell’Antalyaspor nelle ultime tre partite:

4-2-3-1 vs Kayseri, KO 2-0: Kaplan; Celutska, Djourou, Diego Angelo, Sakib Aytaç; Yekta Kurtuluş, Charles; Maicón, Nasri, Karabulut; Eto’o.

4-2-2-2 vs Galatasaray, 1-1: Kaplan; Celutska, Djourou, Diego Angelo, Sakib Aytaç; Yekta Kurtuluş, Charles; Maicón, Danilo; Eto’o, El Kabir

4-2-3-1 vs Yeni Malatyaspor, 1-1: Boffin; Celutska, Djourou, Diego Angelo, Sakib Aytaç; Salih Dursun, Charles; Maicón, Nasri, Karabulut; Eto’o

Portieri:

Ferhat Kaplan (1989), turco di Smirne. Ha preso il posto a Boffin nelle ultime partite, ha giocato un buon match contro il Galatasaray.

Saso Fornezzi (1982), sloveno. Fuori rosa. Ha giocato molti anni per l’Antalyaspor. In grado di effettuare parate spettacolari, è però deficitario nelle uscite.

Ozan Özenç (1993), turco di Smirne. Scuola Denizlispor.

Ruud Boffin (1987), belga con passato all’Eskişehirspor, squadra in cui ha lasciato un pezzo di cuore. Grande esperienza e conoscenza del campionato, sa calciare bene con i piedi. Ha fatto scalpore questo suo gol.

Difensori:

Diego Ângelo (1986), stopper brasiliano. In grado di giocare anche da libero vero e proprio, ha un passato ormai di diversi anni in Turchia, anche lui all’Eskişehirspor dove giocava il portiere Ruud Boffin. Leader difensivo, stacca bene di testa.

Luis Francisco Grando “Chico” (1987), stopper brasiliano. Ha giocato a Gaziantep, lasciando un buon ricordo. Altro difensore centrale con ottime capacità di testa, anche offensive.

Yusuf Çelik (1996), stopper turco. Giovane di Antalya proveniente dal vivaio.

Sakib Aytaç (1991), terzino sinistro. Tecnicamente ha diversi limiti, però ha corsa e mostra tanta volontà. Idolo dei tifosi a causa del suo temperamento mai domo, si trova bene ad Antalya dal 2014. Un suo gol in un trionfo per 4-2 al Fenerbahçe è rimasto nella leggenda.

Musa Nizam (1990), terzino sinistro. Arrivato quest’estate, ha già girato parecchio in Turchia. È in grado più di spingere che di fare le diagonali. Scartato dal Trabzonspor.

Ondrej Celutska (1989), terzino destro ceco. Ex Trabzonspor (ha avuto un ottimo impatto, a differenza di Nizam), era presente nella vittoria per 0-1 all’Inter a San Siro. Ora è titolare praticamente inamovibile dell’Antalyaspor, leader dentro e fuori dal campo. Attento e ordinato in difesa.

Salih Dursun (1991), terzino destro e centrocampista centrale. Anche lui ex Trabzonspor, è diventato famoso in Turchia per un gesto singolare: sventolò il cartellino rosso all’arbitro in una partita del Trabzon a Istanbul contro il suo ex club, il Galatasaray. Molto duttile, non eccelle in molte qualità. Può dare verve a partita in corso. Era stato preso dal Gala di Mancini in un’epoca in cui in Turchia non si potevano far giocare più di 5 stranieri nelle partite di campionato.

Nazim Sangaré (1994), terzino destro turco-tedesco arrivato quest’estate. Scuola Aachen.

Johan Djourou (1987), stopper della nazionale svizzera. Ex Amburgo, cerca il rilancio della propria carriera sulla riviera mediterranea. Ogni tanto ha amnesie difensive e non ha sempre palesato sicurezza nelle ultime giornate.

Centrocampisti:

William Vainqueur (1988), centrocampista centrale ex Roma e OM, non ha bisogno di presentazioni.

Sandro (1989), mediano ex QPR, brasiliano. Leader assoluto nella scorsa stagione come pivot basso di centrocampo, nel ruolo di Busquets: interdizione, rottura e ripartenza dell’azione. Giocatore chiave, ora infortunato: la squadra va in difficoltà quando Sandro non c’è. Da verificare la tenuta fisica.

Charles (1985), centrocampista centrale/mediano brasiliano. Ha tanta energia, ma ha anche il difetto di concludere poco e talvolta effettua scelte poco illuminanti, perdendo tempi di gioco. Ha comunque un buon feeling con il pallone e l’anno scorso ha offerto diverse prestazioni ben oltre la sufficienza.

Oğuz Mataracı (1994), centrocampista centrale turco. Si è visto pochissimo.

Zeki Yıldırım (1991), centrocampista centrale. Ha 26 anni ma è un habitué della lega turca. Conosce il campionato e i suoi interpreti, è un mediano che non bada al sodo. Giocatore utilissimo in certe partite in cui serve densità a centrocampo.

Yekta Kurtuluş (1985), centrocampista centrale. Veterano vero e proprio del calcio turco, ha un passato al Galatasaray (ha giocato diverse partite sotto la guida di Prandelli). Yekta porta quantità (come Zeki) ma aggiunge quell’esperienza che s’impara con gli anni. Difetto, tanti cartellini.

Harun Alpsoy (1997), centrocampista centrale turco cresciuto in svizzera. Può avere poco spazio con i tanti centromediani presenti ad Antalya, ma rappresenta una delle speranze del club.

Aydın Karabulut (1987), ala. Ha velocità, esperienza e un buon sinistro. Più a suo agio sulla fascia sinistra che sulla destra.

Samir Nasri (1987), trequartista. Arrivato quest’estate, il suo acquisto ha mandato in visibilio i tifosi. Diverse le voci, ovviamente tutte da verificare, relative a presunti squilibri di spogliatoio nati dal suo inserimento nella rosa.

Danilo (1990), trequartista brasiliano. Uno dei giocatori più interessanti dell’intero gruppo. Ha qualità, è uno dei giocatori più pericolosi nel reparto offensivo degli “Scorpioni”. Alterna prestazioni sontuose a partite in cui si vede poco, ma merita una chance. Può occupare diversi posti nella trequarti campo.

Attaccanti:

Maicón (1990), ala destra di nazionalità brasiliana. Passato dalla Lokomotiv Mosca all’Antalyaspor quest’estate, ha subito impattato bene. Dinamico e veloce, ha un destro potente e preciso. Sa fare anche la punta centrale.

Jérémy Ménez (1987), tutti i ruoli d’attacco. Fuori fino a data imprecisata per pubalgia.

Moestafa El Kabir (1988), attaccante (anche esterno), marocchino-olandese. Da non sottovalutare il suo ruolo nell’Antalyaspor, può coesistere con Eto’o in un attacco a 2, dato che il camerunense ama uscire e svariare. Anche El Kabir s’impegna spesso sull’ala, può coprire diverse posizioni. Bene in Süper Lig nella sua precedente esperienza ad Ankara, dove ha ritrovato il feeling con la rete.

Samuel Eto’o (1981), tutti i ruoli d’attacco. Re assoluto d’Antalya, si è preso in mano la squadra, ha fatto addirittura da allenatore/giocatore in un periodo difficile nella sua prima stagione turca. Il suo contratto scade a giugno.

Deniz Kadah (1986), attaccante centrale/laterale. Ex Rizespor, può coesistere con Eto’o in un attacco a 2. Veloce, continuo e costante nel rendimento. Non ha un calcio irresistibile ma ha buone doti di posizionamento.

Emre Güral (1989), attaccante centrale/laterale. Mancino interessante, ex Eskişehirspor, era ritenuto uno dei più puri talenti di calcio turco (amico d’infanzia di Cenk Tosun, attuale puntero della nazionale turca e del Beşiktaş). Alla qualità del suo sinistro però non ha abbinato costanza e rendimento continuo.

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